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I bambini e lo sport: come scegliere quello adatto in base all'età

data di redazione: 22 Febbraio 2014 - data modifica: 01 Ottobre 2014
I bambini e lo sport: come scegliere quello adatto in base all'età

È appurato che lo sport fa bene iniziarlo fin da piccoli: però con cosa iniziamo per i nostri figli? Una guida utile alla scelta in base all'età

È ormai opinione largamente diffusa che lo sport, praticato fin dai primi anni di vita, è in grado di indurre sostanziali benefici, promuovere un buono stato di salute e stimolare un adeguato sviluppo delle capacità motorie. Una corretta formazione motoria e sportiva in età giovanile può evolversi successivamente nella pratica agonistica o come sport del tempo libero.


È importante scegliere, in primo luogo, uno sport che sia adatto all'età, alle dinamiche di sviluppo e alle capacità fisiche e motorie del bambino e che rispetti i suoi gusti, realizzando le sue aspettative di relazione e di confronto sociale. In considerazione della grande disponibilità al movimento tipica dell'età infantile e giovanile, una scelta adeguata consente al bambino non soltanto di mantere un ottimale livello di abilità motoria, ma anche di effettuare un migliore approccio all'attività fisica e sportiva vivendo lo sport in maniera piacevole e divertente.


Soltanto una solida motivazione al movimento, infatti, può sviluppare un reale e duraturo interesse verso una pratica fisico-sportiva!

 

Tracciamo qui sotto una guida per scegliere le attività fisiche e sportive più adatte alle varie età...

 

 

PRIMA INFANZIA (dalla nascita ai 2-3 anni): è il periodo in cui i bambini ricevono dall'ambiente le stimolazioni necessarie al loro sviluppo psicomotorio. Verso i 3 anni si consigli il "baby nuoto", un programma di acquaticità che si sviluppa nel rispetto delle esigenze evolutive del piccolo che in acqua rivive l'habitat della vita intrauterina.

 

SECONDA INFANZIA (3-6 anni): in questa fase si è in grado di effettuare un gran numero di esercizi; lo schema corporeo e la capacità di realizzare movimenti volontari con più precisione migliorano. Sono indicati il nuoto, il calcio, il judo e tutte quelle attività chiamate "ludico-motorie", capaci cioè di, di avviare il bambino all'attività sportiva attraverso un approccio vissuto sotto forma di gioco e di svago.

 

TERZA INFANZIA (6-10 anni): il bambino è in grado di rappresentare mentalmente il proprio corpo sia in forma statica che dinamica e in tal modo riesce ad avere una migliore percezione del concetto di spazio e di tempo affinando la motricità globale.

Fino agli otto anni sono consigliate le discipline che favoriscono un migliore controllo dei movimenti e una maggiore disponibilità all'accettazione di regole : le arti marziali, la ginnastica ritmica e artistica e la danza. Dopo gli 8 anni, quando il bambino è in grado di accettare le regole e le dinamiche del gruppo, il gioco motorio assume il carattere tipicamente presportivo. A questa età sono adatti li minibasket (pallacanestro), il minivolley (pallavolo) e il minihandball (pallamano).

 

ETÀ PREPUBERALE (dai 10 anni in poi per le femmine, dagli 11-12 anni per i maschi) e ADOLESCENZA (14-18 anni): è una fase della crescita caratterizzata da una notevole maturazione del sistema neuroendocrino e da un significativo sviluppo del sistema muscolare. Pertanto, a partire dai 14 anni (sviluppo puberale), per la maggiore secrezione degli ormoni sessuali, è possibile effettuare anche allenamenti mirati allo sviluppo della forza. L'attività fisica è finalizzata quasi esclusivamente alla pratica sportiva (con una preferenza per gli sport di squadra: pallanuoto, calcio, pallavolo, pallacanestro, ecc.), quale elemento educativo e formativo fondamentale soprattutto nelle dinamiche di confronto e di aggregazione sociale.

 

Ai vostri bambini... buon allenamento da ABC



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