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Corsa - Quando l'abitudine ostacola i progressi

data di redazione: 25 Gennaio 2017 - data modifica: 28 Gennaio 2018
Corsa - Quando l'abitudine ostacola i progressi

L'allenamento abitudinario è un "tranello" nel quale cascano atleti di un pò tutti gli sport. L'abitudine è quel qualcosa che viene in qualche modo inseguito dalla nostra mente, da quello che riferiscono gli studiosi è una sorta di ricerca di sicurezza. Nel mondo dell'allenamento però l'abitudine può diventare un problema, e lo è per il bodybuilder, per il pugile come per il runner.

Il runner dovrebbe cercare piuttosto di governarle le abitudini e sfruttarle a proprio vantaggio. Un'abitudine infatti che bisognerebbe conservare è la regolarità delle sedute di allenamento, infatti, più i lavori si susseguono ad intervalli corretti più la condizione dell'atleta crescerà in modo stabile.

La vera e propria variazione deve avvenire all'interno delle sedute di allenamento, cosa che molti atleti purtroppo non contemplano e trascurano. Sono tanti infatti quelli che corrono sempre con le stesse tempistiche o quelli che non variano il ritmo neanche a pagarli.

È risaputo che il ripetere degli stessi gesti è una concausa dell'infortunio, per cui questi atteggiamenti abitudinari diventano anche in qualche modo una minaccia per la salute; oltretutto abbassano il coefficiente di divertimento e di eccitazione che un nuovo allenamento può apportare, di conseguenza arrestano i progressi.

Variare i ritmi e i tempi allena la mente a reagire positivamente agli imprevisti, nella corsa come nella vita di tutti i giorni. La cosa migliore quindi per il runner anche non professionista è quello di afferrare al volo tutte le occasioni e i benefici che la corsa può offrire, cominciando a dominare con una bella varietà di ritmi il comportamento nelle prove brevi, tipo nei 5 o nei 10 km.

PERCHÈ VARIARE FA BENE?

Variare l'allenamento fa bene sia alla quantità che alla qualità della corsa. Se l'allenamento fosse sempre uguale il cosiddetto stimolo allenante (quello che agisce sull'organismo) sarebbe costante e dopo poco tempo non interverrebbe più l'adattamento; quel lavoro sarebbe sufficiente a mantenere un certo livello di rendimento, non di certo a migliorarlo, per cui, nel'arco della settimana si rendono necessarie sedute con differenti carichi (quantità) e diverse intensità (qualità).

La qualità richiede che nell'ambito di un determinato periodo siano previsti lavori di tipo diverso; devono essere utilizzate quindi differenti velocità di corsa, variando perciò l'intensità dello sforzo nella corsa stessa.
Per quello che riguarda la quantità invece devono essere svolte sedute più impegnative e altre meno.

LAVORO DI CARICO E SCARICO


Nell'arco della settimana quindi il runner dovrà osservare periodi di carico e scarico, e questo per accelerare il recupero muscolare, che permetterà di conseguenza di affrontare al meglio il successivo lavoro di carico.

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Quando il runner che si sta dedicando ad una corsa relativamente breve come i 5 km passerà ad una distanza molto più lunga, scoprirà che alcune sedute di carico dal punto di vista della quantità lo sono anche da quello della qualità, nel senso che solo dopo pochi chilometri, anche percorsi a ritmo blando, entra in azione un certo tipo di stimolo nell'organismo, come quello del consumo dei grassi o dell'equilibrio idrico-salino.

Nell'ambito di un quadro generale:

  • chi sta allungando la distanza di corsa, metterà il riposo dopo le ripetute o la corsa media
  • chi è abituato a correre solo lentamente dovrà collocare il riposo dopo i giorni di ripetute o anche solo di allunghi, perchè in genere più esposto, proprio per la mancata abitudine a questi lavori, a soffrire per l'acido lattico prodotto dai muscoli durante quel determinato tipo di sforzo
  • nei due giorni consecutivi di lavoro, chi proviene da lavori lunghi e lenti metterà prima il lento, poi le ripetute
  • chi invece sta allungando le distanze di gara farà il contrario; prima le ripetute poi la corsa continua, lenta o media
  • balzi o salite possono essere eseguiti il giorno prima del fondo lento, dopo un periodo di rodaggio

Quando si tratta settimane di lavoro da 5 sedute, nel blocco da 3 lavori consecutivi il giorno di mezzo finisce inevitabilmente per funzionare come un mezzo riposo, una sorta di cuscinetto di recupero tra la prima e la terza seduta.



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