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Stiamo Invecchiando o è Solo Una Carenza Di Calcio?

data di redazione: 18 Agosto 2015
Stiamo Invecchiando o è Solo Una Carenza Di Calcio?

Collegamenti Tra Invecchiamento e Livelli di Calcio Nel Sangue. Studi specifici in materia hanno dimostrato che scarsi livelli di calcio nel sangue portano inevitabilmente a soffrire di questi sintomi che elenchiamo:

  • Dolori alle ossa sopra e sotto alle articolazioni
  • Crampi ai muscoli del polpaccio, durante il sonno e durante l'esercizio fisico
  • Dolori alle braccia, sia ai muscoli dell'avambraccio che al bicipite
  • Crampi assai dolorosi ai piedi e alle dita dei piedi
  • Contrazioni delle mani e delle dita dopo l'uso
  • Dolori alla schiena
  • Insonnia
  • Vertigini
  • Irritabilità nervosa e e instabilità emotiva
  • Svenimenti e nausea
  • Denti fragili con carie
  • Dermatite nel cuoio capelluto e del viso
  • Tremiti delle dita

 

Molti di questi sintomi, che sopra i 50 anni vengono spesso considerati tipici "dell'invecchiamento" e senza alcun rimedio, invece di frequente sono dovuti ad una carenza di calcio nel sangue.


Può capitare inoltre che mentre camminate, oppure mentre siete distesi a letto, vi sentite il cuore che batte in modo irregolare; l'irregolarità del battito cardiaco non ha niente a che vedere con l'età, può fra le varie cause invece avere a che fare con una carenza di calcio nel siero sanguigno.
Il calcio, infatti, è di importanza vitale per la salute dei nervi e per il regolare funzionamento dei muscoli.

 

CALCIO E INVECCHIAMENTO


Perchè l'invecchiamento in genere favorisce l'insorgere di questo genere di problemi?

Questo fenomeno non è dovuto al processo di invecchiamento in sè, quanto al fatto che via via che uno invecchia il suo organismo incontra sempre maggiore difficoltà ad assorbire e a conservare il calcio.

 

Con l'invecchiamento lo stomaco contiene una quantità sempre minore di acido cloridrico, il che significa avere maggiore difficoltà di digestione del calcio, che viene di conseguenza eliminato dall'organismo in misura maggiore.


In più le abitudini alimentari tendono a cambiare.


In troppi cercano di risparmiare sull'alimentazione, o di autolimitarsi senza valide ragioni di certi alimenti, con il risultato di una riduzione del loro rifornimento di vitamina A, vitamina C e vitamina D, tutte vitamine che, come il fosforo, sono assolutamente necessarie per il corretto assorbimento e la corretta utilizzazione del calcio da parte dell'organismo.


Un rapporto errato tra calcio e fosforo nell'alimentazione interferisce con l'assorbimento di ambedue i minerali, e può portare ad una carenza funzionale di calcio.


Non è difficile consumare una quantità sufficiente di fosforo, a patto che consumiate in abbondanza cibi ricchi di proteine di origine animale, quali carne, pesce, pollame, uova, così come noci, nocciole e mandorle.


Affinché il fosforo possa aiutare le ossa ad utilizzare il calcio, è necessario disporre di vitamina D, in quanto questa controlla il funzionamento dell'enzima fosfatasi.


Questo enzima serve a liberare il fosforo dalle riserve presenti nell'organismo, in modo che esso possa combinarsi con il calcio per formare ossa robuste.

 

NEI BAMBINI
Anche i bambini, che può succedere soffrano di quelli che vengono comunemente chiamati dolori "della crescita", o si svegliano durante la notte strillando e scalciando, può essere che abbiano bisogno di una maggiore quantità di calcio, minerale indispensabile per la salute delle ossa, e che deve essere consumato in quantità maggiori per soddisfare l'aumentato fabbisogno del bambino in crescita.

 

ANSIETÀ E CALCIO, C'È ATTINENZA?

 

Ricerche in merito, pongono diversi punti fermi nello stabilire una sostanziale identità fra l'ansietà dovuta a deficienza di calcio.
Gli studiosi ipotizzano che nel sistema nervoso solo il calcio si combini con il lattato in prossimità delle terminazioni sensibili dei nervi, impedendo all'acido di irritare il sistema nervoso.


Ma se in seguito a difetti del metabolismo del glucosio viene prodotto troppo acido lattico, o se il calcio disponibile è insufficiente a svolgere efficacemente il suo ruolo di neutralizzazione, ne segue l'ansietà.


Questa poi può avere il suo culmine nella tetania, oppure no, a seconda della gravità e della persistenza della carenza di calcio.

 

In altri termini, tutta una serie di disturbi più o meno lievi, dolorosi o semplicemente spiacevoli, che spesso ci limitano nel nostro sport e ci portano a smettere addossando la colpa all'età, in realtà non sono altro che il risultato di un esaurimento delle riserve di calcio nell'organismo.
Di frequente infatti, all'insorgere di questi dolori, che associamo erroneamente solo al naturale deterioramento del nostro corpo, ci priviamo delle normali possibilità di movimento, accelerando così il processo di invecchiamento che diviene un circolo vizioso di inattività e di conseguente indebolimento.


Per mantenerlo sotto controllo ed evitarlo completamente, se vediamo che il problema è questo, basta semplicemente aumentare la quantità di calcio che quotidianamente assumiamo, così come quella delle altre sostanze nutritive che permettono e facilitano l'utilizzazione del calcio stesso.

Scritto da: ABC Team

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