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La scienza della competizione

data di redazione: 14 Ottobre 2014 - data modifica: 02 Ottobre 2014
La scienza della competizione

Il rendimento di un atleta in un match dipende quasi completamente dal tipo di allenamento

"E' noto che il rendimento di un atleta in gara dipende quasi completamente dal livello e dal tipo di allenamento".
L'allenamento totale è composto da tre aspetti fondamentali

  • preparazione fisica
  • preparazione tecnico-tattica;
  • preparazione psicologica

 

Per ogni specialità sportiva varia l'importanza dell'uno rispetto agli altri, ma nessuno può esistere senza gli altri due. Ciò nonostante vengono ormai considerati i binomi preparazione fisica/preparazione tecnica e preparazione psicologica/preparazione tattica, come norme generali adottate per programmare i rispettivi allenamenti.

 

Le arti marziali, come sport di lotta e di combattimento, necessitano, in relazione al regolamento delle competizioni ufficiali, di un'altra attenzione al momento di programmare l'allenamento, in quanto esistono due tipi di competitori, i cosiddetti "tecnici" e i "tattici", a seconda delle abilità e delle scelte operate nella realizzazione di un assalto.

La tecnica di ogni sportivo si basa fondamentalmente sulle sue caratteristiche fisiche e sulla struttura dei movimenti. La tecnica è l'organizzazione di movimenti corporei e la sua efficacia è basata sulla legge dello sforzo utile e sul principio dell'economia dello sforzo. Come regola generale, l'efficacia delle "tecniche" nelle arti marziali è definita da due parametri fondamentali: velocità e precisione. La velocità e la precisione sono conseguenti all'applicazione delle forze generate dall'avversario perché le sue leve coprano un certo spazio nel minor tempo possobile.

 

Le forze sono date dalla contrazione dei grupppi muscolari responsabili della mobilità di queste leve. La biomeccanica, moderna scienza dello sport, ha lo scopo di mettere in relazione gli aspetti meccanici e la struttura biologica che li produce. Da una parte quantifica la tencica come espressione concreta di movimenti corporei che perseguono un certo fine, senza dimenticare la sua possibile applicazione per migliorare il rendimento dell'atleta, in base alle caratteristiche individuali.

 

 

Dall'altra, consente all'allenatore di valutare esattamente l'influenza dei carichi in allenamento sulla evoluzione della tecnica dello sportivo.

Quando approfondiamo lo studio dei processi interni della struttura biologica, specialmente per quel che riguarda i muscoli, o ci riferiamo alla resistenza di uno sportivo nel sopportare la fatica durante una competizione, passiamo allora dalla biomeccanca alla fisiologia dell'esercizio.

 

Mentre la biomeccanica si orienta prevalentemente sullo studio del binomio tencica/condizione fisica da un punto di vista dinamico, cioè come analisi del movimento, la fisiologia dell'esercizio lo fa dal punto di vista energetico, come conseguenza dei processi metabolici messi in atto per generare quel movimento.

La fisiologia dà all'allenatore i dati fondamentali per allenare e far gareggiare, in relazione all'intensità e al volume dei carichi misurati attraverso la frequenza cardiaca, la tensione arteriosa, il consumo di ossigeno, ecc.


La tattica è indubbiamente un fattore fondamentale negli sport di combattimento ed è in ogni caso un processo intellettuale che poggia sulle caratteristiche psicologiche dell'atleta. Anche se alcuni autori ritengono che la tattica in sé costituisca una scienza sportiva, senza dubbio il suo studio non può essere disgiunto da quello della psicologia dell'atleta.

L'atleta, dal momento in cui gli si presenta un problema, fino a quando non lo risolve attraverso l'esecuzione di una "tecnica", affronta un processo che passa da una fase percettivo-sensioriale nella quale prende coscienza; poi codifica e analizza il problema, elabora con un processo intellettuale una decisione e quindi la mette in pratica con l'esecuzione di una risposta. In tutto questo processo non bisogna dimenticare l'influenza dei fattori ambientali e della personalità.

 

 

 

E' necessario che l'allenatore conosca bene l'allievo e tenda a vedere il suo comportamento rispetto ad ogni possibile situazione, per poterlo eventualmente correggere!

 L'aggressività, il livello intellettuale, la capacità di previsione, l'autocontrollo e il rilassamento sono fattori decisivi al momento di eseguire una tecnica e quindi influiscono sul rendimento sportivo.

 

Dal punto di vista formale possiamo dire che la biomeccanica, la fisiologia dell'esercizio e la psicologia sono scienze a sé stanti ma per la competizione e la loro interrelazione è indispensabile. Infine non dobbiamo però dimenticare che esistono altre scienze dello sport che incidono direttamente sull'allenamento: l'insegnamento e l'apprendimento delle tenciche e l'applicazione dei metodi e dei sistemi dell'allenamento fanno della metodologia sportiva una scienza applicata fondamentale.

 

Per quel che riguarda la selezione dei talenti sportivi, intervengono poi anche l'antropologia e la genetica che contribuiscono a formare l'insieme delle scienze applicate. Il significato sociale del fatto sportivo e delle arti marziali in particolare può essere inoltre analizzato attraverso la sociologia sportiva, lo studio dei popoli più ricettivi, del grado di integrazione sociale dello sportivo, ecc. e questo può consentire di delineare una politica sportiva in relazione alle esigneze sociali del momento.
Buon allenamento... da ABC.



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