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9 Buoni Motivi per Fare Riscaldamento Specifico Prima di una Gara o Incontro

data di redazione: 01 Settembre 2015
9 Buoni Motivi per Fare Riscaldamento Specifico Prima di una Gara o Incontro

Come si prepara il nostro organismo alla competizione attraverso il riscaldamento

Innanzitutto cos'è il riscaldamento specifico? In buona sostanza è la riattivazione e ripetizione a vuoto senza carico del gesto tecnico che ci si accingerà a compiere.

Quindi, è un richiamo a coordinazioni, ritmi esecutivi e carico propri dei movimenti tecnico-specifici che si andranno ad eseguire subito dopo.Il piano di riscaldamento dovrebbe essere accuratamente calibrato sulla specifica condizione di ogni singolo atleta.

Il riscaldamento di un campione olimpico di nuoto avrebbe, infatti, un'intensità tale da esaurire completamente le forze di un sedentario che riprende l'attività dopo molto tempo.

Sappiamo bene che è necessario, e va ricordato che il riscaldamento è efficace nella prevenzione dei traumi muscolari e tendinei, in modo particolare proprio nei soggetti sedentari che praticano attività fisica occasionale e discontinua.

RISCALDAMENTO IN GARA

Se il riscaldamento effettuato prima di ogni allenamento è importante, prima della gara assume valenze anche psicologiche.

Infatti è un primo momento di concentrazione sui gesti e sulle situazioni di gara e un mezzo di controllo dell'ansia pre-agonistica e, di conseguenza, favorisce il rilassamento generale, la calma e la concentrazione.

La durata della fase di riscaldamento varia a seconda dell'età dell'atleta, del livello di qualificazione raggiunto e del tipo di impegno che si deve affrontare.

In genere va dai 10 minuti circa per i principianti fino ai 20 o 30 minuti e oltre per gli atleti di alto livello.

Un riscaldamento troppo lungo o troppo intenso può comportare un eccesso di accumulo di lattato nei muscoli superiore al limite della soglia anaerobica, con conseguente affaticamento e possibile calo di prestazione.

Vediamo allora in nove punti, come il riscaldamento prepara sotto il punto di vista fisico il nostro organismo alla competizione:

1) redistribuzione ottimale del flusso sanguigno nell'intero corpo, con un incremento verso i muscoli e una riduzione verso gli organi interni non coinvolti nell'attività

2) maggiore afflusso di sangue ai muscoli in quanto si determina una vasodilatazione periferica e un aumento della frequenza cardiaca. La cessione dell'ossigeno da parte dell'emoglobina del sangue viene facilitata e diventa più rapida e completa

3) facilitazione delle reazioni biochimiche muscolari grazie alla diminuzione dell'energia necessaria all'attivazione delle reazioni chimiche del metabolismo energetico. Questo consente un utilizzo più efficace dei substrati energetici

4) miglioramento della risposta dell'apparato cardiovascolare a uno sforzo improvviso e intenso

5) liberazione di glucosio nel circolo sanguigno

6) facilitazione nella trasmissione dell'impulso nervoso poiché si innalza la soglia di sensibilità dei ricettori nervosi e aumenta la velocità di conduzione degli impulsi nervosi. Si riduce il tempo intercorrente tra l'arrivo dello stimolo nervoso e la risposta muscolare (tempo di latenza). Le risposte neuromuscolari e i movimenti diventano più rapidi e coordinati

7) riduzione della viscosità interna del muscolo e conseguente minore attrito interno tra le fibre e migliore contrattilità muscolare

8) miglioramento delle qualità elastiche delle fibre muscolari e dei tendini con relativo innalzamento della loro funzionalità meccanica

9) diminuzione della viscosità del liquido sinoviale delle articolazioni e conseguente miglioramento della funzionalità, in quanto le facce articolari scorrono con più facilità

Ecco perché dobbiamo dargli così tanta importanza.

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