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L'arte delle donne Samurai

data di redazione: 14 Ottobre 2014 - data modifica: 28 Luglio 2021
L'arte delle donne Samurai

Quando l'addestramento all'uso della Naginata entrò a far parte della donna samurai

Il Naginata (alabarda) è sempre stato un'arma della classe maschile dei samurai, caduto in disuso durante il periodo di Edo. In tempo di pace, portarsi dietro quelle lunghe armi pericolose era assai scomodo e così vennero lasciate a casa.

A poco a poco, incominciarono a essere considerate armi da donna, da usare per proteggere la casa. La lama affilata, ricurva, alla fine della lunga impugnatura, dava alle donne più possibilità di movimento e più potenza nel colpo, rispetto all'uso della spada. La lunghezza dell'arma variava da scuola a scuola ma, allorché fu adottata dalle donne, si accorciò.

 

Dalla metà del diciannovesimo secolo, l'addestramento all'uso dell'arma in combattimento entrò a far parte della formazione della donna samurai.

 

L'arma più diffusa era costituita da un lungo bastone di quercia, scolpito a forma di breve lama ricurva a un'estremità. La pratica con le armi era rigidamente disciplinata: le donne eseguivano i Kata e le tecniche talvolta da sole, talvolta a coppie, alabarda contro spada. Il vigoroso grido ki-ai accompagnava sempre il colpo. Durante il periodo di Edo, alcuni stili dell'arte dell'alabarda incominciarono a trasformarsi in naginata-do, ed ebbero luogo i primi incontri competitivi. A tal fine la lama dell'alabarda fu sostituita con un bambù spezzato in due, con la punta di pelle che la rendeva simile alla finta spada di bambù, o shinai.

Quest'arma leggera, nell'uso popolare, veniva data a una donna e la si faceva combattere contro un uomo armato di shinai, appunto una sorta di spada di bambù.

 

In questi incontri molto diffusi fra il popolo, s'indossavano abiti protettivi. L'alabarda fu bandita, insieme con le altre armi, dopo la seconda guerra mondiale; ma lo sport naginata-do fu uno dei primi a risorgere non appena gli Alleati tolsero il divieto di far pratica con le armi.

Prese una forma molto più orientata alla competizione sportiva, con un regolamento più rigido che nel passato. Nel 1956 si formò una federazione nazionale e attualmnente più di due milioni di donne praticano questo sport, anche se sono in poche quelle che praticano le più austere forme classiche.

Quest'arte marziale è praticata solo dalle donne giapponesi.



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