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​Proteine: Azione Anabolica o Anti-Catabolica?

data di redazione: 17 Marzo 2016
​Proteine: Azione Anabolica o Anti-Catabolica?

Quando si cerca di acquistare delle proteine, queste sono domande che sicuramente vi farete o sentirete. Le proteine anabolizzanti, dette ad azione rapida, comprendo le sieroproteine e amminoacidi. Con proteine anti-catabolizzanti o a digestione lenta ci si riferisce, in particolare, alla caseina. Questa distinzione ha origine in uno studio condotto già nel 1997. L'ipotesi di base dello studio è che, al pari dei glucidi, i diversi tipi di proteine non presentano tutta la stessa velocità di digestione. A causa delle differenze a livello della velocità di introduzione degli amminoacidi nel sangue, il loro impatto fisiologico risulta modulato.

Si ricorda che gli zuccheri che vengono assimilati molto in fretta comportano un aumento significativo del livello di glucidi nel sangue. Ciò provoca la secrezione massiccia di insulina che fa precipitare la glicemia velocemente, al punto che può verificarsi un'ipoglicemia (abbassamento del livello di zuccheri nel sangue). Al contrario, se assimilati molto lentamente, i glucidi non innalzano troppo la glicemia, né la secrezione di insulina, ma forniscono energia in modo costante.

Curiosamente, ritroviamo la stessa differenza di velocità di assimilazione e relativi effetti per le proteine. Cento minuti dopo aver assunto una quantità pressapoco equivalente di proteine, il livello di amminoacidi nel plasma è molto più alto in coloro che hanno preso una sieroproteina anziché la caseina. Trecento minuti dopo l'assunzione, il livello di amminoacidi nel gruppo della sieroproteina è precipitato di nuovo al livello precedente all'utilizzo, mentre resta elevato nel gruppo che ha preso la caseina. La proteina del siero è ritenuta quindi rapida, mentre la caseina è qualificata come lenta.

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A causa di questa differenza di velocità di assimilazione, la sieroproteina aumenta del 68% circa la velocità di sintesi delle proteine. Ma attenzione: questo non significa che l'anabolismo nei muscoli sia accresciuto del 68%. Stiamo parlando dell'anabolismo generale di cui i muscoli rappresentano solo una parte. A causa della digestione più lenta, la caseina non produce che un modesto effetto sull'anabolismo (+31%). In compenso, inibisce del 34% la degradazione delle proteine, mentre su questo parametro l'azione della sieroproteina è trascurabile. Risultato: la sieroproteina come “anabolizzante”, la caseina come “anti-catabolizzante”.

La lentezza di assimilazione della caseina è spiegata in gran parte dalla precipitazione che si forma nello stomaco a contatto con l'ambiente acido circostante. Il vantaggio della precipitazione è che non si ha bisogno di assumere regolarmente proteine, come accade con la sieroproteina, se si desidera mantenere un alto livello di amminoacidi nel sangue. E' per questo motivo che si consiglia di assumere la caseina la sera prima di coricarsi o la notte. Allo stesso modo la caseina è più efficace come “ponte proteico” quando i pasti sono un po' troppo distanziati. La sieroproteina, a causa sua azione rapida (ma purtroppo breve), è invece consigliata la mattina al risveglio o poco dopo l'allenamento. Uno studio del 2004, non sembra confermare la superiorità della sieroproteina sulla caseina quando la si assume subito dopo lo sforzo. Degli uomini e delle donne sedentari hanno ricevuto o un placebo, o 20 grammi di sieroproteine, o 20 grammi di caseina dopo aver fatto lavorare il quadricipite. La risposta anabolica dopo l'allenamento è stata superiore con le proteine rispetto al placebo. Con quest'ultimo, la degradazione muscolare che si verifica durante l'attività si protae dopo lo sforzo. L'anabolismo invece riprende il sopravvento grazie alle proteine.

Gli autori non individuano, tuttavia, differenze tra la risposta anabolica indotta dalla caseina o quella provocata dalla sieroproteina. In teoria, quest'ultima avrebbe dovuto esercitare un'azione anabolica più potente della prima, ma lo studio presenta un duplice limite. Innanzitutto, riguarda persone non allenate nelle quali l'avvio anabolismo muscolare è facilitato rispetto a quello degli sportivi allenati, più refrattari all'anabolismo. In secondo luogo, la seduta di bodybuilding è piuttosto debole quanto ad intensità. Non corrisponde a quella degli sportivi. Questi due parametri possono attenuare la superiorità di una proteina rispetto all'altra. La sieroproteina sembra, tuttavia, porre lo sportivo in un ambiente anabolico più propizio con un innalzamento del livello di Leucina più importante e precoce in confronto alla caseina. Queste due particolarità potrebbero fare la differenza negli sportivi più allenati, nei quali l'incremento è più difficoltoso rispetto ai sedentari. Quando si è esperti, bisogna cercare di beneficiare del minimo vantaggio.

Degli anti-catabolici, oltre ad averne le caratteristiche, la caseina conserva anche una vera e propria azione di fondo, come dimostra il suo impatto sulle cellule staminali dei muscoli. Negli uomini non allenati, l'assunzione di proteine del latte (10 gr prima di dello sforzo e 10 gr subito dopo) all'interno di un programma di bodybuilding permette di accrescere il numero di cellule satellite del 63% in sedici settimane (studio del 2006). Lo stesso programma sotto placebo non produce nessuna azione stimolante sulle cellule staminali. Questa proprietà permette ai consumatori di sostenere un aumento più costante che sotto placebo.

Contrariamente alle proteine alimentari classiche che troviamo negli alimenti, la sieroproteina o gli amminoacidi presentano il vantaggio (o l'inconveniente a seconda dei casi) di venire assimilati molto rapidamente. Fatta eccezione per gli sportivi, l'immediatezza di assimilazione della sieroproteina o degli amminoacidi non presenta un grande interesse. Al contrario, è probabilmente controproducente nei sedentari, ma, se utilizzati con giudizio, questi prodotti possono garantire allo sportivo un vantaggio che non ritrova necessariamente con le proteine classiche.

Scritto da: ABC Team
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