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Il Trattamento delle Onde d’Urto nelle Tendinopatie.

data di redazione: 31 Dicembre 2017 - data modifica: 25 Gennaio 2018
Il Trattamento delle Onde d’Urto nelle Tendinopatie.

Tra le problematiche di difficile risoluzione troviamo le tendinopatie da sovraccarico.

Le tendinopatia hanno un’insorgenza lenta e graduale. Il dolore si presenta in un primo momento in modo lieve e con il solo riposo tende a diminuire o annullarsi. Col passare dei giorni e dei mesi quando non vi è una cura attenta e adeguata,  fatta di riposo, ghiaccio antinfiammatori, stretching, massaggi, tecarterapia, può venire fuori un’infiammazione acuta dura da eliminare. 

Lo sportivo in genere tende a continuare l’attività se vi si presenta un doloretto.
Questo doloretto che è presente a livello tendineo o sulla zona di inserzione tende ad aumentare fin quando l’atleta non è costretto al riposo forzato.


Diagnosi di Tendinopatia

La diagnosi di una tendinopatia è sia di tipo clinico che strumentale.

La diagnosi medica prevederà la digito pressione e palpazione della zona interessata da dolore. 

In genere la zona risulterà calda, gonfia e dolente al tatto.


In caso di infiammazione tendinea l’ allungamento muscolare provoca dolore. Verranno inoltre richiesti dal medico specialista delle contrazioni isometriche, concentriche ed eccentriche per valutare il dolore e la forza muscolare.

Le indagini che possono essere richieste dal medico potranno essere un’ecografia per evidenziare un’ infiammazione/versamento tendineo. La radiografia permette di valutare se vi sono presenti calcificazioni tendinee dovute appunto ad una vecchia infiammazione non curata. Ultima indagine consigliata sarà la risonanza magnetica che mettere in evidenza tutte le strutture adiacenti il tendine interessato oltre che il tendine stesso.


Quale è la migliore cura in caso di Tendinopatia?

Esistono svariate tecniche per la cura dell’infiammazione tendinea. D’altronde alcune sono più lunghe e lente, alcune più veloci mentre altre si è visto che non hanno nessun’effetto. 


Tra i trattamenti più indicati troviamo il riposo e il ghiaccio da applicare sulla zona più volte al giorno per un massimo di circa 15 minuti.  


Utilissimi risulteranno esercizi isometrici per non perdere tono-trofismo muscolare.


Per quanto riguarda la guarigione oltre agli esercizi eccentrici,  che mirano a rielasticizzare i tessuti danneggiati e a rinforzarli oltre che rigenerare le cellule localmente, vengono sempre più utilizzate le terapie fisiche strumentali.


Le più utilizzate sono : laserterapia, laserterapia ad alta potenza, ultrasuono terapia, tecarterapia e onde d’urto.

Per quanto riguarda la laserterapia semplice e gli ultrasuoni sono ormai un trattamento in disuso per i tempo di recupero troppo lenti.

Discorso a parte per quanto riguarda la laserterapia Yag ad alta potenza e la tecarterapia.

Questi due sistemi consentono recuperi molto più veloci nonché privi di controindicazione. Sono trattamenti che possono essere eseguiti più volte al giorno permettendo una riduzione del dolore, dell’infiammazione e del gonfiore locale. 
Mirano a dare un effetto antalgico, sedativo, drenante ed antinfiammatorio ai tessuti lesi. 


In particolare il trattamento tecar risulta molto utile poiché durante il trattamento strumentale potranno essere eseguiti esercizi di stretching ed eccentrici grazie al calore emesso dal sistema tecar questi esercizi risulteranno più semplici da eseguire e talvolta indolore.

Va ricordato che nonstante questi strumenti siano di ultima generazione e d’avanguardia talvolta può capitare una riacutizzazione dei sintomi nelle successive 24/48 ore il trattamento poiché vi sarà comunque una stimolazione dell’area interessata.


Un discorso a parte riguarda le Onde d’Urto in caso di tendinopatia.


Le Onde d’urto sono ormai da qualche anno la terapia di elezione nella patologie tendinee, in casi di calcificazioni, di fibrosi muscolari e mancanza di formazione di callo osseo in caso di frattura.

In genere un trattamento dura tra le 3 e le 6 sedute. Possono essere praticate a distanza di 48 ore quindi circa 2 volte a settimana. 

Il primo effetto dopo il trattamento è quello antalgico/sedativo che verrà seguito da un effetto infiammatorio dovuto al trattamento leggermente invasivo nella zona interessata. Successivamente si avrà un’azione antinfiammatoria importante nonché neoangiogenesi ovvero rigenerazione cellulare locale.

In molti casi bastano solo 3 applicazioni per risolvere un’infiammazione che dura da svariati mesi. 


Ricordiamo però che, molto importante anche nel caso in cui si decida di sottoporsi ad onde d’urto, gli esercizi che mirano ad allungare il tendine e a rinforzarlo sono di necessaria importanza nella guarigione e soprattutto nella fase successiva andrà rivisto il gesto atletico tramite una particolare riabilitazione chiamata funzionale che mira a migliorare appunto il gesto atletico prevenendo eventuali recidive.


Articolo scritto per ABC Allenamento a cura di Franzese Roberto, MassoFisioterapista, Titolare Ryakos Center - Centro Fisioterapia Napoli

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