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Pressione Sanguigna

data di redazione: 13 Dicembre 2015
Pressione Sanguigna

Il Meccanismo relativo al pompaggio del sangue nel nostro corpo

Chi di noi non si è fatto misurare la pressione almeno una volta nella vita, o alla visita per un certificato medico sportivo oppure dal proprio medico per una semplice visita di controllo?

Sappiamo che la pressione alta può essere un problema, che anche troppo bassa non va bene, ma i più non sanno esattamente che cos'è la pressione sanguigna.

In termini medici, con pressione sanguigna si indica:

la pressione prodotta nelle grandi arterie dall'azione di pompaggio del sangue nell'organismo.

Ma vediamo più nel dettaglio.

LA "MASSIMA" E LA "MINIMA"

  1. Il sangue raccoglie dai polmoni l'ossigeno contenuto nell'aria inspirata; una volta ossigenato entra nel cuore e da qui viene pompato nell'intero organismo attraverso vasi sanguigni detti arterie.
  2. I vasi sanguigni più grandi si diramano assumendo un calibro sempre più piccolo, fino ad arrivare alle microscopiche arteriole che formano un fitto reticolo di capillari.
  3. Questo insieme composto di grandi arterie, arteriole di medio calibro e capillari consente al sangue di raggiungere ogni singola cellula del corpo umano e di depositarvi l'ossigeno che le cellule stesse utilizzano per produrre l'energia ad esse necessaria per sopravvivere.
  4. Dopo che il sangue ha rilasciato l'ossigeno nelle cellule, torna verso il cuore attraverso le vene e qui viene sospinto nuovamente nei polmoni per raccogliere altro ossigeno.
  5. A ogni pulsazione il muscolo cardiaco si contrae per pompare il sangue nel corpo.

Durante la contrazione la pressione arteriosa è al massimo e viene definita "sistolica", la così detta "pressione massima".

Prima della successiva contrazione il muscolo cardiaco si rilassa e la pressione raggiunge il "valore minimo" o pressione "diastolica", che è appunto la pressione minima.

La misurazione della pressione arteriosa è volta a determinare sia la pressione sistolica sia quella diastolica.

LO SFIGMOMANOMETRO


Il metodo ideale vorrebbe che la misurazione della pressione arteriosa avvenisse all'interno delle arterie, ma ovviamente si tratta di un esame impossibile da effettuare su vasta scala perché troppo invasivo.

Si può tuttavia ottenere una buona approsimazione della pressione con cui il sangue viene pompato ricorrendo a una tecnica meno impegnativa, che fa uso di un apparecchio noto con il nome di sfimomanometro.

Questo è il dispositivo più diffuso per misurare la pressione arteriosa (anche se la tendenza è quella di eliminare gli apparecchi contenenti mercurio per questione di inquinamento ambientale), ed è costituito da un manicotto gonfiabile collegato ad una colonnina contenente mercurio. I valori pressori sono espressi in millimetri di mercurio.

La persona che esegue il controllo infila un manicotto rivestito di gomma intorno al braccio del paziente e lo gonfia con una pompetta a mano per interrompere momentaneamente l'afflusso di sangue.

Quindi appoggia uno stetoscopio sull'arteria subito al di sotto del manicotto per auscultare i toni cardiaci, mentre il manicotto viene sgonfiato lentamente e il sangue riprende a fluire nel braccio.

Quando il manicotto viene gonfiato a una pressione compresa tra quella sistolica e quella diastolica, il sangue riesce a passare nell'arteria solo per parte di ciascuna pulsazione. Questo flusso intermittente è la fonte dei suoni rilevabili con lo stetoscopio.

Il manometro a mercurio collegato al manicotto consente di determinare e registrare i due valori pressori.

Negli ultimi anni sono entrati in uso altri sistemi elettronici che non usano mercurio e che sono comunque precisi ed affidabili.

Scritto da: ABC Team
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