​Traumi E Lesioni Del Ginocchio: Sport Estremi, Estremi Rimedi

​Traumi E Lesioni Del Ginocchio: Sport Estremi, Estremi Rimedi
data 2017-02-23 15:38:44
data 23 2017

Esistono varie tipologie di traumi e lesioni del ginocchio che possono essere provocati dalla azione improvvisa e dannosa di agenti esterni (incidenti, violenze, infortuni, ecc.).

La gravità e la natura del trauma nel ginocchio dipende dal modo in cui questi agenti esterni coinvolgono le strutture biologiche (cartilagini, cute, tendini, legamenti e menischi).
Riguardo alle contusioni (traumi da urto diretto sulla cute), se la forza che si scarica è superiore alla capacità ammortizzante del tessuto cutaneo e sottocutaneo può danneggiare e coinvolgere i menischi e le cartilagini sottostanti.
Allo stesso modo, nelle normali distorsioni (movimenti rotatori dei capi articolari) i legamenti riescono a sopportare una deformazione elastica e, il più delle volte, tornano alla condizione iniziale ma, se la spinta è superiore al livello di sopportazione del ginocchio, la conseguente deformità diventa definitiva, il legamento può allungarsi o rompersi.
I menischi, che funzionano da piccoli ammortizzatori, molto spesso vengono danneggiati nelle distorsioni, con conseguenti lesioni radiali o longitudinali che causano dolore.


Traumi E Lesioni Del Ginocchio: Legamento Crociato Anteriore E Posteriore

Tra i vari traumi e lesioni del ginocchio, quelli peggiori interessano il legamento crociato anteriore e posteriore.
L’LCA (legamento crociato anteriore) va dal condilo femorale laterale alla zona anteriore e centrale del piatto tibiale. Questo legamento ha il compito principale di evitare rotazioni estreme in intra-rotazione del piatto tibiale. Se si rompe, si avverte un rumore di crack, il ginocchio diventa instabile, subentra il cosiddetto jerk, ovvero si verifica un cedimento in flessione-rotazione interna della tibia con conseguenti danni all’interno del ginocchio.
La rottura del legamento crociato anteriore può avvenire in valgo rotazione esterna oppure in varo rotazione interna, in base alla postura del piede quando si verifica il trauma.
Spesso, le lesioni a carico del legamento crociato posteriore sono causate da un urto sulla tibia a ginocchio flesso con una forza che si scarica in senso antero-posteriore.


Lesione Della Cartilagine: Cosa Succede


La cartilagine riveste le articolazioni del ginocchio ed è essenziale per la regolare funzionalità della stessa articolazione e per proteggerla da qualsiasi sollecitazione.
Fra i vari traumi e lesioni del ginocchio, la lesione cartilaginea è di particolare rilevanza in quanto compromette la funzionalità della stessa esponendo maggiormente l’osso subcodrale (che si trova al di sotto della cartilagine).
Le cause della lesione cartilaginea possono essere degenerative (a causa del processo di invecchiamento, obesità, artrite reumatoide oppure derivante da ginocchio valgo, cosiddetto a X) o traumatiche (infortunio durante l’attività agonistica).
Il risultato è che, una volta danneggiata, la cartilagine non può guarire né è possibile, attualmente, produrre nuova cartilagine.
Attualmente, tutto quello che si può fare è ricorrere a cure ed interventi chirurgici per ridurre ed eliminare il dolore e recuperare il benessere. Molti atleti professionisti, in passato, sono stati costretti a rinunciare alla loro attività agonistica per lesioni della cartilagine. Come si può rimediare?


Lesione Della Cartilagine: Terapie Farmacologiche E Chirurgiche


In base alla gravità della lesione cartilaginea, l’ortopedico prescriverà le cure più adatte.
Da caso a caso, si ricorrerà a condroprotettori, FANS, antidolorifici, infiltrazioni con acido ialuronico o con PRP o terapie con campi magnetici pulsati.
Quando la terapia farmacologica e fisioterapica risultano insufficienti, l’ortopedico valuterà un eventuale intervento chirurgico in base ad alcuni fattori, tra cui età ed aspettative del paziente, posizione ed estensione della lesione.
In alcuni casi, si può intervenire chirurgicamente attraverso l’artroscopia, in altri casi è necessario operare a cielo aperto (aprendo l’articolazione).
Si potrà scegliere tra vari metodi per intervenire chirurgicamente: microfratture, trapianto di condrociti autologhi, trapianto osteocondrale con Allograft e trapianto osteocondrale autologo (ovvero mosaicoplastica).
Tra i vari traumi e lesioni del ginocchio, i casi più gravi di lesione della cartilagine meritano totale attenzione: riguardano danni ed un consumo tale della cartilagine da causare una vera e propria artrosi al ginocchio. In questo caso, è necessario ricorrere ad una protesi di ginocchio (totale o parziale).
La protesi parziale di ginocchio mini invasiva è detta anche monocompartimentale.


Protesi Monocompartimentale Del Ginocchio: In Che Consiste


Prima di chiederci in che consiste la protesi monocompartimentale del ginocchio, la tecnica più avanzata che esista in campo chirurgico ortopedico, chiediamoci: “Perché consigliare una protesi totale ad un paziente anche nei casi in cui si può ricorrere alla protesi parziale?”.
Con la protesi monocompartimentale (o parziale) l’esperto in chirurgia ortopedica mini invasiva interviene esclusivamente su uno o due dei tre compartimenti del ginocchio (mediale, laterale e femoro-rotulea), soltanto quelli che risultano effettivamente danneggiati dall’artrosi, salvando il salvabile (la parte sana) ed impiantando protesi realizzate con materiali di qualità attraverso tecniche avanzate.
Questa protesi ricostruisce soltanto l’articolazione danneggiata, ne ripristina la funzione eliminando il dolore, cartilagine ed osso sani non vengono toccati, il legamento crociato anteriore e/o posteriore vengono preservati lì dove sia possibile.
Questo rispetto del corpo serve anche ad assecondare il più possibile la biomeccanica naturale, la cinematica del ginocchio: i pazienti sottoposti ad impianto di protesi monocompartimentale del ginocchio avvertono questa ricostruzione come più naturale rispetto a quella totale convenzionale.
In fase di intervento, i vantaggi sono notevoli: l’operazione dura meno, l’incisione dei tessuti si riduce insieme alla perdita di sangue, dolore e gonfiore, si riduce anche il rischio di infezioni ed i tempi di recupero sono rapidissimi (4-5 giorni di permanenza in ospedale, recupero totale in 6 settimane).
La protesi monocompartimentale del ginocchio mini invasiva dura dai 20 ai 25 anni: quando si consuma, viene sostituita attraverso una tecnica chirurgica semplice e meno rischiosa rispetto a quella adottata per la protesi totale tradizionale.


Redatto dal Dott Michele Massaro
Specialista in Ortopedia e Traumatologia
Specialista in chirurgia ortopedica e protesica mini invasiva dell’anca e del ginocchio
Cliniche Humanitas, Milano e Bergamo

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