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L'Abbigliamento Tecnico Migliora le Prestazioni?

data di redazione: 04 Agosto 2017
L'Abbigliamento Tecnico Migliora le Prestazioni?

Nel mondo dello sport "endurance" è già diversi anni che viene utilizzato un tipo di abbigliamento specifico attillato, dapprima con la comparsa delle calze, poi con le t-shirt e gli short. L'abbigliamento tecnico porta ad un miglioramento delle prestazioni?

Le calze elastiche già da diverso tempo vengono utilizzate come coadiuvanti nel trattamento dei disturbi circolatori o come profilassi anti-trombosi per pazienti costretti all'immobilità; alla stessa stregua delle sorelle maggiori utilizzate in ambito ospedaliero, quelle che a quel punto rappresentarono la nuova frontiera nel mondo degli sport da endurance erano concepite come calze a compressione, più nel particolare a compressione graduata.

Questi indumenti sono in sostanza capi solidamente strutturati, con selezionati accostamenti di fibre hi-tech, tra le quali comunque gioca sempre un ruolo fondamentale una dovuta percentuale della componente elastica.

L'avvolgimento graduato è dovuto alle caratteristiche peculiari delle fibre, agli intrecci, alla tensione differenziata dei filati, all'attenta sagomatura anatomica dell'indumento, e dalla semplice protezione del corpo dal caldo al freddo si è passati ad un ruolo attivo nella realizzazione della performance degli atleti. Infatti le ricerche scientifiche hanno potuto dimostrare come le caratteristiche di questi indumenti permettano:

  1. un miglioramento della circolazione sanguigna
  2. una maggiore ossigenazione dei tessuti muscolari
  3. un minore affaticamento muscolare
  4. un recupero più rapido

COMPRESSIONE E RAFFREDDAMENTO

Il difficile è far convivere compressione e raffreddamento. Durante l'attività sportiva il corpo genera calore e reagisce inviando una quantità maggiore di sangue ai capillari posizionati a contatto con la pelle. Questa azione è facile da riconoscere, infatti il viso dell'atleta sotto sforzo diventa rosso. Rispetto alla compressione contenitiva tradizionale, quella parziale (graduata) per eliminare il rischio di chiusura dei capillari mantenendo i benefici della compressione stessa, è realizzata attraverso canali tridimensionali che esercitano una pressione mirata, efficace nel lasciare i capillari aperti mentre il muscolo è compresso; in questo modo è possibile ottenere compressione e allo stesso tempo raffreddamento.

I BENEFICI SUL RECUPERO

L'orientamento su questo genere di abbigliamento è in continua crescita, in quanto sono ormai noti i suoi effetti stabilizzatori a sostegno di legamenti, tendini e articolazioni, così come lo smorzamento delle vibrazioni, per via del compattamento delle masse muscolari. A tutto questo è associato anche un miglioramento propriocettivo, che può incidere positivamente sull'equilibrio.

Aumentano poi i riscontri positivi sul fatto che la compressione graduata favorisca una migliore circolazione sanguigna, in particolare un maggior ritorno venoso, e un certo aumento dell'ossigenazione. Soprattutto, sembra anche appurato che negli atleti endurance che utilizzano capi a compressione graduata si accorcino i tempi di recupero, in quanto l'acido lattico viene metabolizzato in tempi più brevi e le riserve sono integrate più velocemente.

Ed è proprio questo aspetto che sta convincendo questa categoria di atleti ad indossare questo genere di abbigliamento. In particolare per la compressione graduata, il lattato ematico massimo risulta diminuire utilizzando questo tipo di capi ad azione compressiva. Un fenomeno che può essere sempre legato al ritorno venoso, che migliora lo smaltimento del lattato prodotto e all'aumento della velocità nel recupero dell'ossiemoglobina.

LA RICERCA SCIENTIFICA

Ulteriori conferme sono state raggiunte da una ricerca tutta italiana dello staff del Centro interuniversitario di ricerche in bioingegneria e scienze motorie dell'Università di Verona. Lo studio era incentrato sulla valutazione comparativa delle risposte funzionali (cardiocircolatorie, metaboliche e di termoregolazione) allo sforzo sub-massimale e massimale prodotto da alcuni sportivi indossando differenti tipologie di abbigliamento compressivo in ipertermia.

La valutazione specifica dei risultati delle indagini svolte dagli studiosi universitari indica complessivamente che l'abbigliamento a compressione parziale produce dei vantaggi aggiuntivi sia da un punto di vista di risposte funzionali (minore frequenza cardiaca, più elevata gittata sistolica, minore lattato massimale), e in particolare a livello muscolare locale (migliore assigenazione del muscolo), sia, seppure in misura limitata, da un punto di vista prestativo (maggiore tempo di esaurimento alla massima potenza aerobica).

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Scritto da: ABC Team
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