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Pesce contaminato da Mercurio

data di redazione: 30 Maggio 2015 - data modifica: 28 Maggio 2015
Pesce contaminato da Mercurio

E' Vero che Bisognerebbe Evitare di Nutrirsi di Pesce contaminato da mercurio

Quante volte vi sarà capitato di leggere articoli riguardo al rischio che certi alimenti siano contaminati da mercurio, e vi sarete probabilmente chiesti se non sia il caso di rinunciare del tutto al pesce, tanto per essere sicuri di consumare pranzi o cene al mercurio. La risposta a questo problema consiste nel fare una distinzione fra il pesce che può contenere mercurio e quello invece che non ne contiene sicuramente.


Gli scienziati che hanno indagato sul contenuto di mercurio della carne di pesce hanno rilevato inoltre che il livello di mercurio riscontrabile nel pesce spada e nel tonno non è in sè un fenomeno nuovo. Livelli analoghi erano infatti stati riscontrati in esemplari pescati più di cinquant'anni fà.

 

Anche se da lungo tempo il pescespada ed il tonno contengono forti percentuali di questo metallo, e sono stati oggetto di largo consumo in certe popolazioni, ad esempio tra i pescatori portoghesi e giapponesi, non si sono praticamente mai registrati casi di avvelenamento da mercurio dovuto al consumo di questi tipi di pesce. D'altra parte, tuttavia, il consumo di altre specie di pesce ha portato a vere e proprie epidemie di avvelenamento da mercurio, come per esempio a Minamata, in Giappone.

 

DOVE STA ALLORA LA DIFFERENZA?


Uno dei massimi esperti nella ricerca sui minerali-traccia, il dottor Henry A. Schroeder, direttore della Dartmouth Medical School, giunge a dire che, per quelli che sono i risultati degli esperimenti condotti fino ad ora, l'unico tipo di pesce che deve essere scrupolosamente evitato è il pesce proveniente da acque interne inquinate da scarichi di mercurio.


Nella misura in cui il pesce viene consumato nel quadro di una dieta altrimenti equilibrata, dicono gli esperti, non c'è nulla di cui preoccuparsi.
Non si sono mai dati casi di avvelenamento da mercurio in persone che non consumino una dieta fatta esclusivamente di pesce. Ciò non significa certo che il mercurio non vi possa far male, nè che non vi sia un problema di inquinamento ambientale da mercurio.


Il mercurio è nocivo e fa male, ma secondo gli studiosi nel campo dei minerali-traccia, il vero pericolo per gli esseri umani consiste nella possibilità di venire a contatto con certi composti specifici di questo elemento traccia. Estremamente tossici sono il mercurio metile e il mercurio etile, mentre le forme inorganiche e altre forme organiche del mercurio non sono altrettanto tossiche.

 

Per forme organiche di mercurio, intendiamo "organiche" nel senso stretto con cui questa parola viene usata in chimica, cioè composti in cui gli atomi di mercurio si trovino legati ad atomi di carbonio. Dato che il carbonio è parte integrante di ogni forma di materia vivente, un composto organico del mercurio quale il mercurio metile è pericoloso proprio perchè può essere ritenuto nell'organismo, e provocare danni irreversibili al tessuto cerebrale.

 

Il mercurio metile attacca il sistema nervoso centrale, danneggiando il tessuto cerebrale; oltre a ciò, all'organismo ci vogliono 70 giorni solo per eliminare la metà del mercurio originariamente ingerito. Ne segue che anche ingerendo pochissimo mercurio metile alla volta, questa sostanza nel giro di qualche settimana o qualche mese può accumularsi fino a raggiungere livelli pericolosi.

 

I SINTOMI DA AVVELENAMENTO DA MERCURIO METILE  


Tra i sintomi di avvelenamento da queta sostanza ci sono:

  • la perdita della vista
  • dell'udito
  • della capacità di coordinazione
  • delle capacità intellettuali


Gli studiosi, in merito, riferiscono che i danni di questo genere di avvelenamento sono di solito irreversibili, e che non si conosce nessun trattamento all'infuori della prevenzione.


C'è poco da meravigliarsi allora se la preoccupazione fosse sfociata quasi nel panico, quando ci si accorse che il mercurio metile era largamente impiegato come fungicida nel trattamento dei semi, e veniva scaricato in acqua come sottoprodotto di scarto della lavorazione del cloro.

 

IL CASO


Dopo che gli esperti hanno rivelato il problema la Food and Drug Administration stabilì che il livello minimo permesso di mercurio nel pesce era di 0,5 parti per milione.


Ne seguì una rapida rarefazione del pescespada e del tonno sui mercati nazionali. C'è un caso, una donna di Long Island di quarantaquattro anni e madre di tre figli, che aveva consumato pescespada quotidianamente per nove mesi di fila sia nel 1964 che nel 1965, per poi riprendere la dieta due o tre volte all'anno per periodi fino a un mese e questo fino al novembre del 1970.


Era riuscita con questa dieta a perdere 20 kg, ma soffriva di sintomi quali vertigini, perdita della memoria, tremiti della lingua, ipersensibilità oculare, disturbi dell'udito e della parola, difficoltà a scrivere e indecisione patologica. Stabilirono, che questa signora si era presumibilmente ammalata a causa di avvelenamento da mercurio, anche se alcuni studiosi dimostrarono forti dubbi sulla diagnosi.

 

In definitiva, oggi, dicono gli studiosi, se si segue una dieta varia, non vi è alcun pericolo proprio per le quantità trascurabili di questo metallo.

Scritto da: ABC Team
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