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​Non Riuscite A Trovare La Motivazione Per Allenarvi? Potrebbe Essere Colpa Della Dopamina

data di redazione: 02 Gennaio 2017
​Non Riuscite A Trovare La Motivazione Per Allenarvi? Potrebbe Essere Colpa Della Dopamina

Forse è già da tempo che dite a voi stessi che, a partire dalla prossima settimana riprenderete gli allenamenti o inizierete a fare più esercizio fisico. Forse il prossimo mese o forse il prossimo anno. Per molti di noi, tuttavia, attenersi ad un programma rigoroso di esercizio fisico è una delle più difficili risoluzioni del nuovo anno. Una nuova ricerca offre indizi sul perché può essere così difficile trovare la motivazione per allenarsi.

Una nuova ricerca sui topi, collega un deficit di dopamina alla mancanza di attività fisica.


I benefici dell'attività fisica sono ben noti. Molti studi riportano che un'attività fisica regolare può ridurre il rischio di gravi malattie come il diabete di tipo 2, cancro, malattie cardiovascolari e aiutare a stare bene in salute.

L'esercizio fisico può anche migliorare la propria forma fisica generale e la salute mentale, oltre che aumentare la longevità.


Se state cercando di controllare il vostro peso corporeo, i vantaggi dell'esercizio fisico sono numerosi. Non solo l'attività fisica ha dimostrato di poter ridurre la sindrome metabolica - il che significa che è buona per regolare il metabolismo - ma brucia anche calorie, e, quando in combinazione con una dieta sana, l'esercizio può aiutare a tenere il peso sotto controllo per un lungo periodo di tempo.


Mentre molte persone in teoria sono consapevoli dei benefici dell'attività fisica, molti di noi trovano nella pratica una particolare difficoltà a rimanere attivi fisicamente.

La nuova ricerca può aiutare a spiegare il motivo per cui questo avviene.


La Dopamina Può Spiegare La Mancanza Di Attività Fisica?

Il ricercatore Alexxai V. Kravitz – su diabete, endocrinologia e obesità presso il National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIDDK) - si è chiesto il motivo per cui gli animali obesi hanno momenti così difficili nel fare attività fisica.

La percezione comune è che gli animali, o le persone che sono obese, sono meno attivi fisicamente perché devono portare più peso corporeo. Tuttavia, poiché Kravitz ha un background in malattie di Parkinson, ha notato alcune somiglianze tra topi obesi e topi parkinsoniani mentre li studiava.


Questo ha innescato la sua ipotesi sul fatto che forse qualcos'altro potesse contribuire alla mancanza di attività fisica.


"Sappiamo che l'attività fisica è legata ad una buona salute generale, ma non si sa molto sul perché le persone o gli animali obesi sono meno attivi. C'è una credenza comune sul fatto che gli animali obesi non si muovono tanto perché devono portare del peso corporeo supplementare e questo è fisicamente invalidante. Ma i nostri risultati suggeriscono che questa ipotesi non spiega tutto. " dice Alexxai V. Kravitz


Kravitz ha ipotizzato che una disfunzione nel sistema delle segnalazioni di dopamina dei roditori potrebbe aiutare a spiegare la loro mancanza di attività fisica.


. "Altri studi hanno collegato segnali di dopamina a difetti di obesità, ma la maggior parte di essi hanno esaminato il processo di ricompensa - come gli animali si sentono quando mangiano cibi diversi.

Abbiamo notato qualcosa di più semplice dice Kravitz: la dopamina è un fattore critico per il movimento e l'obesità ed è associata ad una mancanza di movimento. Ma i problemi di segnalazione di dopamina possono da soli spiegano l'inattività? "


Esaminando i recettori della dopamina nei topi...


I ricercatori hanno cercato di esaminare le segnalazioni di dopamina nei topi magri e obesi, i risultati sono stati pubblicati sulla rivista Cell Metabolism.


Per fare questo, hanno alimentato un gruppo di otto topi con una dieta normale, mentre l'altro gruppo è stato nutrito con una dieta ad alta percentuale di grassi, il tutto per 18 settimane.


A partire dalla seconda settimana, i topi con una dieta ricca di grassi hanno cominciato a guadagnare significativamente più peso rispetto a quelli con dieta normale. Nella quarta settimana, i topi, diventati obesi, hanno speso meno tempo per il movimento, hanno effettuato un minor numero di movimenti ed erano più lenti quando si muovevano rispetto ai topi magri.


Gli scienziati hanno esaminato se i cambiamenti sul movimento fossero correlati con l'aumento di peso corporeo scoprendo che non lo era affatto.

È interessante notare che i topi che hanno ricevuto una dieta con alta percentuale di grassi si siano spostati meno già prima che guadagnassero la maggior parte del peso, questo suggerisce che il peso supplementare non è potuto essere il responsabile del ridotto movimento.


Per identificare i meccanismi che stanno dietro l'inattività fisica, Kravitz e la sua squadra hanno quantificato diversi aspetti delle segnalazioni di dopamina. Essi hanno scoperto che il recettore di tipo D-2 (D2R) vincolante, che si trova nello striato, si era ridotto nei topi obesi. Questo era in linea con le precedenti ricerche sui roditori.


Poi, gli scienziati hanno geneticamente rimosso i D2R dallo striato dei topi magri per determinare se ci fosse un nesso di causalità tra I D2R e inattività. I ricercatori hanno poi dato ai topi magri una dieta ricca di grassi. Sorprendentemente, hanno scoperto che questi topi non hanno guadagnato più peso, nonostante la loro inattività fisica.


Questo suggerisce che, sebbene il deficit striatale di D2R contribuisce alla inattività fisica e all'obesità, tale inattività è più "una conseguenza che una causa di obesità", così lo collocano gli autori.


Il Deficit Di Dopamina Può Spiegare L'inattività Fisica

Anche se "ci sono probabilmente anche altri fattori coinvolti, il deficit in D2 è sufficiente a spiegare la mancanza di attività", dice Danielle Friend, primo autore dello studio.


Kravitz ricorda che la sua futura ricerca esaminerà il legame tra dieta e la segnalazione della dopamina. Kravitz e il team valuterà se mangiare malsano colpisce la segnalazione della dopamina e quanto velocemente i topi recuperano i livelli normali di attività una volta che iniziano a mangiare sano e a perdere peso. Infine, Kravitz spera che la sua ricerca contribuirà ad alleviare alcuni stigma affrontati da persone con obesità.


"In molti casi, la forza di volontà è invocata come un modo per modificare il comportamento. Ma se non capiamo la sottostante base fisica di quel comportamento, è difficile dire che la sola forza di volontà possa bastare."
Alexxai V. Kravitz

Riferimenti:
Basal ganglia dysfunction contributes to physical inactivity in obesity, Cell Metabolism, Danielle Friend et al., doi: 10.1016/j.cmet.2016.12.001, published online 29 December 2016, abstract.
Cell Press news release, accessed 23 December 2016.
Additional source: CDC, Physical activity and health, accessed 23 December 2016.

Scritto da: ABC Team

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