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Come intervenire in caso di perdita di coscienza

data di redazione: 19 Dicembre 2015
Come intervenire in caso di perdita di coscienza

Saper valutare la situazione e riconoscere il problema possono fare la differenza

Può succedere che in ambienti come le palestre di body building, di fitness o di sport da combattimento, si debba fronteggiare una situazione di emergenza a causa di svenimenti, che possono essere causati dai più svariati motivi.

Non bisogna sottovalutare mai la situazione e farsi trovare impreparati in questi casi, quindi prima di tutto dobbiamo capire quando il soggetto ha una reale perdita di coscienza.


COME RICONOSCERE LA PERDITA DI COSCIENZA

La presenza di disturbi della coscienza è uno dei sintomi da appurare prima di prestare soccorso alla vittima di un malessere o di un colpo, nel caso si trattasse di sport da combattimento.

Vediamo allora i vari casi.

  • Se il soggetto è obnubilato, non è in grado di rispondere alle domande che gli pone il soccorritore, ma mostra, con semplici gesti, di averle percepite
  • La vittima di una leggera perdita di coscienza non può né rispondere alle domande né eseguire un semplice ordine, ma conserva i riflessi vitali (tosse e deglutiszione) e reagisce al dolore
  • La vittima di una profonda perdita di coscienza invece non reagisce più al dolore e ha perso i riflessi della tosse e della deglutizione, con grave pericolo della propria vita
  • In caso di coma profondo, la vittima ha perso tutte le funzioni spontanee tranne il battito cardiaco
  • QUALI SONO LE POSSIBILI CAUSE?

    Dopo un incidente di qualsiasi natura, la perdita di coscienza può essere dovuta a una reazione emotiva.

    In questo caso il soggetto ritorna rapidamente in sé.

    Nel caso vi capitasse di soccorrere un ragazzo, che impressionatosi da un sanguinamento al dito sviene, occorre prestargli soccorso, adagiarlo a terra, ma è ben chiaro che si tratta appunto di una reazione emotiva e non conviene preoccuparsi eccessivamente, per intenderci.

    Nel caso di un violento colpo al capo invece, il soccorritore deve sempre temere una lesione cerebrale, soprattutto se la perdita di coscienza sopravviene tardivamente.

    Vediamo le cause più comuni della perdita di coscienza.

  • una caduta della pressione arteriosa che provoca un'insufficiente irrorazione del cervello, come nel caso della disidratazione o dello stato di shock
  • una interruzione della circolazione sanguigna nel cervello, in seguito ad una emorragia intracranica o all'ostruzione di un vaso sanguigno, come per esempio nell'apoplessia o congestione cerebrale
  • una caduta del tasso di zuccheri nel sangue in seguito a esaurimento fisico, digiuno prolungato o sovradosaggio di farmaci
  • un eccesso di zuccheri che può provocare il coma diabetico
  • una crisi di epilessia accompagnata o meno da movimenti convulsivi
  • una variazione della temperatura interna del corpo al di là dei limiti compatibili con la funzione cerebrale che sono in genere 33 - 41°C
  • un'intossicazione alimentare
  • un'emotività eccessiva, un disturbo nervoso come l'isteria, una paura panica in una situazione di fobia
  • COME DOBBIAMO INTERVENIRE

  • Per prima cosa dobbiamo fare un "esame della situazione".
  • Il soccorritore esamina attentamente e rapidamente la vittima, controllando la funzionalità respiratoria e la circolazione sanguigna.
  • Verifica quindi la gravità della perdita di coscienza dalla presenza o meno dei riflessi vitali.
  • Ricerca inoltre altri elementi che potrebbero far sospettare un trauma cranico o cause interne.
  • A questo punto bisogna chiamare un'ambulanza, cercando di specificare le condizioni della vittima per aiutare i soccorsi a mobilitare le apparecchiature più utili.
  • Inoltre è necessario creare attorno alla vittima una zona di sicurezza e sorvegliarla in continuazione.
  • LA POSIZIONE LATERALE DI SICUREZZA

    Il soccorritore inizia col liberare le vie aeree superiori della vittima slacciandogli i vestiti e pulendogli la bocca con un dito avvolto in un fazzoletto pulito per estrarre il muco o il sangue.

    Mette poi la vittima in posizione laterale fissa, detta anche decubito laterale, da solo o meglio con l'aiuto di un secondo soccorritore se si sospetta una frattura del cranio o della colonna vertebrale e a seconda delle circostanze dell'incidente.

    Il soccorritore si mette quindi in ginocchio all'altezza del torace della vittima, prende l'anca e la spalla del lato opposto ed esercitando una trazione fa ruotare il ferito di 90°, con la schiena perpendicolare al suolo.

    Infine flette il gomito e il ginocchio della vittima per stabilizzarla in questa posizione.

    Il secondo soccorritore può tenere la testa e assicurarsi che ruoti simultaneamente al resto del corpo.

    La testa viene poi leggermente tirata indietro, con la bocca aperta per consentire il deflusso del vomito.

    LA SORVEGLIANZA

    Come abbiamo già detto la vittima deve essere costantemente sorvegliata fino all'arrivo dei soccorsi, controllando, in particolare, il suo stato per verificare eventuali miglioramenti o peggioramenti.



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