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Mal di Schiena e Sport, ci sono attività che fanno male?

data di redazione: 17 Aprile 2014 - data modifica: 02 Ottobre 2014
Mal di Schiena e Sport, ci sono attività che fanno male?

Si è sempre creduto che la corsa e altri sport come il tennis siano deleteri per chi soffre di mal di schiena: sfatiamo alcuni miti

In generale, a chi soffre di mal di schiena e a tutti i soggetti potenzialmente predisposti a tale patologia viene consigliata la pratica regolare di un'attvità fisico-sportiva moderata, sia come fattore preventivo sia come terapia di mantenimento dopo l'insorgenza di episodi acuti di dolore (algia).

 

Gli elementi da considerare nella scelta di uno sport sono relativi non soltanto al tipo di disciplina in sé e alla modalità esecutiva (più o meno aggressiva), ma anche ai criteri di intervento che regolano il dosaggio del carico di lavoro secondo l'intensità, la durata e la frequenza.

 

Un eccesso di attvità fisica come la completa inattività o la pratica occasionale o salutaria di un qualsiasi sport (ad esempio fare jogging, giocare a tennis o a calcetto una volta alla settimana) sono condizioni che possono, in alcuni casi, determinare l'insorgenza di dolori alla colonna vertebrale. Inoltre, spesso, l'attività fisica prescelta, pur non avendo particolari caratteristiche di atletismo esasperato, può risultare inadeguata e provocare fenomeni di disabilità temporanea dovuta all'insorgenza di dolore diffuso o localizzato su tutta la colonna vertebrale.

Ciò accade, talvolta, a causa di una errata distribuzione del carico di lavoro sia nella quantità sia nella qualità degli esercizi i quali, non prevedendo un corretto equilibrio tra fasi di lavoro e fasi di riposo, rischiano di sovraffaticare eccessivamente le strutture articolari e muscolo-legamentose.

 

Infatti, un esercizio intenso, che stimoli prevalentemente alcuni gruppi muscolari, se non prevede un recupero ottimale attraverso un'adeguata compensazione può provocare l'accentuazione degli squilibri morfologici esistenti (alterazioni della struttura muscolo-legamentosa) o facilitare la comparsa di altri disturbi di natura sia meccanica che fisiologica.

 

Un esercizio con queste caratteristiche può favorire, inoltre, l'acquisizione di posture sbagliate alterando la rappresentazione dello schema motorio corretto e ben controllato. Vanno ancora considerate l'esatta strutturazione della lezione (un'adeguata fase di riscaldamento, infatti, evita l'insorgenza di traumi di varia natura) e la razionale distribuzione delle sessioni di allenamento, alternate a fasi di recupero.

 

L'attività sportiva non va scelta sulla base degli effetti che produce su uno specifico tratto della colonna vertebrale o su determinati distretti muscolari, bensì del grado di funzionalità e di efficacia che sviluppa in generale su tutto l'organismo a livello organico, muscolare, meccanico e posturale, poiché ogni movimento ha una sua azione specifica su alcune parti del corpo piuttosto che su altre.

Pertanto, le osservazioni sulle presunte correlazioni fra attività sportiva ed eventuali alterazioni della colonna vertebrale vanno esaminate con estrema attenzione.

 

Infatti è ancora diffusa l'opinine che alcuni sport come la corsa e la ginnastica aerobica (sport con moderato/alto impatto meccanico), il tennis e la scherma (sport cosiddetti asimmetrici), siano da sconsigliare a chi sofra di mal di schiena in quanto ritenuti responsabili di provocare o peggiorare eventuali patologie della colonna vertebrale.

 

In realtà, questi sport non possono realmente condizionare da soli la comparsa o il decorso di eventuali anomalie della colonna vertebrale, poiché alcuni difetti del rachide, come la scoliosi, hanno un loro carattere evolutivo intrinseco e su di essi, quindi, l'influenza dei fattori esterni non è così determinante.

 

Infine, per quanto riguarda la diffusa convinzione di possibili effetti negativi esercitati sulla colonna vertebrale da alcuni movimenti come salti, balzi, torsioni, iperestensioni, ecc., si ricorda che tali movimenti, se ben controllati ed eseguiti secondo una corretta tecnica esecutiva (che consenta di ammortizzare l'impatto al suolo e mantenere un buon assetto posturale), non sono in grado di provocare stress aggiuntivi potenzialmente pericolosi per le vertebre e per le altre strutture connesse con la funzionalità del rachide.

 


Buon allenamento da ABC

Scritto da: ABC Team
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