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Submission Grappling - Brazilian Jiu Jitsu. Dettagli tecnici sulla Posizione Trasversale

data di redazione: 08 Agosto 2015 - data modifica: 16 Settembre 2018
Submission Grappling - Brazilian Jiu Jitsu. Dettagli tecnici sulla Posizione Trasversale

Come montare in modo corretto una delle posizioni fondamentali della lotta a terra

Spesso la tendenza è quella di dare importanza solo alle finalizzazioni, mentre un ruolo fondamentale durante la lotta, che si tratti di:

ce l'hanno le posizioni, anche perchè è da esse, che la maggior parte delle volte comincia il lavoro vero e proprio di sottomissione dell'avversario.


Ogni allenamento che si rispetti, quindi, dovrebbe riservare uno spazio considerevole allo studio delle svariate posizioni, che il lottatore deve rendere solide e applicabili non solo durante lo sparring in palestra, ma anche in gara, dove l'avversario non sarà collaborativo come in allenamento.

 

Nella stragrande maggioranza delle palestre brasiliane, tempio del Brazilian Jiu Jitsu, dove ci si allena praticamente durante tutto l'arco della giornata, ogni sessione di allenamento è preceduto da un riscaldamento composto da interminabili drill sulle posizioni (oltre che sulle finalizzazioni), ripetute allo sfinimento, appunto perchè considerate di estrema importanza durante le fasi di lotta.

È proprio da una posizione ben stabilizzata, che passo dopo passo, in sicurezza e senza lasciare spazi, comincia il lavoro del lottatore per isolare un braccio o una gamba in cerca di una finalizzazione, oppure di guadagnare una posizione più vantaggiosa (come ad esempio la monta che in gara aggiudica punti, sia nel grappling che nel Bjj).

LA POSIZIONE TRASVERSALE

 

Dietro la posizione trasversale (più comunemente chiamata "cento chili"), che l'inesperto considera spesso erroneamente come una fase semplice e di minore importanza, si nascondono infiniti particolari, che partono dalla posizione delle braccia all'allacciamento delle mani, dalla posizione del bacino alla (fondamentale) pressione che si esercita sull'avversario, fino alla posizione delle gambe.

La posizione trasversale, se ben consolidata, ci permette di "neutralizzare" ogni tipo di attacco da parte del nostro avversario, e di sottoporlo ad una pressione considerevole.


Se eseguita correttamente la "cento chili" è una delle stabilizzazioni più solide della lotta al suolo, ed è estremamente strategica, proprio per il fatto che da quella posizione possiamo creare numerose sottomissioni, con pochissimi passaggi e senza rischiare mai troppo di perdere la posizione.

I dettagli sono fondamentali, occorre rispettarli minuziosamente, per non creare un "vuoto" nella tecnica, che il nostro avversario puntualmente sfrutterà per infilare una gamba o un braccio, o peggio ancora un ribaltamento capovolgendo la situazione.

La stessa tecnica, in questo caso la posizione trasversale, può essere stabilizzata in diversi modi, ad esempio restando attaccati al nostro avversario con entrambe le ginocchia, oppure stendendo una gamba, che potrebbe essere sia la destra che la sinistra, a seconda delle nostre intenzioni oppure semplicemente perchè in una determinata posizione ci sentiamo al momento più stabili.

Analizziamo dunque i dettagli di una di queste posizioni.

  • Le braccia. Le nostre braccia devono stringere con presa sicura il nostro avversario, "sgrimando" il suo braccio sinistro (in questo caso) e allacciando saldamente le mani
  • La spalla. La nostra spalla sinistra (assieme alla testa) deve fare pressione contro il viso dell'avversario, impedendogli di girare la testa nella nostra direzione (facendo ciò eliminiamo i suoi "punti di forza" e gli verrà estremamente difficile infilare il ginocchio o semplicemente fare un ponte nella nostra direzione
  • Il bacino. È fondamentale che il nostro bacino sia ben schiacciato a terra
  • Le gambe. Devono essere "divaricate" in modo tale da fare "base" creando dei punti di appoggio, in questo caso la gamba sinistra stesa e la destra piegata, con il ginocchio che punta contro l'anca del nostro avversario, questo anche per impedirgli di infilare il suo ginocchio e guadagnarsi la mezzaguardia
  • I piedi. Con le dita dei piedi spingiamo il nostro corpo in direzione del nostro avversario, aumentando la pressione della nostra posizione (anche questo dettaglio può variare a seconda del Maestro, qualcuno preferisce tenere i piedi stesi)
  • La pressione. La pressione è uno di quei dettagli più difficili da assimilare e applicare, ma che rende questa posizione così stabile e forte. Non si tratta infatti semplicemente di mettere il peso sul nostro avversario, ma di esercitare una forte pressione tramite le braccia, la spalla e comunque tutto il corpo e nella direzione giusta (se la direzione della spinta è sbagliata e siamo sbilanciati troppo in avanti siamo soggetti a ribaltamento)
Scritto da: Davide Ursillo

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