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Le categorie di peso e l'alimentazione negli sport di combattimento

data di redazione: 14 Ottobre 2014 - data modifica: 01 Ottobre 2014
Le categorie di peso e l'alimentazione negli sport di combattimento

Negli sport da combattimento il peso corporeo ha un ruolo molto importante .

 

Questo si verifica in tutte quelle discipline sportive dove il confronto tra gli atleti è suddiviso in categorie di peso (kick-boxing, thai-boxe, savate, pugilato, lotta greco-romana, libera, judo, ju-jitzu brasiliano, mixed martial art’s, taekwoondo).

 

 

Quando si parla di peso corporeo, si intende il peso di tutto l’organismo, composto di muscoli, grasso, ma anche ossa, organi interni, sangue, ecc.

 

Certamente un atleta di alto livello sarà fisicamente diverso da un sedentario di pari peso: sarà più muscoloso e avrà meno grasso, avrà, cioè, una composizione corporea molto diversa.

 

Molto spesso nelle discipline sportive da combattimento (specialmente negli sport da ring) c’è la tendenza a cercare di scendere di peso il più possibile.

 

In teoria l’idea non è sbagliata: se l’atleta scende di una categoria di peso, incontrerà avversari più leggeri (quindi con meno forza e potenza muscolare) e disporrà, molto probabilmente, di leve più lunghe.

 

In pratica, purtroppo, non è così.

 

Per scendere al di sotto del peso corporeo ottimale, si deve intaccare in maniera negativa la composizione corporea. Sottoponendosi a diete fortemente ipocaloriche e molto sbilanciate (quindi dannose), si perderà massa magra, cioè liquidi e muscoli.

 

Se da un lato, perdendo massa muscolare si ridurrà sicuramente anche la forza e la potenza muscolare (quindi il “peso” e la velocità dei colpi o delle tecniche), dall’altro la perdita di liquidi (disidratazione) porterà ad un inevitabile calo della prestazione fisica.

 

Un pugile di 72 kg, per esempio, che tenta di passare alla categoria di peso inferiore arrivando a 69 kg mediante la disidratazione (deprivazione di liquidi, sauna, allenamento con indumenti plastificati, ecc), perdendo quindi circa il 4% del proprio peso corporeo, avrà una riduzione della propria prestazione pari ad un 4-6%, a discapito di velocità, forza, resistenza, ma anche lucidità e motivazione.

 

Non bisogna dimenticare, inoltre, che la disidratazione comporta rischi sanitari importanti: - riducendo il volume di liquido in cui il nostro cervello “galleggia” (liquido cefalo-rachidiano) espone ad un maggior rischio di traumi encefalici seri (commozione e contusione cerebrale); - aumenta la possibilità di avere colpi di calore, con importante ed eccessivo aumento della temperatura corporea (con un quadro del tutto simile all’insolazione che si prende nei mesi estivi, al mare, dopo parecchie ore di esposizione al sole); - altera il funzionamento dell’apparato cardiovascolare, dei reni, del sistema nervoso e di quello neuro-muscolare.

 

Un documentario del Grande Campione di Lotta Greco Romana Andrea Minguzzi medaglia d’oro alle olimpiadi di Pechino categoria 84 kg spiega un po’ la vita di questi campioni .

 

Andrea Minguzzi spiega che , fuori gara , rimane sempre 6 o 7 kg sopra il peso corporeo stazionando sui 91 kg per potersi allenare con tutte le energie disponibili , poi un mese prima della gara si mette a dieta con la consulenza di un medico dietologo per rientrare in categoria di peso .

 

Il giorno prima della gara, alla sera ha la prova peso e dopo averlo eseguito corre subito a bere molta acqua e liquidi e a mangiare , Soprattutto pasta per riempire i muscoli di glicogeno per il giorno della gara.

Scritto da: ABC Team


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