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Il Wing Chun dal punto di vista di una donna

data di redazione: 14 Ottobre 2014 - data modifica: 02 Ottobre 2014
Il Wing Chun dal punto di vista di una donna

passo e pugni a catena nel WING CHUN

 

Il cammino per diventare grandi atleti nelle arti marziali è solitamente abbastanza lungo. Si possono apprendere tanti concetti e tecniche anche in tempi brevi, ma alla fine il risultato non è ottimale.

 

Questo è uno dei motivi per cui molti scelgono stili occidentali, quali la boxe o la kick, perchè hanno approcci più immediati e si impara più in fretta a dare quattro calci e quattro pugni. L’artista marziale, se avrà costanza e pazienza nell’apprendimento delle basi, potrà essere certo di padroneggiare la propria forza, il proprio equilibrio, la propria esplosività (oltre ad avere la possibilità di appurare anche l’aspetto filosofico della disciplina e poterlo applicare al quotidiano).

 

A questo proposito voglio incitare i nuovi arrivati a non demoralizzarsi quando verrà loro chiesto di fare mille volte il passo o mille volte i pugni a catena, anche quando vi sembrerà di averli imparati e di saperli fare benissimo.

 

 Ci sarà un giorno, in cui vi sentirete stabili, perfettamente in equilibrio nella vostra iras, un giorno in cui vi sentirete pronti ad eplodere i vostri colpi senza nemmeno pensarci, un altro in cui sarete perfetti nel prendere l’energia dell’altro, scaricarla sulle gambe e restituirla tramite i vostri pugni a catena.

 

Io chiamo quei momenti “gli attimi di consapevolezza”: fai il passo per dei mesi, ti sembra anche di averlo imparato bene, l’hai fatto mille volte, anche “cheppppalle” ogni tanto. Poi arriva un giorno in cui finalmente lo fai perfettamente, lo senti davvero, capisci che fino a prima lo facevi da schifo e non te ne rendevi conto. Capisci perchè dovevi tirare ogni secondo quei maledetti adduttori, perchè dovevi tenere le gambe leggermente piegate, per scaricare i colpi ricevuti e restituirli come una molla.

 

E’ come il giorno in cui, dopo un milione di ore passate a fare i pugni a catena, non hai più male alle spalle, ai muscoli… a niente! I pugni partono da soli, con un’energia potentissima e tu sei fluido nel seguire l’attacco del tuo avversario, come l’acqua ti modelli sui suoi colpi.

 

Per concludere: i nostri istruttori Sandro e Davide sono bravissimi nell’insegnarci le basi, le tecniche e a farci sfogare e divertire con i colpitori.

 

Noi, di riflesso, dobbiamo essere tenaci, fiduciosi e costanti nell’allenamento, perchè quando arrivano gli attimi di consapevolezza tutto diventa SERIAMENTE una figata stratosferica !

 



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