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L'allenamento Mentale Ottimale Dell'atleta

data di redazione: 20 Agosto 2015
L'allenamento Mentale Ottimale Dell'atleta

Un Giusto Atteggiamento Mentale Influisce sul Risultato della Prestazione

Troppo di frequente si commette l'errore di prepararsi "troppo" fisicamente per una prestazione sportiva e di sottovalutare invece l'aspetto mentale, fattore importante al pari di quello fisico. Sono proprio gli aspetti mentali ed emotivi, spesso trascurati, che possono contribuire in maniera importante sulla buona riuscita della prova, oltre al fatto che influiscono sul benessere generale dell'atleta.

 

Si comincia a fare sport per divertimento e ben presto si pone l'attenzione solo sul risultato. L'introduzione dello psicologo dello sport nell'ambiente sportivo, invece, significherebbe innanzitutto un cambio di prospettiva nei confronti degli obiettivi da raggiungere.


Lo scopo dell'allenamento mentale è quello di aiutare a scoprire come l'unità psico-fisica mente corpo possa determinare il livello della propria prestazione, tenendo presente comunque che la preparazione psicologica non è la bacchetta magica per diventare campioni. Questa permette infatti la realizzazione delle potenzialità dell'atleta nel loro complesso, ottenibili pertanto con un costante impegno dell'allenamento fisico, accompagnato da una personalità equilibrata.

 

Cosa che spesso non si sa, è che le abilità mentali si possono allenare, così come si possono allenare le capacità fisiche e motorie. Le capacità mentali che servono allo sportivo quindi sono:

  • la gestione dello stress
  • il controllo dell'attenzione
  • il controllo dei pensieri
  • la modulazione dell'arousal cioè dell'attivazione psicofisica
  • la formulazione degli obiettivi
  • il controllo delle immagini

 

L'OBIETTIVO NON DEVE ESSERE SOLO IL RISULTATO
Questo è un errore comunissimo, ma che comporta delle conseguenze. Ho visto diverse volte atleti mettere anima e corpo nelle preparazioni per poi perdere l'incontro e smettere dopo la sconfitta. Quando l'unico obiettivo è il risultato e questo non viene raggiunto, si prova:

 

  • frustrazione
  • calo di motivazione
  • calo di autostima


tutti aspetti psicologici molto difficili poi da recuperare. Se invece, grazie anche al Maestro o all'allenatore, si punta al miglioramento di tutti gli aspetti che compongono il gesto sportivo, ci sarà sicuramente sempre un obiettivo raggiunto.


Facendo ciò, la motivazione e l'autostima dell'atleta si alimentano da soli. Non bisogna infatti dimenticare che c'è una strettissima relazione tra autostima, fiducia in se stessi e prestazione.

 

L'autocontrollo dell'atleta, come controllo dei propri pensieri è determinante, in modo da raggiungere i seguenti obiettivi:

 

  • il controllo dell'attenzione
  • la correzione dei propri errori
  • l'apprendimento di abilità
  • la manifestazione di emozioni positive
  • un incremento della fiducia in se stesso

 

PERSONALIZZARE LA PREPARAZIONE PER L'ATLETA

È necessario poi che l'atleta impari a modulare il proprio arousal, che è l'attivazione psicofisica giusta per quello sport, per quel momento della prestazione e per quell'atleta. Quindi è sostanziale personalizzare la preparazione dell'atleta, poichè ce ne sono alcuni che hanno bisogno di essere più rilassati, altri che hanno bisogno di essere più attivati.


Nel caso di attivazione eccessiva o ridotta, facilmente rilevabile attraverso sintomi sia fisici che comportamentali e psicologici, la prestazione non sarà ottimale.

 

L'impiego delle immagini, abilità che si può apprendere e approfondire, è alla base di diverse modalità di allenamento mentale.
Alcuni atleti utilizzano spontaneamente attività immaginative per rivedere, correggere, anticipare la prestazione anche senza che qualcuno abbia insegnato loro particolari procedure.


Prima della prova l'atleta può raffigurarsi le caratteristiche e le richieste del compito, ripetendo mentalmente le varie fasi dell'azione; durante la prestazione infatti può ripensare a una strategia, a uno stimolo specifico.


Alla fine della prova appena disputata l'atleta può rivivere mentalmente tutte le fasi dell'azione, rilevare gli eventuali errori da correggere, oppure ripetere l'esatta esecuzione per rafforzarla in memoria a lungo termine.

 

ANSIA E TENSIONE

Una certa stabilità emotiva con un livello relativamente basso di ansia e tensione, è una caratteristica che contraddistingue gli atleti di successo.
In un programma generale di allenamento mentale, l'abilità a controllare e a utilizzare in modo vantaggioso gli stimoli stressanti va sviluppata in sintonia con gli altri aspetti della preparazione, poiché un elevato livello di ansia (che si può manifestare sia a livello cognitivo che somatico) è nocivo per la prestazione e crea vissuti negativi di inadeguatezza e sfiducia nelle capacità personali. Ed è per questo che dopo la sconfitta ci sono quelli che mollano tutto.

Buon ABC Allenamento

Scritto da: ABC Team
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