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Antropometria: Principi Generali

data di redazione: 14 Marzo 2019
Antropometria: Principi Generali

Antropometria: Principi Generali

La valutazione antropometrica ricopre per l’istruttore lo stesso ruolo fondamentale che un metro ricopre per un sarto. 

Come per un sarto risulta fondamentale, per realizzare un abito su misura, la conoscenza di determinati aspetti fisici del proprio cliente, per l’istruttore una corretta valutazione antropometrica rappresenta uno strumento fondamentale per acquisire tutta una serie di dati che si riveleranno fondamentali per la stesura di un piano di allenamento personalizzato, volto a enfatizzare le potenzialità del cliente colmandone allo stesso tempo eventuali carenze, il tutto finalizzato ad un raggiungimento armonico di un ottimale stato di Fitness. 

Nel corso degli anni numerosi autori hanno proposto diversi modelli basati sulla considerazione dei principali parametri antropometrici in modo da prevedere (nei limiti del possibile) le principali reazioni di interesse medico e fisiologico di un organismo agli stimoli somministrati. 

Alcuni autori ritengono che l’esame dei caratteri antropometrici possa fornire anche indicazioni di natura comportamentale-psicologica relativamente al soggetto esaminato, è doveroso comunque far presente che queste conclusioni non vengono uniformemente accettate da tutta la comunità scientifica e che rappresentano ancora oggi oggetto di discussione. 

In linea di massima i parametri generalmente considerati dai diversi autori sono: 

  • Rapporto peso/altezza
  • Quantità assoluta e percentuale di tessuto adiposo 
  • Quantità assoluta e percentuale della massa magra 
  • Quantità assoluta e percentuale muscolatura scheletrica 
  • Distrettualità nella distribuzione del tessuto adiposo
  • Quantità e distribuzione della muscolatura scheletrica
  • Valutazione della struttura scheletrica
  • Valutazione dell’idratazione e della distribuzione dei fluidi corporei 
  • Valutazione della componente minerale sia ossea che sistemica 

Basandosi sulla valutazione di questi parametri i diversi autori hanno proposto una serie di biotipologie nelle quali è possibile suddividere i soggetti esaminati. 

E’ bene ricordare che sarà molto difficile incontrare soggetti che rientrano alla perfezione in una piuttosto che nell’altra tipologia proposta nelle classificazioni ma che in linea di massima un soggetto potrà avvicinarsi con una certa approssimazione a un modello piuttosto che all’altro.

Classificazione secondo Viola Giacinto Viola (1870 – 1943). 

Docente universitario di Patologia speciale medica dimostrativa fu il primo a proporre l’analisi antropometrica applicata all’attività fisica identificando principalmente sulla base del rapporto dello sviluppo degli arti rispetto al tronco le seguenti biotipologie:

SUDDIVISIONE SECONDO VIOLA

Normotipo (lunghezza degli arti e del tronco proporzionali)

  • Rapporto tronco/arti nella media.
  • Rapporto addome torace nella media.
  • Buono sviluppo scheletrico e muscolare.

Brachiotipo (lunghezza del tronco prevale su quella degli arti)

  • Rapporto tronco/arti elevato. 
  • Diametro anteroposteriore del torace superiore al diametro traverso. 
  • Arti superiori di maggior lunghezza rispetto agli arti inferiori. 
  • Statura sotto la media. 
  • Addome voluminoso. 
  • Leggera ipercifosi. 
  • Buoni atleti nella lotta e nel sollevamento pesi.

Longitipo (lunghezza degli arti prevale su quella del tronco)

  • Statura elevata. 
  • Arti superiori ed inferiori lunghi rispetto al tronco. 
  • Diametro trasverso del torace superiore al diametro anteroposteriore. 
  • Struttura scheletrica esile. 
  • Buoni atleti nella corsa di resistenza e nel salto.

Classificazione secondo Pende Nicola Pende (1880 – 1970) 

Medico endocrinologo e docente universitario ampliò le precedenti descrizioni unendo considerazioni di carattere antropometrico a valutazioni di carattere endocrino. 

Morfologicamente Pende individua suddivide i soggetti in brevilinei longilinei e dall’equilibrio tra queste due condizioni esteme ovvero i normolinei:

Longilineo

  • Arti lunghi più del tronco. 
  • Ossatura esile. 
  • Diametro trasverso del torace superiore al diametro anteroposteriore.

Normolineo

  • Arti e busto proporzionati. 
  • Ossatura normale. 
  • Diametri traverso e anteroposteriore del torace in proporzione.

Brevilineo

  • Arti corti ed aspetto tozzo, con:
  • Bacino largo. 
  • Ossa grosse. 
  • Diametro anteroposteriore del torace superiore al diametro trasverso.

Dal punto di vista della valutazione dei parametri endocrini invece Pende identifica principalmente due tipologie: soggetti stenici e astenici. 

Dalla combinazione della classificazione morfologica e di quella endocrina si ottengono le 4 biotipologie fondamentali proposte da Pende.

Longilineo Stenico Tonico

  • Statura superiore alla media. 
  • Apparato muscolare ben sviluppato. 
  • Scarso pannicolo adiposo. 
  • Buone capacità cardiorespiratorie. 
  • Adatti a sport di destrezza e velocità (calcio, basket, velocisti, saltatori).

Longilineo Ipostenico Ipotonico

  • Spiccata lunghezza degli arti rispetto allo sviluppo del torace. 
  • Scarso adipe, fino alla magrezza. 
  • Scarso apparato muscolare. 
  • Individui scarsamente resistenti allo sforzo fisico.

Brevilineo Stenico Tonico

  • Statura normale. 
  • Tipico brachitipo con aspetto atletico. 
  • Tessuto adiposo su nuca, spalle, tronco, addome. 
  • Tronco relativamente sviluppato ed arti corti. 
  • Muscolatura tonica adatta a sport di potenza.

Brevilineo Ipostenico Ipotonico

  • Statura normale o al di sotto della media. 
  • Aspetto generale infantiloide, tozzo e tondo. 
  • Accumulo di grasso al ventre, su petto, fianchi ed arti. 
  • Massa muscolare scarsamente sviluppata.

Classificazione secondo Martiny e Sheldon 

Una classificazione che parte da presupposti completamente diversa è quella proposta a più riprese da due studiosi che hanno in diversi momenti assunto posizioni simili completando e ampliando l’uno il lavoro dell’altro. 

Si tratta di Marcel Martiny fisiologo francese già collaboratore di Pende (1897 -1982) quella William Herbert Sheldon (1898-1977) psicologo dai campi di interesse piuttosto trasversali. 

Questi due studiosi hanno la comune visione di associare l’analisi antropometrica allo sviluppo embrionale valutando la costituzione del Biotipo ai tre foglietti embrionali (endoderma, mesoderma, ectoderma) dai quali vengono formate tutte le linee cellulari che compongono l’organismo umano.

Endoderma

  • E’ il più interno dei tre foglietti. 
  • Da origine principalmente alle strutture interne e profonde dell’embrione, sono di origine endodermica la maggioranza delle strutture viscerali 

Mesoderma 

  • Occupa una posizione intermedia. 
  • Da origine principalmente alla formazione delle strutture muscolari e scheletriche 

Ectoderma 

  • E’ il più esterno dei foglietti embrionali. 
  • Da origine principalmente al tessuto nervoso e alla pelle 

Nello specifico il razionale di questa teoria propone che esista la possibilità di un maggior intervento di uno dei tre foglietti embrionali nello sviluppo influenzando le caratteristiche morfologiche, metaboliche e psicologiche dell’individuo in formazione.

SUDDIVISIONE SECONDO MARTINY E SHELDON

Mesomorfo

  • Longilinei con prevalenza del torace sull’addome. 
  • Corpo massiccio e apparato muscolo-scheletrico ben sviluppato. 
  • Metabolismo ottimale bilanciato, aumenta facilmente di peso senza ingrassare.

Endomorfo

  • Brevilinei con addome eccedente rispetto al torace. 
  • Tendenza all’obesità. 
  • Metabolismo lento, aumenta facilmente di peso, ma soprattutto di grasso.

Ectomorfo

  • Longilinei, magri, con arti lunghi. 
  • Scarso sviluppo dell’apparato muscolo-scheletrico. 
  • Metabolismo veloce, difficoltà ad aumentare di peso.

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