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Mali Di Stagione: Ci Possiamo Allenare Ugualmente?

data di redazione: 04 Febbraio 2018
Mali Di Stagione: Ci Possiamo Allenare Ugualmente?

Con i mali di stagione, ci possiamo allenare ugualmente? L’influenza  è una malattia respiratoria contagiosa, causata dai virus influenzali. In italia la malattia si presenta con epidemie annuali che in genere si manifestano in inverno, ma sono possibili episodi occasionali anche al di fuori dei mesi più freddi. L’influenza può causare sintomi da lievi a molto severi, che compaiono da uno a quattro giorni dal contagio (tempo di incubazione), e che comprendono:

  • febbre alta ad esordio improvviso,
  • tosse secca e stizzosa,
  • mal di testa,
  • stanchezza e debolezza,
  • brividi,
  • dolori muscolari e articolari,
  • dolori addominali,
  • diarrea, nausea e vomito (soprattutto nei bambini),
  • mal di gola,
  • naso congestionato e starnuti,
  • perdita di appetito,
  • difficoltà a dormire.

Sono tutti presupposti che minano inevitabilmente i nostri programmi di allenamento. Il raffreddore, in particolare, è una fastidiosissima infezione delle vie respiratorie (prodotta da un virus) che può colpire il naso, i seni frontali, la gola, la laringe, la trachea e i bronchi, ed è uno dei melesseri più comuni a cui purtroppo ogni inverno non riusciamo a sfuggire. Il problema è che ci sono casi in cui non si sta nè troppo male nè benissimo, per cui ci si trova nella condizione di non sapere se la cosa giusta da fare sia allenarsi o fermarsi.

PERCHE' CI AMMALIAMO?

Uno studio condotto sull'esperienza di un centinaio di medici generici, nutrizionisti e dietologi italiani ha svelato quali sono i fattori che facilitano l’infezione da parte dei virus del raffreddore e dell’influenza. Nel 45 per cento dei casi, coloro che si ammalano di più sono soggetti a sbalzi repentini di temperatura che a volte superano i 5 e 10 gradi nell’arco della giornata. L’ideale quindi, in questa stagione, è vestirsi a strati. In modo da potersi togliere gli indumenti pesanti quando si entra in un ambiente caldo.

È stato scoperto che, nel 53 per cento dei casi, quanti vanno incontro a malanni invernali con una certa frequenza sono sottoposti a ritmi di lavoro e tensioni nervose emotive. La correlazione tra stress e sistema immunitario è nota da tempo. Gli esperti consigliano, in questo periodo dell’anno, di evitare situazioni di tensione eccessiva e di regalarsi qualche weekend di relax. Dall’indagine emerge anche che nel 64 per cento dei casi ci si ammala di più se non ci si alimenta in modo equilibrato. In questo periodo dell’anno è fondamentale garantire all’organismo tutti i nutrienti di cui ha bisogno, se si vuole contrastare i virus di stagione. Facendo soprattutto attenzione all’introito di vitamine e sali minerali.

SONO UN PÒ RAFFREDDATO: MI ALLENO?

Avrete sentito dire almeno una volta da qualcuno che nonostante fosse un pò raffreddato dopo una bella sudata si è sentito meglio. 

Quindi realtà o luogo comune?

Il nostro corpo è una macchina perfetta, nonostante tutto, proprio a causa di questa infezione si ritrova a corto di energie, benché queste sono principalmente impegnate a contrastare il virus. In assenza di febbre e altri sintomi importanti quindi non è così sbagliato allenarsi lo stesso, ma sarebbe meglio evitare lavori troppo impegnativi e intensi, che a loro volta potrebbero peggiorare la situazione. In assenza di sintomi più gravi infatti l'attività fisica moderata è un decongestionante naturale e può aiutarci a stare meglio, aumentando in qualche modo il "potere" del nostro sistema immunitario. 

CON L'INFLUENZA E FEBBRE E' NECESSARIO UNO STOP

Attenzione però, abbiamo detto in assenza di sintomi più gravi. Chi pensa di smaltire la febbre con una corsa si sbaglia di grosso; correre o comunque qualsiasi attività fisica di una certa intensità di per sè accresce ancor di più la temperatura corporea e peggiora tutti gli altri sintomi influenzali. 

Questo innalzamento della temperatura inoltre sottoporrebbe il cuore ad un "super-lavoro" nel tentativo di non surriscaldare l'organismo, cosa che in alcuni casi potrebbe anche portare ad una sorta di sfasamento del ritmo cardiaco. È importante quindi tenere d'occhio il termometro e in caso di necessità cambiare il proprio piano di allenamento, prediligendo il riposo all'allenamento.

QUALE ATTIVITÀ FISICA?

Nel caso di un classico raffreddore e dopo aver optato quindi nella direzione di praticare un pò di attività fisica rigenerante, rimane il problema su quale attività cimentarsi. 
Diciamo che sarebbero da preferire lavori da interno, come workout di medio-bassa intensità svolti in palestra o in casa, dove le temperature sono comunque accettabili. In alternativa ci si può orientare verso attività quali lo stretching o la ginnastica naturale, discipline di "manutenzione" del nostro corpo, che dato il momento, si trova già in una sorta di condizione di stress. Sarebbero da evitare invece quelle attività che si svolgono all'aria aperta, tipo la corsa o il ciclismo, che date le temperature dei mesi invernali risulterebbero controproducenti. 

In conclusione un atleta che si ammala alle vie respiratorie può praticare attività fisica se non presenta febbre, ma deve evitare gare e allenamenti intensi. Con febbre è bene si astenga. 

Il beneficio che potrebbe ottenere da un'attività moderata, in questo caso non è compensato dall'oggettiva constatazione che lo stato dell'atleta è compromesso dalla patologia. Per riuscire a proseguire i propri allenamenti senza incorrere nell'inconveniente dell'influenza è opportuno fare attenzione a: dosare bene gli allenamenti, dandosi i giusti tempi di recupero; mangiare molta frutta e verdura, carboidrati integrali e bere té verde, che ha enormi proprietà salutistiche; dormire almeno 7 – 8 ore per notte, cercando di addormentarsi e svegliarsi sempre alla stessa ora o quasi.

Ad ogni modo quando i sintomi sono accentuati il consiglio è quello di consultare il medico prima di intraprendere una qualsiasi attività fisica, in modo tale da controllare che sia tutto nella norma prima di sottoporre il fisico già provato ad un impegno maggiore. 



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