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Inconvenienti dell’Alpinismo

data di redazione: 07 Marzo 2015
Inconvenienti dell’Alpinismo

Rischi e accorgimenti da adottare per la pratica di questo sport

L’alpinismo permette di scaricare le energie e rilassarsi in mezzo alla natura; rappresenta una valida alternativa ad altre attività ginniche, prevalentemente aerobiche e all’aperto, e si rivela utile per mantenere le coordinazioni di base e il tono muscolare di tronco e gambe.

 

Infatti circa sei ore di pratica intensa allenano la resistenza comportando un grande consumo calorico.

È uno sport caratterizzato da una costante spinta al miglioramento, efficace per rafforzare il carattere, acquisendo coraggio, prudenza e coscienza dei propri limiti.

Ma rappresenta anche uno stereotipo di sport pericoloso.

 

Alpinismo e piccoli inconvenienti

L’alpinismo infatti risulta piuttosto impegnativo per la zona lombare, in particolare per i non più giovani e nelle fasi di discesa, a causa dell’azione di assorbimento degli impatti con il terreno che può anche provocare microfratture, soprattutto alle fibre del quadricipite femorale, responsabili dei dolori muscolari che possono essere percepiti persino dopo alcuni giorni. 

Anche i piedi all’interno dello scarpone sono sottoposti a forte stress, per cui è bene prevenire la formazione di vesciche usando calze protettive, scarpe collaudate e mettendo cerotti e lubrificante sui punti  deboli.

 

La pratica prolungata può provocare stress articolari e tendinei agli arti inferiori e superiori e alla zona lombare; la stanchezza aumenta molto il rischio di infortuni muscolari, articolari e contusivi da caduta.

 

Occorre prestare particolar attenzione all’azione di raffreddamento, causata dal vento in vetta, cui viene sottoposto il corpo (meglio cambiarsi al termine della salita e indossare un indumento in più).

È altamente consigliato un abbigliamento specifico:

  • cappello,
  • occhiali,
  • guanti,
  • giacca e pantaloni imbottiti,
  • calzettoni, calzamaglia,
  • pile e maglia di lana a collo alto.

 

Attenzione alle scottature e congiuntiviti.

 

In particolare, sui ghiacciai, a causa della forte rifrazione della luce sono indispensabili occhiali da sole e crema protettiva anche per le labbra sottoposte all’azione del vento.

Già a 2000 metri possono subentrare sintomi di mal di montagna (mal di testa e nausea);

oltre i 3000 m i fattori climatici e ambientali assumono grande rilevanza, anche in estate: il freddo è intenso, accentuato da venti forti, e può causare geloni alle orecchie, al naso, ai piedi e alle mani. 

 

Alpinismo e grandi inconvenienti

La rarefazione dell’aria comporta mancanza di ossigeno e ridotta capacità di sforzo, tanto che in cima a un 8000 m come l’Everest, è più che dimezzata e anche grandi alpinisti salgono al ritmo di 15 passi al minuto.

Elevate sono le possibilità di caduta, con traumi, fratture ossee o gravi lesioni muscolari e articolari.

I casi letali sono comunque rarissimi e generalmente dovuti a imprudenze comportamentali;  come ad esempio 

  • adattarsi in vetta
  • partire troppo tardi la mattina
  • non rientrare in caso di maltempo
  • non assicurarsi in punti molto esposti
  • avventurarsi su montagne
  • portarsi a quote fuori portata.

Un altro fattore di rischio è la scarsa conoscenza dell’ambiente montano, assai diverso da quello artificioso dell’arrampicata sportiva.

È frequente anche il rischio di smarrimento col rischio di stazionamenti notturni in quota fuori programma senza riparo e viveri a temperature molto inferiori allo zero:

quindi per evitare di morire assiderati portarsi sempre dietro bussola, carta topografica e altimetro.

 

Le quote raggiunte implicano possibili situazioni ambientali glaciali:

  • temperature rigide,
  • rischio di geloni,
  • crepacci in primavera ed estate sui ghiacciai,
  • dirupi  e sbalzi rocciosi con possibilità di frane e cadute massi.

Scegli con cura i tuoi compagni

È fondamentale scegliere con cura i compagni di escursione, selezionandoli in base alle abilità e alle competenze tecniche, ma anche sotto il profilo psicologico. Le più grandi, talvolta letali, imprudenze sono state infatti compiute da persone esperte ma istintivamente troppo spericolate o superficiali.

Infine, per i non più giovani, si consiglia di avvicinarsi all’alpinismo con cautela per evitare traumi contusivi e distorsivi.

Se proprio vi piace questo tipo di sport, ricordate che la prudenza non è mai troppa.

 

Buon allenamento da ABC

Scritto da: ABC Team
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