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Renshuu - La Pratica nell'Aikido

data di redazione: 08 Giugno 2015 - data modifica: 15 Ottobre 2015
Renshuu - La Pratica nell'Aikido

Il Lungo Percorso nell'apprendimento dell'Aikido

IL LUNGO PERCORSO DELL'APPRENDIMENTO DELL'AIKIDO

Nadia Valeruz, 4° dan DANTAI, Takemusu Aikido


Il famoso detto “ per imparare qualcosa devi farla mille volte, per imparare davvero qualcosa devi farla diecimila volte, per comprendere completamente qualcosa devi farla centomila volte“ si riferisce indubbiamente a tutte le arti marziali ma è particolarmente vero per l’aikido.

E’ sempre un po’ difficile motivarsi all’inizio, quando ci si rende conto che l’immediatezza nell’apprendimento non è tra le caratteristiche che dobbiamo aspettarci dall’aikido.


Questo è dovuto al fatto che si tratta di una disciplina che richiede particolare precisione nello svolgimento delle tecniche, il renshuu è l’unico mezzo per arrivare a comprenderlo in tutti i suoi aspetti, è la chiave per capire i libri che ne parlano, sia che ne descrivano le tecniche minuziosamente o che ne trattino la filosofia.

Solo lavorando molte volte sulle tecniche è possibile comprendere che per applicare le leve in modo corretto è necessario abituare il proprio corpo a non lavorare di forza , che è necessario entrare nel movimento di uke (colui che subisce la tecnica) per utilizzare la forza del suo attacco e convogliarla nella direzione voluta, l’importanza di porsi in allineamento e al punto giusto per portare via l’equilibrio ad uke diventando il centro di entrambi, come un tutt’uno.


Attraverso la lunga pratica il nostro corpo raggiunge una combinazione di condizioni che ci permettono di svolgere la tecnica con sempre più maestria, ad esempio la rilassatezza muscolare a partire dalle spalle, molti infatti associano erroneamente la rigidità muscolare alla potenza, a volte invece è proprio la tensione che fa si che un colpo o un’entrata scaturisca solo dagli arti e non dall’intero corpo, la scioltezza dei movimenti che ci permette di ricevere l’attacco nell’istante giusto ed armonizzarci ad esso, il radicamento, attraverso la postura, l’abbassamento del baricentro mantenendo la schiena dritta che ci permette di controllare meglio l’equilibrio di cui parlavo prima.

LA COSTANZA VERRÀ COL TEMPO RIPAGATA

Un processo evolutivo piuttosto lento che ci vede inizialmente piuttosto scoordinati. L’allenamento ripetitivo a volte può sembrare noioso ma è estremamente utile; alla spasmodica ricerca di risultati da “catturare” rapidamente rimaniamo delusi nel vedere che, se pur applicando tutti gli insegnamenti ricevuti, il maestro svolge la tecnica in maniera molto più disinvolta ed efficace; invece insistere con la pratica fa si che sia il risultato che un po’ alla volta si presenti a noi senza più ricercarlo; il nostro corpo inizia a svolgere naturalmente quello che abbiamo tentato di indurre tante volte durante gli allenamenti precedenti.

Renshuu, l’allenamento ripetuto dunque deve essere considerato esso stesso l’obiettivo, il mezzo attraverso il quale il nostrp spirito si fortifica, la via d’elezione per l’apprendimento di una disciplina così complessa e interessante.


Praticare, provare, sperimentare, questo è l’atteggiamento giusto.

Nadia Valeruz, 4° dan DANTAI, Takemusu Aikido

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