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Culturismo e Stretching

data di redazione: 26 Marzo 2015 - data modifica: 01 Dicembre 2014
Culturismo e Stretching

Quando fare stretching? Prima, dopo o addirittura tra le serie

Molti, anzi troppi sportivi trascurano l'importanza dello stretching, come abbiamo invece spiegato già in diversi articoli esso ha un'enorme importanza in qualsiasi sport o disciplina sportiva, ma anche per coloro che per una qualsiasi ragione non praticano nessuna attività motoria. 

Ma sottolinerei che è importante soprattutto per i cosiddetti cultori del fisico, gli amanti della ghisa!

Perché fare stretching

Lo stretching ha la funzione di prevenire gli infortuni, inoltre abbiamo già visto che apporta molteplici benefici:

  • aiuta a migliorare la postura
  • ma spesso non lo si sa collocare al momento giusto durante gli allenamenti.

 

Quando fare stretching

Lo si può praticare

  1. a fine allenamento,
  2. oppure all'inizio dopo un breve riscaldamento

 

...ma spesso viene convenientemente praticato l'allungamento anche come recupero attivo tra le serie di lavoro. 

 

A chi è consigliato farlo

Come ho appena accennato, quindi anche chi pratica culturismo dovrebbe considerare lo stretching nella sua routine di allenamento quotidiana

 

Lo stretching come recupero attivo tra le serie

 

La pesistica, che come altri sport è una pratica sportiva molto intensa, deve osservare alcune regole soprattutto se inseriamo lo stretching come recupero attivo tra un lavoro e l'altro.

 

Non dobbiamo sollecitare e quindi allungare la regione che si è appena affaticata!

 

Se abbiamo appena allenato i pettorali quindi non dobbiamo andare a praticare esercizi di stretching per il petto! Potremmo però benissimo stirare nel frattempo la parte alta della schiena.

 

Allo stesso modo, per esempio un mezzofondista che sta eseguendo delle ripetute sui 400 metri, non deve fra una serie e l'altra effettuare allungamento muscolare in questo specifico caso ai polpacci.

 

Al contrario in questo caso sarebbe conveniente lavorare sullo scioglimento muscolare con delle corse in surplex o con dei balzelli, e in ogni caso aspettare una ventina di minuti prima di fare stretching.

 

Durante una seduta tosta di pesi quindi, gli esercizi di stretching vanno svolti con una notevole intensità solo quando si è piuttosto riposati , o perlomeno, quando i gruppi muscolari che intendiamo allungare non sono molto affaticati, quindi, se abbiamo fatto un carico pesante alla leg press ad esempio faremo degli esercizi leggeri per le gambe e degli esercizi intensi di allungamento a carico del busto e agli arti superiori e viceversa. 

 

Nell'ambito del programma di allenamento comunque, lo stretching dovrebbe comparire anche nella fase conclusiva, in questo caso con funzione defaticante.

 

In questo modo riusciamo a distendere i muscoli che abbiamo contratto durante la seduta di allenamento ed eventualmente possiamo rilevare alcuni indurimenti o contratture o lievi stiramenti a cui probabilmente non avremmo altrimenti fatto caso.

Allungamento e potenziamento

Sempre in riferimento alle pratiche sportive, occorre praticare lo stretching insieme al potenziamento, tenendo conto della biomeccanica dei gesti atletici.

  • Alcuni muscoli vanno allungati con intensità,
  • altri devono invece essere irrobustiti e,
  • altri ancora, vanno potenziati
  • e allungati con alcune precauzioni.

Ad esempio, i flessori della coscia, nella specialità dei 100 metri piani o nel salto in lungo vanno irrobustiti con molta attenzione in quanto producono lavoro in allungamento, regolando e rendendo più precisa l'autentica azione propulsiva, che principalmente è a carico dei quadricipiti.

 

Tenete presente quindi che l'indiscriminata azione di muscolazione dei flessori di tradizione culturistica comporta spesso il rischio di procurarsi successivamente stiramenti e altri problemi muscolari, da prevenire con un buon lavoro di stretching affiancato al potenziamento.

 

Puoi approfondire leggendo: Stretching pre o post allenamento?

 

Buon allenamento da ABC

Scritto da: ABC Team
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