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La respirazione

data di redazione: 06 Maggio 2014 - data modifica: 01 Ottobre 2014
La respirazione

Meccanismo della respirazione e perché si dice "avere il terzo polmone dello sportivo"

È il meccanismo mediante il quale il nostro corpo assume l'aria e l'ossigeno (O²) necessari per realizzare le combustioni metaboliche nel funzionamento dei vari tessuti.

La respirazione serve anche ad eliminare determinati prodotti, specialmente l'anidride carbonica (CO²). Dal perfetto funzionamento di questo processo vitale, dipenderanno il maggiore o minore rendimento dell'atleta. Ecco la ragione per cui nella respirazione della pratica sportiva è di capitale importanza che il soggetto conosca e realizzi in modo corretto tutte le fasi del meccanismo che gli permette di raggiungere il massimo rendimento.

 

Nel processo respiratorio si distinuguono due fasi:

  • l'insipirazione, durante la quale si introduce aria nelle vie superiori fino al polmone
  • l'espirazione che consiste nell'espulsione dell'aria già utilizzata.

Le fasi descritte sono accompagnate da una doppia fase chimico-metabolica di interscambio gassoso a livello dell'alveolo polmonare con apporto di ossigeno alle emazie del sangue, le quali mediante una proteina, l'emoglobina, formano ossiemoglobina, trasportano quest'ossigeno verso i tessuti, lo cedono alle cellule perché sviluppino la loro funzione; poi si caricano del prodotto risultante dal metabolismo dei tessuti con anidride carbonica che, nel cammino di ritorno all'alveolo polmonare, trasformano in carbossiemoglobina, per liberarlo come aria già respirata.

 

Dal punto di vista anatomico, gli organi incaricati di tale funzione respiratoria comprendono: le fosse nasali e la bocca, la faringe, la trachea, la biforcazione in due formazioni bronchiali, una per ogni polmone, destro e sinistro, i bronchi maggiori, i bronchioli, e gli alveoli.

 

Strutture, queste ultime, a forma globulare localizzate all'estremo dei bronchioli, di piccolissimo spessore, le cui pareti servono, grazie allo stretto contatto con i capillari arteriosi e venosi, ad effetturare l'interscambio gassoso O²-CO² del quale abbiamo parlato prima.

Per poter sopperire alle grandi necessità che l'organismo può richiedere per il suo consumo di ossigeno in un detreminato momento, si stima in non meno di due milioni, il numero di alveoli, i quali formano una superficie di quasi 200 mq.

 

I polmoni, costiuiti da un tessuto spugnoso di color rosa, sono ubicati nel torace e protetti dalla struttura ossea che il circonda: sterno e costole. Essi sono inoltre avvolti da una membrana sierosa detta pleura.

INSPIRAZIONE

 

Si effettua grazie alla pressione intratoracica prodotta dalla contrazione di differenti gruppi muscolari.

In questa fase

             intervengono i muscoli costali, che alzano le costole e allargano il diametro del torace.

In condizioni eccezionali possono intervenire altri muscoli in modo più o meno attivo, come lo sternocleidomastoideo e i muscoli del collo, ma più che altro come ausiliari in determinati momenti di massimo bisogno d'ossigeno: fatica intensa, dispnea, crisi di asma, ecc.

Il muscolo principale della respirazione è tuttavia il diaframma, che separa la cavità toracica da quella addominale e che interviene in modo attivissimo nel meccanismo: durante l'insipirazione appiattisce al massimo la sua struttura aumentando e allargando in modo considerevole il proprio diametro e di conseguenza, l'area polmonare utile.

ESPIRAZIONE

 

È la conseguenza del rilassamento della muscolatura previamente contratta. In determianti casi e con il dovuto allenamento è possibile ottenere, grazie alla contrazione volontaria dei muscoli trasversali ed obliqui dell'addome, coadiuvata dall'azione degli intercostali interni, un maggior spazio utlie tanto per l'inspirazione che per l'espirazione, e di conseguenza un miglior apporto di ossigeno e eliminazione di CO².

 

Grazie a questo tipo di respirazione è possibile aumentare la quatità di aria insipirata ed espirata con un minor numreo di cicli respiratori arrivando con tutto questo al cosiddetto " terzo polmone dello sportivo".

RITMO RESPIRATORIO

 

La frequenza e il ritmo della respirazione involontaria sono regolati tramite la stimolazione del centro respiratorio, situata nel bulbo rachideo, al quale arrivano messaggi sia in modo riflesso per la distensione degli alveoli polnomari, sia come risultante dell'aumento di concentrazione di CO² nel sangue.

A maggior lavoro muscolare, corrisponde una maggior produzione di CO² e quindi, un aumento del ritmo respiratorio.

 

La frequenza respiratoria, per un adulto in condizione riposo, è stimabile in 15 cicli al minuto: varia con l'età (40 nel neonato, 8-10 in persone allenate ecc.).

  • Il ritmo normale si chiama eupneico
  • quello accelerato tachipneico
  • quello rallentato al di sotto delle cifre stimate come limite, bronchipneico.

La quantità d'aria che si muove all'interno dei polmoni nella respirazione normale non è mai al massimo della loro capacità, infatti rimane sempre la cosidetta "aria di riserva". Di conseguenza si calcola in 0,5 litri la cosidetta "aria respiratoria"; se portiamo la nostra respirazione all'insipirazione massima potremmo arrivare a introdurrre da 1,5 a 2 litri in più di "aria colmplementare" e se l'espirazione fosse totale potremmo espirare ugualmente da 1,5 a 2 litri di "aria di riserva".

 

 

CAPACITA' VITALE

 

Consiste nella quantità d'aria che siamo capaci di esalare dopo aver inspirato al massimo, cioè la somma dell'aria respirata più l'aria complementare più l'aria di riserva. Si misura con un apparecchio denominato espirometro e può oscillare in modo molto evidente, a seconda delle caratteristiche personali e del grado di allenamento: tra 4,5 e 6 litri.
Buon allenamento da ABC

Scritto da: ABC Team
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