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Wing Fight, l'arte marziale del Terzo Millennio

data di redazione: 14 Settembre 2015 - data modifica: 28 Aprile 2017
Wing Fight, l'arte marziale del Terzo Millennio

L'evoluzione logica del Wing Chun

L’evoluzione di un’arte marziale può portare alla nascita di un altro stile con dei principi e delle metodologie di allenamento diverse, di solito migliori (ed evolute) per fronteggiare un avversario sempre più preparato sia fisicamente che tecnicamente.

Il Brazilian Ju Jitsu è un’arte bellissima ed efficace sviluppata da un’altra, il Ju Jitsu giapponese, quindi un’evoluzione di quest’ultimo in una direzione diversa (la lotta al suolo con lo scopo di sottomettere l’avversario); il judo deriva pure lui dal Ju Jitsu giapponese ma sviluppato da un’atra persona (Jigoro Kano) con altri fini, quindi è sempre un’evoluzione del ju jitsu ma in maniera differente. La Kick-boxing è una fusione del Karate e della Boxe ma potrebbe essere vista dal punto di vista dell’evoluzione sportiva e di completamento di entrambi.

L’evoluzione in senso stretto è l’adattamento di una specie all’ambiente per mezzo di piccoli cambiamenti nel corso del tempo: cambiamenti che mirano a migliorarla ed a renderla più adatta e performante per l’epoca e per il contesto in cui vive.

Arti marziali e dogmi

Le arti marziali non sono una creazione divina che deve restare immutata nel tempo perché nata già perfetta: sono state create e sviluppate dall’uomo per combattere, per fronteggiare il nemico nel modo più efficiente, in relazione all’epoca in cui vengono sviluppate.

Le arti marziali sono quindi da sempre i continua evoluzione perché, a seconda di chi si prende in carico la missione di svilupparle toglie le tecniche ed i movimenti secondo lui superflui e aggiunge quelli che funzionano meglio per rendere il “prodotto finale” più efficiente.

Oggi, dove il fine ultimo potrebbe non essere solamente “la vittoria per la vita”, alcune arti sono diventate magari sport oppure danze, belle da vedere magari da esibire in manifestazioni folkloristiche.

Se cambiano i fini cambiano naturalmente le movenze, quindi si “evolvono” in una direzione diversa. In queste, magari per divenire più fastose e spumeggianti, vengono eliminati movimenti efficaci in combattimento per dare spazio a tecniche spettacolari, che hanno sì il nobile fine di intrattenere il pubblico, ma non funzionano più così bene in un combattimento reale.

Quindi nel corso degli anni, senza magari rendersene conto la stessa arte marziale non è magari più utile e adatta per il fine per cui era nata. Gli sport da combattimento hanno subìto anche loro lo stesso processo: si sono evoluti in funzione alle regole a cui sono sottoposte le competizioni; ciò non vuol dire che siano inutili in combattimento reale (anzi!) ma solamente che le loro caratteristiche gli hanno conferito una forma differente (un pugile è più abile con le braccia ed il corpo, un taekwondoka con le gambe, ecc…)

Ogni stilista si allena per combattere i veri pericoli che lo aspetteranno sul campo: altre cose sarebbero solamente un’inutile perdita di tempo ed energie.

Il Wing fight, un’arte marziale attuale

Wing Fight non è altro che la denominazione di uno stile di wing chun ma con una connotazione un po’ più “occidentale”.

Spesso, si legge sui forum, di praticanti di wing chun provenienti da scuole e lineage diversi che litigano anche con toni a dir poco accesi tra di loro; spesso il motivo è che ognuno di loro pretende di possedere il sistema originale additando gli altri di avere modificato il vero Wing chun, quindi ognuno pensa di avere l’arte più antica, quella originale quindi “l’autentico Wing Chun”.


Al contrario, il WingFight non pretende di essere il “Wing Chun originale”, anzi è felice di non esserlo.


a ragione per cui non si da importanza a ciò che qui si è convinti è che per il wing fighter, l'aggettivo “originale non significa più efficace”… almeno per quanto riguarda le arti marziali!

Il Wing Fight è un’evoluzione del Wing chun dal punto di vista di Sifu Victor Gutiérrez un Maestro con alle spalle un’esperienza di oltre 35 anni nel wing chun e in altre arti marziali e sport da combattimento.

Perché la definiamo l’arte marziale del Terzo Millennio?

Il Wing fight, possiede dei principi di movimento intelligenti, studiati per fronteggiare un picchiatore da strada ed uno striker sportivo allenato, con delle tattiche ben definite per poter chiudere bene la distanza, quindi per poter mettere in pratica più facilmente le capacità acquisite nel lavoro del chi-sao.

La specialità del Wing Chun tradizionale è la corta distanza ma purtroppo il combattimento non comincia quasi mai da lì (nel campo in cui i praticanti sono specializzati), e Sifu Guitiérrez ha voluto colmare queste lacune.


Dalla lunga alla corta distanza, un mare di imprevisti ci aspetta.


L’anello mancante di molti Stili tradizionali di wing chun è proprio quello: accorciare, prendere il famoso contatto tanto caro ed essenziale al chi-sao in modo intelligente e tattico.

Nel WingFight non si possiede un’unico modo di attaccare, ma diverse tattiche che ti permettono di “avvicinare” l’avversario in modo intelligente, inaspettato e protetto per poter continuare nella corta distanza.

L’obiettivo del Wing Fight è quello di non essere prevedibili, e questo si ottiene avendo più frecce nel fodero per caricare il nostro potente arco: se il nostro avversario sapesse in anticipo quello che stessimo per fare, saremmo nei guai seri.

Lui non si farebbe certo sorprendere lasciandoci liberi di attaccare come vogliamo ed inizierà a muoversi attaccando nel punto debole della tecnica.

Lo stile contempla molti "drill" per riconquistare la distanza persa; questo perché l’avversario in contesti non collaborativi si muove, non lascia le braccia lì, incollate alle nostre come pensiamo, a “roteare con noi in una sequenza di chi-sao”. Egli si muove, stacca le braccia, riattacca da un’altra angolazione e ci sorprende con lo scopo di metterci fuori combattimento.

La strategia principale è sempre quella di concludere il combattimento in pochi istanti, difendendo ed allo stesso tempo colpendo ripetutamente sulla linea centrale e proteggendo le vie laterali ma nemmeno scartando l’ipotesi

  • di un calcio,
  • di una presa
  • o di un take-down,

ma se ciò non accade ecco che viene tirata fuori un’altra carta, cambiando completamente tattica.

Impostazione e dinamicità del WingFight

Il Wing Fighter ha un’impostazione più simile ad un pugile occidentale che ad un praticante di wing chun ma utilizza non solo i pugni, ma anche gli arti con colpi a mano aperta, concatenati a mo’ di pugni a catena (come nel Wing Chun) si muove in diagonale piuttosto che in linea retta ed utilizza tattiche, come già abbiamo detto sopra, a discrezione del praticante per far fronte alla situazione che gli si presenta davanti. È imprevedibile negli attacchi perché ha diversi modalità di attacco.

Non esiste la tecnica suprema ma neanche l’arte marziale invincibile.

Nel Wingfight si è anche consapevoli che non esista l’arte marziale suprema ed invincibile, non esiste la tecnica perfetta per tutte le risposte ed ogni situazione di combattimento è un momento a sé che va trattato per quello che è, tenendo conto degli imprevisti, accettandoli nel bene e nel male.

Il Wing Revolution, l’istituzione a cui fa capo il WingFight, è diffusa oggi in tutto il mondo e conta migliaia di praticanti, ed oggi si sta diffondendo con successo anche in Italia.


Scritto da: ABC Team
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