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La Potenza della Mente negli Sport da Combattimento

data di redazione: 22 Febbraio 2016
La Potenza della Mente negli Sport da Combattimento

Quanto conta e come allenare la mente per affrontare il combattimento

Ciò che spinge i principianti ad andare in palestra a sudare è il puro e semplice divertimento; è chiaro che è questa la loro motivazione, poi con il passare del tempo l'ambizione nella maggior parte dei casi spingerà questi "neo praticanti" verso obiettivi più ambiti, come le competizioni sportive, che li porterà inevitabilmente ad un netto miglioramento tecnico e fisico.

Man mano che si fa esperienza e si migliora, il praticante inizia a farsi un'idea precisa del proprio potenziale, ed è a questo punto che entra in gioco in modo determinante l'atteggiamento mentale, fondamentale in competizione.

Gli sportivi esperti delle più svariate discipline sanno trarre grande vantaggio dall'allenamento mentale, in sostanza sanno controllare le performance sviluppando la propria coerenza sia durante l'allenamento che in gara, e potenziando esponenzialmente le loro capacità di concentrazione.

Nelle competizioni di Brazilian Jiu Jitsu, di Grappling, oppure di MMA la mente è tutto, e l'importanza dello "stato mentale" dell'atleta per l'esito della gara è incalcolabile.

PIÙ ESPERIENZA, PIÙ CALMA

Il fighter esperto riesce a concentrarsi e a focalizzarsi sul combattimento in modo da gestire la competizione con quella calma che lo fa apparire quasi rilassato, in modo da conservare le energie e mantenere l'efficienza per tutto il match, tenendo continuamente monitorato il comportamento del proprio corpo e adattandolo in tempo reale alle tecniche del proprio avversario. Questo atteggiamento si acquisisce con l'esperienza, con l'allenamento svolto in preparazione e con il giusto atteggiamento mentale.

È quindi evidente e scontato, che una buona "forma mentale" ottimizza l'efficienza del combattimento e quindi inevitabilmente il risultato; un buon allenatore di Grappling, per esempio, prepara i propri ragazzi già settimane prima, ricorrendo a strategie psicologiche in allenamento, come sessioni di sparring sotto pressione o in condizioni di elevata stanchezza fisica.

SPARRING SOTTO PRESSIONE

Per capire meglio cosa intendiamo per "sotto pressione", immaginate di fare 3 minuti di sparring con il vostro compagno di allenamento e di partire già con uno svantaggio di 4 punti e di doverli recuperare.

Questo vi metterà "fretta", le tecniche, senza un'adeguato controllo mentale, vi verranno più difficoltose, i ribaltamenti più difficili, i passaggi più complicati.

Ma questo genere di allenamento vi farà guadagnare esperienza, nel senso che vi abituerà a combattere in condizioni di gara, dove il tempo non basta mai, e vi renderete conto di quanto conta saper gestire con la giusta calma (soprattutto mentale) il match.

THE ZONE

C'è una sorta di "stato di coscienza" chiamato il flusso (o "the zone" dagli atleti americani), che si presenta quando lo sportivo è talmente assorbito dalla competizione da cadere in una specie di trance dove si ha la sensazione di avere l'assoluto controllo della tecnica e si porta avanti la performance apparentemente senza sforzi, eliminando ogni distrazione esterna. È stato lo psicologo ungherese Mihaly Csikszentmihalyi a rendere popolare questo termine effettuando studi in proposito.

Secondo Mihaly, affinché un soggetto possa sperimentare il flusso, deve verificarsi una o più delle seguenti condizioni:

  1. attività impegnative che richiedono abilità e sforzo
  2. un obiettivo ben definito su cui focalizzare l'attenzione
  3. feedback immediato che conferma al soggetto che lo sforzo ha prodotto un risultato positivo, permettendogli di passare ad un livello successivo
  4. sensazione di assoluto controllo
  5. assenza totale di coscienza di sé, come se i confini tra il sé e il compito in oggetto di fossero dissolti, fondendosi in un'entità indistinta
  6. sensazione di immobilità del tempo, i secondi e i minuti scorrono senza che il soggetto se ne renda assolutamente conto

Chi ha esperienza di decine di gare ricorderà qualche match (o qualche round) dove ha provato la sensazione di aver "staccato" col resto del mondo durante il combattimento, e dove era talmente immerso in quello che stava facendo da non sentire la fatica, da non rendersi conto del passare dei minuti e di come riusciva a rispondere tecnicamente in modo positivo e con un'immediatezza irreale alle tecniche dell'avversario. Ecco, questo è quello che intende per "flusso" Mihaly.

COME CREARE LE CONDIZIONI PER UN GIUSTO ATTEGGIAMENTO MENTALE IN COMBATTIMENTO

  • Mettetevi nelle mani di un buon allenatore, ascoltatelo e dategli fiducia; questo è il primo passo
  • Cercate di fare una preparazione eccellente, questo farà accrescere la fiducia in voi stessi e arriverete al giorno del combattimento sicuri della vostra performance
  • Fissatevi degli obiettivi e un valido piano di gioco, una strategia che tenga conto della vostra forma fisica e delle vostre caratteristiche tecniche
  • Usate la forza dell'immaginazione per evocare la sensazione di aver raggiunto il vostro obiettivo; ricordate che la mente inconscia non distingue tra un'esperienza reale e una vividamente immaginata, perciò "inscenare" un'esito positivo vi aiuterà ad ottenerlo veramente. Questo è un punto fondamentale nel training mentale di tutti i più grandi atleti
  • Negli attimi precedenti il combattimento pensate ai sacrifici fatti, alla squadra che vi ha aiutato, alla soddisfazione finale

I pensieri negativi producono emozioni negative, e questo vi porterebbe alla sconfitta.

Siate positivi anche se la mente nelle ore precedenti al match vi porta altrove.

Sappiate che quando vi trovate ad affrontare un avversario che ha lo stesso potenziale fisico e le stesse qualità tecniche, spesso sarà il muscolo mentale a decidere le sorti dell'incontro.

Scritto da: ABC Team
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