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MMA: Difendere i tentativi di atterramento

data di redazione: 02 Gennaio 2015 - data modifica: 16 Settembre 2018
MMA: Difendere i tentativi di atterramento

Esercizi specifici contro i temuti Take Down

Esistono allenamenti specifici per prendere sufficiente pratica per applicare una buona difesa sugli atterramenti sia per il grappling che per l'MMA in gara; è appurato che questa è una fase complessa e determinante in un combattimento e quindi assolutamente da non trascurare.

 

Nel Grappling i Take Down sono frequenti nelle prime fasi del combattimento e spesso determinano il vincitore per tre principali fattori:

 

  1. perché chi ha portato la tecnica dell'atterramento se è bravo a tenere le posizioni non permetterà all'avversario di lavorare e consumerà il tempo rimanente cambiando le posizioni stesse senza prendere penalità per inattività
  2. perché il take down di per sé aggiudica punti
  3. perché un buon take down se permette di passare la guardia comporta maggior punteggio.

 

Per l'MMA il discorso è un po’ diverso

È diverso per il fatto che il combattimento nella gabbia con i colpi ha una dinamica un tantino diversa.

Uno striker tenderà a svolgere il suo match nel suo campo (i colpi) tentando quindi di eliminare i tentativi dell'avversario di portarlo a terra, sarà quindi determinante la sua capacità di difesa sui take down.

Per imparare a difendersi da queste tecniche bisogna saper conoscere alla perfezione le tecniche stesse di atterramento.

Quindi in primo luogo un accurato lavoro sui “double leg”, “single leg” e di tutti gli atterramenti più classici provenienti per lo più dalla greco romana e dalla lotta libera.

Non per niente combattenti professionisti come Sakara si allenano con grecoromanisti per isolare questa delicata e importantissima fase del combattimento, e solo in un secondo momento quindi si aggiungeranno i colpi per avvicinarsi alla propria disciplina.

 

 

È sostanziale il lavoro di "schermaglia", per:

  • imparare ad avere sempre una posizione favorevole nel corpo a corpo
  • imparare a distribuire il peso del corpo
  • saper usare il giusto baricentro nella spinta
  • non lasciare spazi all'avversario per non farlo arrivare facilmente alle gambe.

 

La differenza sostanziale fra l'MMA e il Grappling è che nella prima essendoci i colpi un errore potrebbe costarci caro e mettere fine all'incontro all'istante.

È opportuno allora lavorare in maniera meticolosa sul tempismo oltre che alla tecnica, cercando di trovare il momento giusto magari mettendo sotto pressione il nostro avversario oppure prendere l'attimo in cui lui sta avanzando con una combinazione di braccia.

In questo caso è essenziale il lavoro di sparring, provare e riprovare magari sbagliando in palestra ma poi arrivare al punto di saperle effettuare durante il match.

La classica e più comune di difesa è la ghigliottina, che si può tirare sia su due gambe o peggio ancora sia da terra in guardia chiusa, ed è difficile e molto dispendioso a livello energetico difendersi poi da essa e per chi non è molto pratico negli atterramenti questa tecnica potrebbe diventare un vero e proprio incubo.

 

Quindi l'unico "rimedio" cari ragazzi è sempre lo stesso..... allenarsi!! 

Scritto da: Davide Ursillo
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