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La costituzione del microbiota intestinale: l’attimo fuggente della nascita

data di redazione: 09 Settembre 2016 - data modifica: 11 Settembre 2016
La costituzione del microbiota intestinale: l’attimo fuggente della nascita

Da anni ormai sentiamo parlare dell’insieme di batteri presenti nel nostro intestino come “microbiota”, questa denominazione ha sostituito quella precedente ovvero “flora batterica intestinale” in quanto molto più adatta a definire tutte le caratteristiche di questa entità che sempre più studiosi tendono a considerare quasi come un organo. Ma come mai viene data tutta questa importanza al microbiota intestinale? Questa considerazione deriva dal fatto che d tempo l’organismo umano non è più considerato una cosa a se stante ma un “metaorganismo” cioè l’insieme di cellule Eucariotiche (le nostre) procariotiche (quelle del microbiota o batteriche) che mantenute in equilibrio contribuiscono al mantenimento di uno stato di salute ottimale e al mantenimento di buona efficienza dei processi metabolici.

Questo ruolo è talmente importante che è stato possibile determinare l’impossibilità di sopravvivere senza la presenza di questi batteri che “collaborano” con il nostro organismo. Ma di quali numeri stiamo parlando? Se le cellule eucariotiche che ci compongono sono stimate in 1013 quelle procariote (batteriche) che “ospitiamo” rientrano in un ordine di 1014, in pratica sono 10 volte superiori! Siamo più batteri che Eucarioti!

Ma come si forma il microbiota intestinale? Per capirlo dobbiamo partire dal presupposto che prima della nascita nel grembo materno il nostro apparato digerente è praticamente sterile e la formazione del microbiota avviene mediante la contaminazione che avviene durante il passaggio del bambino nel canale del parto. Infatti non per niente la posizione “naturale” del feto è a testa in giù, con bocca e naso rivolti proprio verso il canale del parto, così da favorire questo fondamentale processo. Da questo è possibile comprendere come ogni qual volta sia possibile non esistendo rischi per la mamma e per il bambino il parto naturale (eutocico) sia assolutamente da preferire onde garantire una fisiologica formazione del microbiota a partire da quello materno.

Cosa succede quando questo non è possibile? Il microbiota si formerà sulla base degli oggetti e dei soggetti con cui il neonato verrà in contatto nei primi momenti della vita, questo processo può almeno in parte essere guidato mediante l’opportuno utilizzo di probiotici sotto la guida del personale sanitario di riferimento.

Ma che dire di quelle mamme che hanno problemi digestivi o che magari sono frequentemente soggette a infezioni (come ad esempio le candidosi) e che quindi molto probabilmente non hanno un microbiota intestinale ben equilibrato?

In questo caso è possibile migliorare la situazione con tre diverse strategie, applicabili anche contemporaneamente:


1) Correzione delle abitudini alimentari, limitando l’assunzione di carboidrati raffinati e zuccheri semplici a favore di carboidrati complessi e prodotti integrali.

2) Incremento del consumo di fibra, sia nella componente insolubile che soprattutto nella componente solubile che in quanto fermentabile può essere funzionalmente utilizzata come una sorta di “mangime” per i batteri presenti nel nostro intestino. E’ anche possibile utilizzare miscele funzionali di fibra solubile progettate per favorire l’equilibrato sviluppo delle principali componenti del microbiota intestinale ovvero lactobacilli e bifidobateri.

3) Utilizzo di probiotici, ricordando che secondo le direttive fornite dal ministero della salute, per funzionare correttamente un prodotto probiotico deve contenere alla scadenza batteri vivi e vitali in quantità non inferiore a un miliardo per ogni ceppo presente nel prodotto. Esistono inoltre formulazioni funzionali di probiotici con la presenza di ceppi utili nel favorire specifiche funzioni, come quelle digestive (per esempio nei confronti del lattosio o delle proteine del latte) che la mamma potrà al passaggio nel canale del parto fornire al bambino.


Conoscendo l’importanza di questa delicata fase per il futuro benessere fisiologico e intestinale del nascituro, una gestione funzionale di questi momenti favorendo quando possibile il parto naturale e correggendo le abitudini della futura mamma potranno permettere di sviluppare un microbiota sano e funzionale partendo con il piede giusto!

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