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​Ipoglicemia, Come Riconoscerla?

data di redazione: 30 Ottobre 2015
​Ipoglicemia, Come Riconoscerla?

L'ipoglicemia è un'anomalia del metabolismo che si manifesta con una diminuzione del tasso di glucosio nel sangue.

Si sa che il glucosio è indispensabile per il buon funzionamento dei nostri organi, in particolare il cervello.

Perchè tutte le attività vitali siano correttamente condotte , bisogna che il tasso di glucosio nel sangue sia costante (0,8 - 1 g per litro).

Questo tasso è mantenuto tale da un meccanismo regolatore complesso nel quale i vari organi innalzano e abbassano il tasso a seconda delle necessità.

Se il tasso del glucosio è troppo alto, il pancreas produce insulina, appunto l'ormone che ha il compito di far abbassare il tasso di glucosio nel sangue.

L'eccesso di zuccheri è immagazzinato nei muscoli e nel fegato sotto forma di glicogeno e l'eccedenza è trasformata in grassi.

Se è troppo basso intervengono le ghiandole surrenali che secernono adrenalina depurata a mobilizzare le riserve di glicogeno del fegato prima e dei muscoli poi, riportandolo in circolo sotto forma di glucosio.

Molto spesso, causa di questa patologia sono proprio le abitudini alimentari, cioè un'assunzione eccessiva e protratta di zuccheri a rapido assorbimento e in particolare allo zucchero bianco raffinato.

Essendo tali alimenti a trasformazione rapida, insieme ad altri fattori sia psicofisici che costituzionali, altererebbero questo meccanismo fisiologico danneggiando la capacità funzionale del pancreas, delle surrenali e del fegato.

Si formerebbe insomma una spirale nella quale il pancreas, stimolato oltre misura, secernerebbe una quantità eccessiva di insulina, le surrenali diverrebbero incapaci di produrre una quota costantemente sufficiente di adrenalina, il fegato e i muscoli non sarebbero più in grado di compiere in tempo utile le trasformazioni di glucosio in glicogeno come deposito e di riprodurlo sotto forma di glucosio in caso di necessità.

Il risultato di queste alterazioni funzionali si tradurrebbe in una diminuzione del glucosio nel sangue in modo ripetuto e talvolta pressoché costante , tale da indurre una nuova e verosibilmente maggiore richiesta di zucchero: e il processo patologico verrebbe così nuovamente innescato.

COME RICONOSCERLA

Esistono almeno una decina di esami per valutare il metabolismo glicemico.

I più immediati sono la glicemia e la curva da carico glicemico.

Il primo, per escludere una patologia, deve risultare entro i valori di 80 - 100 mg% centimetri cubi di sangue.

Per quanto riguarda la curva da carico, partendo da un valore glicemico normale quale quello menzionato, essa aumenterà nella prima ora per ritornare allo stesso valore alla fine della seconda ora e mantenersi più o meno costante fino alla quinta e sesta ora.

Quando la glicemia a digiuno ha un valore molto basso, per esempio al di sotto dei 60 mg%, o se comunque un risultato fa rilevare un abbassamento del 30% circa rispetto al valore di glicemia ottimale a digiuno, ci si trova di fronte al quesito clinico dell'ipoglicemia.

Non siamo tutti uguali, non tutti cioè viviamo ugualmente bene con lo stesso valore glicemico.

Quindi è possible una variabilità dei valori "normali" per ogni individuo che comunque non può andare oltre i limiti determinati.

Si considera che 50 mg% costituiscono il limite al di là del quale ci si trova in una chiara situazione patologica, o quando ripetuti test glicemici presentano valori che siano di 20 mg% al disotto della glicemia a digiuno.

Ulteriore criterio da prendere in considerazione è la sintomatologia che si accompagna alla riduzione dei valori glicemici.

L'ipoglicemia può spesso evolvere in diabete, perciò è opportuno fare dei test di controllo una volta riscontrata questa patologia iniziale.

Nella maggior parte dei casi di ipoglicemia e eziologia alimentare si suggerise un trattamento basato su tre principi fondamentali di carattere dietetico:

  • la qualità dell'alimentazione
  • la quantità
  • la regolazione nell'assunzione del cibo

CHE COSA FARE

è opportuno ridurre i carboidrati e in particolare eliminare lo zucchero, la farina bianca, e tutti i carboidrati raffinati

da eliminare anche la caffeina perchè favorisce la reimmissione in circolo degli zuccheri immagazzinati

moderare la quantità: alzarsi da tavola senza avvertire nè un senso di ripienezza nè un senso di fame

mangiare a ore regolari e non secondo le sensazioni fornite dallo stomaco, cercando di prevenire lo stimolo della fame che starebbe ad indicare un abbassamento di glucosio nel sangue

è importante l'assunzione di vitamine, soprattutto C, E e complesso B, e di sali minerali.



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