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Relazione Tra Il Grasso Corporeo e La Frequenza Cardiaca

data di redazione: 22 Giugno 2018
Relazione Tra Il Grasso Corporeo e La Frequenza Cardiaca

C'è Una Relazione Tra Il Grasso Corporeo e La Frequenza Cardiaca?

La frequenza cardiaca è il numero di battiti che il nostro cuore compie in un minuto (bpm), e varia in base all'età, al sesso e dall'attività che stiamo svolgendo. 

Negli adulti la frequenza cardiaca a riposo può variare dai 60 ai 90 bpm; quando scende sotto il valore minimo sopra indicato si può parlare di brachicardia, mentre quando si riscontrano valori al di sopra di quelli massimi si definisce tachicardia.

La brachicardia può tuttavia manifestarsi in modo fisiologico, specie negli sportivi ben allenati. 

In questi casi la bpm può scendere anche a 50 o qualcosa meno, senza pertanto causare disagi. 

È risaputo infatti che gli atleti che praticano esercizio fisico prolungato hanno una frequenza cardiaca sotto la media, e questo adattamento è normalmente benefico, in quanto associato ad una maggiore efficienza contrattile del cuore, permettendo al sistema cardiovascolare di fornire migliori prestazioni durante la pratica dell'attività fisica.

Ma la brachicardia dell'atleta può essere un problema?

Diciamo che in casi estremi gli atleti che praticano attività fisica intensa e per periodi prolungati, a lungo andare possono essere soggetti a particolari disturbi cardiaci come le aritmie. 

Il cuore di questi atleti può infatti scendere anche sotto i 30 battiti al minuto, o anche a valori più bassi durante il sonno.

Ma ripetiamo, sono casi estremi raramente riscontrabili, spesso neanche riconducibili ad un aumento dell'attività del sistema nervoso parasimpatico quanto a una modificazione della corrente "funny", ovvero alla corrente che controlla la generazione del ritmo cardiaco e la regolazione della sua frequenza.

GRASSO CORPOREO E FREQUENZA CARDIACA


Uno dei vantaggi che ci conferisce una vita sportiva è una migliore condizione di salute del cuore, con conseguente rallentamento di pulsazioni al minuto, ma anche un continuo controllo del peso corporeo.

Infatti, ogni alterazione dello stato di salute ed emotivo causano un aumento delle pulsazioni, ma è soprattutto l'eccesso di peso corporeo, con accumulo di massa grassa, una delle cause più importanti e più frequenti dell'aumento della frequenza cardiaca, purtroppo spesso sottostimata.

È salutare avere, a riposo, una frequenza cardiaca intorno ai 50-60 battiti al minuto, in quanto con questa frequenza il cuore batte in un giorno circa 70-80 mila volte. 

Quando si va oltre i 70 battiti al minuto, il cuore pulsa circa 100 mila volte in un giorno; più è alto il battito cardiaco a riposo, più il cuore lavora, quindi invecchia e degenera prima.

Bisogna tenere presente che il tessuto adiposo non è un organo inerme, è intensamente vascolarizzato, ricco di vasi sanguigni, perchè rappresenta il deposito dell'energia vitale, da utilizzare prontamente in caso di necessità. 

Si pensi che per ogni chilo di grasso accumulato in eccesso si formano 3 chilometri di nuovi capillari sanguigni, per cui, un accumulo di 10 kg significherebbe possedere un "letto vascolare" di circa 30 chilometri in più rispetto al sistema circolatorio costituzionale, dove il sangue deve passare spinto avanti dal cuore.

Questa condizione fa perciò aumentare la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa e il lavoro del cuore, causando in alcuni casi gravi malattie cardiovascolari.

Dimagrire o comunque mantenere un peso idoneo significa quindi ridurre l'eccessivo letto vascolare, proteggendo il cuore.

Scritto da: ABC Team

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