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Tricipite Anatomia e Allenamento

data di redazione: 04 Giugno 2014 - data modifica: 23 Luglio 2018
Tricipite Anatomia e Allenamento

TRICIPITE: ANATOMIA E ALLENAMENTO

Braccia grosse, muscoli ben definiti, vascolarizzazione al massimo.
Questa potrebbe essere una velocissima descrizione del braccio di un body builder.
Molto probabilmente le braccia sono la prima, o al limite la seconda parte del corpo che si cerca di sviluppare il più possibile grazie all’allenamento con i pesi.

 

Ci metto tranquillamente la mano sul fuoco che sia così e senza possibilità di smentita alcuna, tanto che larga parte dei maschietti nei centri fitness dedica un workout a parte per lo sviluppo di questi arti.

 

Ma il braccio grosso come ben saprete non è facile da ottenere, non bastano tre serie da dieci ripetizioni di curl alla Panca Scott con bilanciere per vedere risultati miracolosi e mostrare con fierezza quel braccio che, fino a poco prima dell’allenamento, aveva più la parvenza di una mozzarellina che quella di un insieme di muscoli tonici e potenti.

 

Ed è così che ogni santo giorno centinaia e centinaia di ragazzi cerca lo sviluppo del bicipite, non dando la stessa importanza al tricipite, non curanti del fatto che non è solo il primo a comporre e a rendere bello a vedersi un braccio.

 

Se si vuole apparire con braccia toniche sappiate che moltissimo lavoro lo fa il tricipite. A mio avviso infatti, anche se geneticamente o per allenamenti sbagliati, si è carenti di bicipite, il gap può essere tranquillamente colmato grazie ad un buon sviluppo del tricipite.
Scopriamo però qualcosa di più, a livello anatomico, su questo muscolo.

 

Il muscolo “tricipite brachiale” è il più importante muscolo della zona posteriore del braccio.
Si compone di tre capi che, pur avendo origine in punti diversi, convergono in basso fino a raggiungere lo stesso tendine che a sua volta si inserisce nelle facce superiore e posteriore e ai margini dell'olecrano.


I tre capi che compongono il tricipite brachiale sono:

  • Il capo lungo;
  • Il capo laterale;
  • Il capo mediale.

 

Il tricipite è il principale estensore dell’avambraccio sul braccio grazie all’azione in contemporanea di tutti e tre i suoi capi, mentre garantisce l’adduzione dell’omero grazie al lavoro in coppia del solo capo lungo e del muscolo gran dorsale.

 

Il capo lungo riveste un ruolo di notevole importanza in quanto funge anche da stabilizzatore della spalla.
Adesso che abbiamo dato un veloce sguardo all’anatomia del tricipite e conosciamo i suoi tre capi, andiamo a vedere quali esercizi e quali posizioni andranno maggiormente adottate per ipertrofizzare questo muscolo in toto.

 

Parlando di posizioni mi riferisco non solo a quella delle braccia durante lo svolgimento di un esercizio in particolare, ma anche a quella tenuta da tutto il corpo. Questo fa una grandissima differenza e, a discapito delle apparenze, si rivela molto più importante un corretto posizionamento di tutto il corpo rispetto ad un carico di allenamento alto.

 

Scoprirete infatti che una data posizione vi consentirà di allenare un capo in maniera più intensa rispetto agli altri due, che comunque verranno coinvolti.
Questo vuol dire allenare un muscolo nella sua totalità, non lasciando niente di intentato se davvero il nostro desiderio è quello di raggiungere un buono sviluppo muscolare.

 

Gli esercizi possono venire eseguiti in tre posizioni in particolari:

  • Posizione inclinata e perpendicolare;
  • Posizione piana;
  • Posizione declinata.
  • Partiamo dalla prima.

 

Per farvi capire al volo quale esercizio per i tricipiti viene eseguito in questa posizione vi invito a pensare alle estensioni dei tricipiti sopra la testa eseguite in piedi o le estensioni dei tricipiti eseguite su panca inclinata.
Durante lo svolgimento di questi esercizi appena citati infatti, noteremo come le braccia sono il più lontane possibile dal bacino. Ricordate sempre che questa distanza vi permetterà di lavorare con maggior enfasi sul capo lungo del tricipite.

 

La posizione piana a differenza della prima vi permetterà di concentrarvi maggiormente sui capi laterali, nonostante il coinvolgimento sempre e comunque del capo lungo.

 

L’esercizio che maggiormente viene eseguito in questa posizione è il French Press con l’utilizzo di una barra EZ.
L’esercizio appena citato se viene anche di poco modificato può aiutarvi a lavorare in maniera più intensa sul capo mediale.
La modifica andrà fatta sulla posizione del corpo e delle braccia durante la sua esecuzione.

 

Quindi utilizzare una panca declinata e, allo stesso tempo, fare in modo di tenere le braccia il più vicino possibile al busto vi permetterà di far lavorare maggiormente il capo mediale.

 

Come avete visto non è complesso far lavorare questo muscolo nella sua totalità e vi invito a farlo, in questo modo i risultati sia a livello di forza che a livello di massa saranno molto più evidenti.

Massimo Valente

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