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Sport e disabilità

data di redazione: 03 Dicembre 2014 - data modifica: 02 Dicembre 2014
Sport e disabilità

Una federazione fa sì che lo sport sia veramente per tutti.

Se è vero che lo sport si fonda su valori

  • sociali,
  • educativi
  • e culturali

l’attività fisica può e deve essere una pratica accessibile a tutti, nel rispetto delle aspirazioni e delle capacità di ciascuno.

 

Lo sport dev'essere per tutti

Dev’essere cioè emblema e portavoce delle istanze di partecipazione sociale, di tolleranza, di accettazione delle differenze nel rispetto delle regole.

La pratica delle attività sportive può dunque rappresentare un mezzo privilegiato di sviluppo e valorizzazione individuale, di rieducazione e integrazione sociale tale che, sotto questo profilo, deve essere promossa e incoraggiata.

 

Chi si ne occupa è la FISD

  • È con questo spirito che la FISD, Federazione Italiana Sport Disabili, favorisce divulga e regolamenta in maniera specifica la pratica sportiva promozionale,
  • professionistica
  • e paraolimpica

dei disabili fisici e mentali.

 

La costituzione della FISD, del 1990, è avvenuta con l’unificazione delle tre federazioni sportive che da tempo si occupavano di handicap: la FISHa (Federazione Italiana Sport Handicappati), la FICS (Federazione Italiana Ciechi Sportivi) e la FSSI (Federazione Sport Silenziosi d’Italia).

Prima di questo organismo unitario, ciascuna federazione aveva percorso in autonomia la propria strada.

La FICS e la FSSI nacquero e svilupparono la loro attività in collaborazione, rispettivamente, con l’Unione Italiana Ciechi e con l’Ente Nazionale Sordomuti.

Tuttavia, per il ruolo che oggi la FISD occupa all’interno dell’organizzazione sportiva nazionale, determinante è stata la crescente attività sviluppata dalla FISHa.

Per tutti gli anni Settanta, infatti, la FISHa (fino al 1978 Associazione Nazionale Sportiva Paraplegici Italia – ANSPI) operò allo scopo di stabilire un rapporto solido e chiaro con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Nel 1981, con l’adesione al CONI, si compì il primo significativo passo verso il riconoscimento dell’attività sportiva svolta dai portatori di handicap.

Sei anni dopo, il CONI decretò il riconoscimento giuridico della FISHa e il suo ingresso ufficiale fra le federazioni sportive nazionali.

 

Quante sono le discipline associate?

Oltre 25 sono le discipline che possono essere praticate da persone disabili grazie ad attrezzature tecniche appositamente studiate e a particolari metodologie di insegnamento.

Ecco così che

  • nuoto,
  • passeggiate in bicicletta o a piedi lungo itinerari naturalistici,
  • sci di fondo o di discesa,
  • equitazione,
  • tiro con l’arco,
  • pallacanestro
  • e tennis in carrozzina,
  • perfino rafting
  • e hydrospeed

possono essere praticati da atleti “diversamente abili” che si allenano, giocano e competono, trovando nella pratica sportiva stimoli, gratificazioni e ottimi rapporti sociali.

 

Buon allenamento da ABC

Scritto da: ABC Team

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