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Karate e Donne

data di redazione: 08 Novembre 2015
Karate e Donne

Perchè il Karate-do è adatto anche alle donne

Le donne, al giorno d'oggi, si stanno appassionando sempre di più alle arti marziali, superando quelle barriere, che alcuni anni fa, facevano sembrare gli sport da combattimento e le arti marziali discipline prettamente maschili. Le Atlete di sesso femminile, con impegno, con forza, stanno dando spettacolo sia nel mondo della boxe che in quello più recente delle MMA. Nel mondo del Karate, nobile disciplina antica, è cosa comune vedere donne graduate o addirittura istruttrici brave e preparate.


Ma facciamo un passo indietro: quando le donne si sono inserite nel mondo del Karate competitivo?


  1. Nei campionati Europei di Karate del 1979 a Barcellona si ebbe la prima partecipazione ufficiale femminile alle gare internazionali, con le gare di Kata sia individuali che a squadre.
  2. A livelli mondiali le donne gareggiarono per la prima volta, sempre con il Kata, ai Campionati Mondiali di Madrid nel 1980.
  3. Nel febbraio del 1981 si svolsero a Bruxelles i Campionati Europei, in cui le donne ebbero modo di affrontarsi per la prima volta nel Kumite; ai campionati Mondiali di Taipei del 1982, infine, il Karate femminile fu presente con il Kata e il Kumite.


L'ALLENAMENTO DEI KATA E DEI KUMITE PER LE DONNE


Vediamo allora che il Karate, come tanti altri sport o discipline di combattimento, sono adatti anche alle donne, e questo per varie ragioni che vedremo in seguito.


Il combattimento nel Karate, che per la sua "durezza" potrebbe essere visto come "maschile", invece è ben affrontato anche dall'atleta del gentil sesso, attraverso esercizi prestabiliti di tecnica e allenamenti mirati come il Kumite.

Nei kumite l'allenamento non è più limitato agli attacchi prestabiliti, e le tecniche, dopo un certo periodo di tempo, vengono utilizzate con vigore e scioltezza.


In particolare per le donne, un buon allenamento è quello di confrontarsi anche con gli uomini, per abituarsi al confronto e vincere la paura di dover affrontare una persona molto più potente.


In ogni caso le prime volte, la raccomandazione è quella di tenere un certo equilibrio in rapporto al peso e alla forza, e utilizzare schivate e parate slittanti, che si adattano di più a praticanti "più deboli".


I Kata sono finalizzati sia al perfezionamento che alla competizione, e costituiscono un aspetto del lavoro in cui i risultati sono davvero rilevanti.
Le donne, hanno una particolare predisposizione al concentramento, spesso molto più degli uomini, e nell'esecuzione dei Kata la concentrazione è fondamentale.

Una volta superata la mancanza di concentrazione muscolare e di forza, i Kata acquisiscono un autentico fascino, perchè riuniscono tutta una gamma di fattori fisici e psicologici che, oltre a contribuire all'esecuzione di un lavoro marziale, offrono una dimensione artistica del Karate.


PERFEZIONAMENTO E PRECISIONE SONO "DONNA"


Spesso la precisione è un fattore che la donna raggiunge prima dell'uomo.
Sia per i particolari orientamenti delle scuole che per le richieste degli allievi, il perfezionamento tecnico costituisce generalmente l'obiettivo principale della donna e lo stimolo ad emergere in un contesto prevalentemente maschile fa si che i movimenti raggiungano una realizzazione più precisa di quella degli uomini.


Il lavoro per l'elasticità è senza dubbio quello che crea minori difficoltà alle donne, grazie alla loro particolare costituzione fisica, ma è anche il loro grande nemico, in quanto la facilità nel realizzare i movimenti ampi toglie efficacia e soprattutto velocià e potenza.


La mancanza di concentrazione muscolare al momento dell'impatto e di forza nelle braccia e nelle gambe è di ostacolo all'esecuzione di un Karate potente.

Proprio per questo la donna si deve concentrare maggiormente su questo fattore, insistendo ed allenando correttamente le masse muscolari senza paura di deformarle, perchè lo speciale lavoro del Karate costruisce una muscolatura lunga ed elastica.

Quindi, donne, buon Karate!



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