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Rugby: mani che sollevano

data di redazione: 14 Aprile 2014 - data modifica: 02 Ottobre 2014
Rugby: mani che sollevano

La touche, considerazioni più da vicino

Nel rugby a quindici c'è una rimessa in gioco della palla ovale che è più strutturata e spettacolare della semplice rimessa in gioco del calcio.

Nella touche, i giocatori delle due squadre si mettono in fila e aspettano che un membro della squadra che non è responsabile dell'uscita di campo del pallone lanci quest'ultimo in mezzo a loro.

 

I giocatori in attesa non solo saltano, ma alcuni sono lanciati in aria dai compagni perché afferrino o rispediscano loro il pallone col palmo. È chiaro che, nei salti della touche, più alti si è meglio è: le squadre senza spilungoni sono destinate a perdere la palla a ogni rimessa in gioco.

Ma essere alti e capaci di bei balzi da fermi non basta a conquistare la palla, perché si è in competizione con giocatori altrettanto alti che vengono lanciati in aria da coppie di compagni di squadra dopo che il pallone è stato lanciato tra le due file.

 

Vi siete mai chiesti quanto in alto saltino?

Due rugbisti alti e forti afferrano ciascuno una gamba del compagno e lo sollevano il più possibile perché afferri la palla in arrivo. Iniziano l'operazione con le braccia all'incirca orizzontali, ma alla fine della manovra di lancio le hanno quasi verticali. La maggior parte degli atleti in buona forma è in grado di esercitare una forza che è almeno pari al loro peso corporeo (i pesisti più bravi sollevano un peso molto più superiore), sicché i due giocatori che sollevano il compagno nella touche gli applicheranno una forza verso l'alto di almeno due cospicui pesi corporei. Assumendo che tutti e tre i rugbisti pesino uguale, la foza di gravità diretta verso il basso che si esercita sul saltatore è di un peso corporeo, sicché egli finirà per percepire una forza netta verso l'alto di almeno un peso corporeo, invece della sola forza netta verso il basso di un peso corporeo che avvertirebbe se non avesse l'aiuto dei compagni.

Non è infrequente che nella touche due rugbisti alti due metri sollevino le braccia per altri tre quarti di metro.

Se stringono il saltatore per le cosce, egli riuscirà ad afferrare un pallone sospeso a 4,5-5 metri da terra.

 

È impressionante: si vince la medaglia d'oro nel salto con l'asta maschile alle Olimpiadi superando un'altezza di sei metri, mentre il record mondiale di salto in alto è "solo" 2,45 metri.

Non è cosa da poco scendere da quell'altezza, specie se si pensa che non c'è il materassino nell'area in cui si atterra! Dalla forza esercitata si deduce che il saltatore raggiunge l'altezza massima in circa tre quarti di secondo. Il giocatore che lancia la palla dalla linea di touche deve farlo con molta precisione, in maniera che la traiettoria curva raggiunga l'altezza massima di 4,5-5 metri nell'esatto punto in cui il giocatore che salterà nella fila raggiungerà la sua altezza massima.

Chi tira riceverà dalla sua squadra un segnale che gli dirà a quale uomo della fila destinare il tiro, ma non avrà molto più di tre quarti di secondo per lanciare la palla in quel punto cruciale del cielo.

Scritto da: ABC Team
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