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Esercizio Fisico Estremo Può Portare a Sepsi o Avvelenamento del Sangue

data di redazione: 11 Giugno 2015
Esercizio Fisico Estremo Può Portare a Sepsi o Avvelenamento del Sangue

Un recente studio, avverte dei pericoli per chi mette a dura prova il proprio fisico

I benefici per la salute apportati dall'esercizio fisico sono ben documentati, ma due nuovi studi dei ricercatori della Monash University di Melbourne, in Australia, hanno trovato che l'esercizio fisico a livelli estremi possa fare più male che bene – secondo lo studio, potrebbe portare all'avvelenamento del sangue o sipsi.

Analizzando i campioni di sangue prelevati a maratoneti subito dopo un evento di resistenza estremo, i ricercatori hanno identificato i marcatori di sepsi.
Gli studi - guidati sia dal dottor Ricardo Costa del Department of Nutrition and Dietetics a Monash - sono stati pubblicati sul International Journal of Sports Medicine and Exercise Immunology Reviews.

L'avvelenamento del sangue, conosciuto anche come setticemia o sepsi, si verifica quando le sostanze chimiche del sistema immunitario si disperdono nel flusso sanguigno, provocando una risposta infiammatoria iperattiva. Questo può portare a coaguli di sangue e perdite dei vasi sanguigni, alterando il flusso sanguigno e privando gli organi del corpo di ricevere ossigeno e nutrienti necessari.

Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), oltre 1 milione di persone negli Stati Uniti sviluppano sepsi ogni anno, con circa il 28-50% di questi individui che muoiono a seguito della condizione.

Neonati e bambini, persone anziane, persone con malattie croniche - come il cancro o l'AIDS - le persone che hanno subito gravi ustioni o traumi fisici e quelli con un sistema immunitario indebolito sono a più alto rischio di sepsi.

Tuttavia, le ultime ricerche del dottor Costa e colleghi suggeriscono che l'esercizio fisico estremo può anch'esso essere un fattore di rischio per tale condizione.

Mentre molte persone non si allenano, alcune lo fanno moderatamente, ci sono anche quelle che eseguono un estremo esercizio fisico.

Secondo il dottor Costa, l'esercizio per più di 4 ore in una sola sessione è considerato estremo, come impegnarsi in giorni ripetitivi di esercizio di resistenza. Tali pratiche sono comuni tra le persone che partecipano a gare di resistenza estreme, come maratone, ciclisti, che spesso si dedicano a questi eventi durante i periodi di elevato calore, mettendo un elevato sforzo sul corpo.

"L'esercizio in questo modo non è più insolito - liste di attesa per le maratone, triathlon Ironman e ultra-maratone e gare ciclistiche che richiedono oltre le 4 ore per essere terminate, sono la norma e stanno crescendo di popolarità", osserva il dottor Costa.

Nello studio, i maratoneti avevano una presenza dei marcatori di sepsi nei campioni di sangue...
Per gli studi, il team ha analizzato campioni di sangue di 17 persone che hanno preso parte ad un'ultra maratona di 24 ore e 19 persone che hanno partecipato a un'ultra maratona in più fasi. I campioni di sangue sono stati prelevati da ciascun partecipante immediatamente prima e dopo gli eventi, e tutti i campioni sono stati confrontati con i campioni dei partecipanti di controllo.

In quasi tutti i campioni di sangue prelevati da partecipanti allo studio dopo il completamento della maratona, i ricercatori hanno identificato marcatori identici a quelli trovati nei campioni di sangue dei pazienti ricoverati in ospedale per sepsi.

"I campioni di sangue prelevati prima e dopo gli eventi, rispetto ad un gruppo di controllo, hanno dimostrato che l'attività fisica per un periodo prolungato di tempo provoca un cambiamento della parete intestinale, permettendo ai batteri naturalmente presenti nell'intestino, noti come endotossine, a fuoriuscire nel sangue, " spiega il Dott Costa. "Questo poi innesca una risposta infiammatoria sistemica dalle cellule immunitarie del corpo, simile ad un grave episodio di infezione."

È interessante notare che il team ha scoperto che i partecipanti che erano in forma e hanno trascorso un periodo di allenamento a tempo per le maratone, avevano livelli più alti di una citochina antinfiammatoria, l'interleuchina 10 nel loro sangue, che hanno compensato gli effetti negativi per la salute provocati dalle endotossine, indotta da risposta immunitaria.

Il team dice che le loro scoperte, sottolineano l'importanza di seguire le linee guida quando si tratta di partecipare a gare di resistenza estreme. Il Dr. Costa aggiunge:

"E' fondamentale che chi si iscrive ad un evento si sottoponga prima ad un controllo sanitario e costruisce un programma di allenamento lento e costante, piuttosto che saltare direttamente in breve tempo a partecipare ad una maratona, per esempio, con un allenamento di solo un mese.

Il corpo ha la capacità di adattarsi e di porre un freno alle risposte immunitarie negative innescate da eventi estremi di resistenza. Ma se non avete fatto il giusto allenamento e non siete adattati – siete il tipo di atleta a rischio per tale tipo di condizione di salute".

Nella ricerca futura, il team prevede di approfondire come l'esercizio influisce sulla funzione dell'integrità intestinale in ambienti sia ad alto che a basso calore, in modo da scoprire così, il punto in cui deve essere impedito lo sforzo per evitare danni intestinali.

Riferimenti:
The impact of a 24-h ultra-marathon on circulatory endotoxin and cytokine profile, Ricardo Costa et al., International Journal of Sports Medicine , doi: 10.1055/s-0034-1398535, published online June 2015, abstract.

Circulatory endotoxin concentration and cytokine profile in response to exertional-heat stress during a multi-stage ultra-marathon competition, Ricardo Costa et al., Exercise Immunology Reviews, published online June 2015.

Monash University news release, accessed 9 June 2015.

Additional source: CDC, Sepsis questions and answers, Facts about physical activity, accessed 9 June 2015.

Scritto da: ABC Team

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