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Metodo Tradizionale e Confucianesimo

data di redazione: 14 Ottobre 2014 - data modifica: 04 Dicembre 2018
Metodo Tradizionale e Confucianesimo

Le scuole di Wing Chun di oggi utilizzano il metodo di insegnamento tradizionale oppure qualcosa è cambiato al giorno d'oggi? Si dice che in un epoca non molto recente il metodo classico  che utilizzavano le scuole di Wing Chun in Cina fosse strutturato in modo da scoraggiare i "frettolosi" oppure gli interessati solamente in modo superficiale; allo stesso tempo questo metodo si pensava era forse quello che permetteva di formare gli allievi migliori.

 

"Oggi si insegna e si impara come in passato? Se fosse così le scuole di arti marziali oggi sarebbero vuote..."

 

Grazie al metodo tradizionale confuciano, solo una piccola parte degli allievi preparati dal defunto Gran Maestro Yip Man (in passato divenuto famoso per merito di Bruce Lee e oggi ancor di  più grazie al cinema) ha realmente compreso appieno le sue teorie. Il Maestro era infatti Confuciano, il cui atteggiamento mentale infatti faceva una prima selezione degli allievi in modo naturale. 

Confucio infatti diceva che ognuno è l'insegnante di se stesso, trasmettendo il modo di pensare in cui l'allievo sempre secondo Confucio non impara senza il requisito fondamentale di un esistenza virtuosa: egli deve amare i genitori ed i fratelli, deve essere sincero e preciso nelle sue azioni, e diceva che chi si comporta male non imparerà mai ciò che è essenziale.

 

In sostanza il Confucianesimo predica il rispetto per i più anziani e la fratellanza con i pari, infatti "l'allievo che vuole mettersi al posto di un anziano" non farà mai progressi perchè mirando al successo immediato perde il vero obiettivo principale che è quello di progredire tecnicamente e spiritualmente.

LA PERFEZIONE COME OBIETTIVO NON COME FINE

 

L'allievo deve essere sempre consapevole delle difficoltà e deve mirare alla perfezione pur sapendo che non la raggiungerà mai proprio perchè egli ama l'apprendimento e sa che c'è sempre da imparare (paradossalmente si può imparare qualcosa anche da un allievo più giovane e più inesperto); l'allievo confuciano sa che nella via dell'apprendimento la meta non arriverà mai e si rende constantemente conto di ciò che sa e di ciò che ancora deve imparare. Alcune affermazioni  "Confuciane" rendono l'idea velocemente sul pensiero della corrente:

"l'allievo migliore non è quello che non sbaglia mai ma quello che non commette lo stesso errore due volte"

" Io ti indico un angolo ma sta a te trovare gli altri tre"

"se concedo ad un allievo un elogio è perchè l'ho messo alla prova"

"Ascoltare molto, selezionare ciò che vi è di buono e seguirlo, percepire molto e tenerlo a mente, questo è almeno il secondo livello della sapienza"

"se uno sa ripetere a memori tutte e trecento le canzoni di un canzoniere, ma non è in grado di adempere ai propri compiti, allora a che cosa gli serve tale erudizione?"

Confucio dovette assimilare tutto molto faticosamente e lentamente, ma il suo progresso fu costante: "Avevo quindici anni e la mia volontà era quella di apprendere, a trenta ero sicuro, a quaranta non avevo ormai più dubbi, a cinquanta mi era nota la legge del cielo, a sessanta le mie orecchie erano aperte, a settanta ero in grado di seguire i desideri del mio cuore senza oltrepassare il limite".

Il metodo tradizionale Confuciano nel senso stretto del termine non è valido oggi, soprattutto in occidente dove fa capolino la pragmaticità; oltretutto si è capito che si ottiene di più con l'elogio che con la critica, infatti quest'ultima rischia di demotivare l'allievo e lo induce a mollare.

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