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Neurologia dell'Allungamento Muscolare

data di redazione: 26 Marzo 2015 - data modifica: 06 Dicembre 2014
Neurologia dell'Allungamento Muscolare

I principali meccanismi neurologici coinvolti nell'allungamento muscolare

I principali meccanismi neurologici coinvolti nell'allungamento muscolare sono :

  1. RIFLESSO MIOTATICO
  2. TONO MUSCOLARE
  3. INIBIZIONE RECIPROCA

RIFLESSO MIOTATICO

 

Il Riflesso miotatico, detto anche "da stiramento": se un muscolo viene allungato rapidamente, il sistema nervoso invia uno stimolo involontario alla contrazione, al fine di tutelare l'integrità del muscolo, evitando un allungamento eccessivo.

Allungamento e contrazione sono 2 forze applicate lungo la direzione del muscolo, ma che hanno verso opposto: ciò determina il controllo sulla lunghezza del muscolo.

L'intensità dello stimolo riflesso dipende dall'escursione del movimento e dalla velocità co cui si applica la tensione e con cui, di conseguenza, varia la lunghezza del muscolo.

Se l'allungamento è sufficientemente lento, tale ciclo non si innesca.

 

TONO MUSCOLARE

 

Il tono muscolare, cioè la persistenza dello stimolo nervoso alla contrazione in condizione di riposo. Nonostante l'assenza di uno stimolo volontario, il muscolo mantiene una tensione latente, soprattutto negli atleti allenati.

Dal tono muscolare dipende la resistenza che il muscolo oppone all'allungamento. La forza di reazione elastica di un muscolo è direttamente proporzionale a questa qualità, che ha quindi grande importanza nelle discipline in cui si corre o si salta. 

INIBIZIONE RECIPROCA

 

L'Inibizione reciproca: la contrazione di un muscolo riduce la tensione involontaria applicata al suo antagonista (il muscolo che compie il gesto opposto). Tale meccanismo ha il fine di facilitare il gesto, rilassando i muscoli che si oppongono ad esso. Per esempio contraendo il bicipite brachiale per flettere il braccio, il tricipite è inibito e quindi oppone minore resistenza.

Lo stretching convenzionale, evitando gli allungamenti rapidi, tiene contro solo del primo punto non possedendo, a differenza dello yoga, una profonda consapevolezza della relazione esistente tra sistema nervoso e muscoli.

A causa del secondo punto, però, una qualsiasi tecnica di stretching realmente passivo risulta impossibile, visto che il muscolo non è mai completamente rilassato, nemmeno quando non viene contratto volontariamente.

Quindi l'elemento determinante della flessibilità è l'attitudine a combinare in maniera ottimale la contrazione dei muscoli agonisti e il rilassamento dei loro antagonisti.

Occorre poi tenere presente che nella pratica sportiva, l'allungamento passivo non esiste, i muscoli sono sempre allungati in modo rapido e dinamico e non in modo analitico, uno per volta, come si cerca di fare nello stretching passivo.

L'allungamento attivo cerca di allungare simultaneamente tutti i muscoli responsabili di un movimento.

 

IN CONCLUSIONE: come nel potenziamento, anche nell'allungamento, non si allenano i muscoli ma altresì i movimenti. Ricordate che prima di praticare una seduta di allungamento è bene essere un attimo caldi e quindi si consigliano 10 minuti di jogging, cyclette, forme di arti marziali, step, corda boxe prima si sottoporsi allo stretching.

Scritto da: ABC Team
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