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Corsa e Mal di Schiena - Cause e Rimedi

data di redazione: 13 Luglio 2017
Corsa e Mal di Schiena - Cause e Rimedi

Smettere completamente di correre al parco, al mare, in pista, nel tapis roulant, per il mal di schiena è una scelta intelligente? Dipende sicuramente dal tipo di problema che si presenta, perchè dire "mal di schiena" è sicuramente troppo generico. Quello che è sicuro è che quando si comincia a soffrire di mal di schiena correre non è sicuramente quel gesto che ti fa stare meglio, in quanto i balzi ripetuti della corsa e comunque il movimento stesso sono fonte di disagio. Altra verità è che in genere il runner, come tanti altri atleti, sopportano spesso il dolore meglio delle persone comuni e, se in molti casi hanno problemi di schiena, tendono a ignorarli.

Ma la questione è: "ci sono problemi alla schiena che possono essere causati direttamente dalla corsa?"


Per rispondere a questa domanda possiamo prendere come esempio un "mostro" della corsa; Michael Johnson, vincitore ai giochi di Atlanta nei 200 e 400 metri nel 1996, di certo non aveva una corsa esemplare sotto il profilo tecnico del gesto, con quegli appoggi particolari e con quell'incedere impettito.

Nonostante questo ha vinto tantissimo e gli avversari gli finivano continuamente alle spalle, quindi possiamo affermare che ognuno adotta il metodo che più gli si addice, ma questo non significa che a lungo andare alcuni vizi posturali non diano problemi. Quindi il primo punto è controllare il proprio metodo di corsa.

Poi c'è da considerare la struttura fisica e muscolare. La preparazione o comunque l'allenamento in generale del runner non dovrebbe mai trascurare gli esercizi di riscaldamento e di stretching e non dovrebbe mai tralasciare un lavoro specifico sugli addominali, sapendo che col tempo un pò cedono.

In questo modo si sovraccarica di meno la zona lombare, che col tempo può dare problemi. Non va poi dimenticato il lavoro sui dorsali e sugli arti superiori, che in troppi sottostimano, come se la corsa fosse una questione di solo appoggio degli arti inferiori. Non è chiaramente così, la corsa è comunque armonia di tutto il fisico, impegnando di fatto ogni distretto muscolare.

SCARPE & TERRENO


Il movimento specifico della corsa, come abbiamo detto, si avvantaggia lavorando su più strutture, ma la principale rimane comunque il piede. L'attrezzo più importante è quindi la scarpa; la scelta quindi deve ricadere su calzature idonee, cioè in grado di gravare un pò di più sulle ginocchia e un pò meno sulla schiena.

È quindi consigliato rivolgersi a negozi e store online specializzati, perchè la gran parte dei problemi li risolve chi sa e suggerisce il tipo di scarpa più adatta a chi corre. Altro grave errore è insistere sulle scarpe consumate, in quanto fanno danni in breve tempo, anche se al momento sembrano comode.

Un'altro fattore determinante è il tipo di terreno. In generale si tende a correre sull'asfalto o sul morbido, e fra queste due l'impatto del piede con il terreno è completamente differente, per cui la scelta dei plantari giusti fa la differenza.


A volte anche un minimo problema, come lo può essere un lieve dolore al tendine d'achille oppure al ginocchio, dopo chilometri e chilometri può cambiare l'intero assetto della corsa e impedirne di fatto lo svolgimento. Poi c'è da considerare il logorio, che può intervenire per l'età ma anche per taluni distretti che risentono più di altri dei chilometri percorsi correndo. Il problema delle cartilagini logorate è serio, perchè se le hai consumate non si riformano.

A CHI CI SI PUÒ RIVOLGERE?


Il ginocchio sotto questo punto di vista non perdona, ma un tono muscolare curato e ben allenato può ovviare in parte a disagi di questo genere.
Per il sovraccarico da sforzo continuativo, che interviene in genere dopo una ventina d'anni di corsa, i rimedi si basano sul riequilibrio delle varie modalità di corsa, come una sorta di rieducazione.


Molte problematiche inoltre possono essere risolte rivolgendosi a specialisti come i fisiatri. In particolare per il mal di schiena le terapie manuali possono essere molto utili e ottenere ottimi risultati, ma sempre in base al genere di problema, al soggetto e alle necessità terapeutiche.

Oltre al fisioterapista, specializzato anche in una serie di altre tecniche terapeutiche, sono due le figure professionali a cui ci si può affidare per quello che riguarda le terapie manuali, ovvero il chiropratico (che impiega metodi un pò più energici), e l'osteopata (che lavora molto più sui tessuti molli). In ogni caso è bene sapere che le terapie manuali sono efficaci sui dolori acuti, mentre per quelli cronici non sono efficaci.

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Scritto da: ABC Team
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