(0)
Carrello (0)
Il tuo carrello è vuoto
Totale: 0 €
procedi con l'acquisto
100% pagamento sicuro

Superallenamento: cos'è e le 6 Cause Principali che lo Provocano

data di redazione: 12 Maggio 2014 - data modifica: 01 Ottobre 2014
Superallenamento: cos'è e le 6 Cause Principali che lo Provocano

Il rimedio al superallenamento si pensa sia il riposo forzato: sì ma attenti agli effetti collaterali

Il "superallenamento" o "overtraining" è una condizione che di solito si accompagna a uno stato di sovraffaticamento fisico e mentale dovuto alla scarsa capacità dell'organismo, in tali circostanze, di produrre adattamenti e risposte adeguate al carico complessivo dell'allenamento.

 

In condizioni normali lo stato di fatica che si avverte durante e dopo l'allenamento viene recuperato in un tempo relativamente breve, se il carico somministrato non è particolarmente intenso o se è un carico al quale il soggetto è già abituato.

In presenza di carichi di una certa intensità, l'affaticamento comporta dei tempi di recupero più lunghi che vanno dalle 24 alle 48 ore; generalmente, passato tale periodo, la situazione torna gradualmente alla normalità. L'affaticamento è quindi un processo naturale e fisiologico se i carichi somministrati per l'allenamento risultano adeguati alle capacità di adattamento dell'individuo.

 

Non sempre ci si allena con la dovuta correttezza, e talvolta vengono trascurate quelle regole fondamentali che sono alla base di una razionale strutturazione dell'allenamento. Infatti, un errato dosaggio dei carichi di allenamento, considerato tra i pricipali fattori in grado di provocare lo stato di superallenamento, nuove tanto all'atleta esperto (poiché diminuisce le sue capacità di prestazione) quanto al principiante (che non è in grado di realizzare gradualmente gli adattamenti previsti al lavoro).

 

ALCUNI FRA I PRINCIPALI FATTORI IN GRADO DI COMPROMETTERE UN FAVOREVOLE ADATTAMENTO AL CARICO DI LAVORO

  1. Errata utilizzazione dei tempi di recupero, in relazione all'intensità dell'allenamento e alle capacità del praticante
  2. Carichi di lavoro eccessivi
  3. Allenamenti intensi, complessi e frequenti
  4. Rapido aumento dei carichi di lavoro senza un graduale e progressivo tempo di adattamento
  5. Eccessivo numero di competizioni ravvicinate nel tempo (nella pratica sportiva agonistica)
  6. Monotonia e ripetitività delle esercitazioni

 

 

Si aggiungono, infine, tutte quelle situazioni relative a uno stile di vita non proprio salutare dovuto ad abitudini non troppo corrette (stato di salute generale, tipo di alimentazione, qualità del riposo, condizioni e impegni lavorativi, ambiente familiare e sociale, ecc.).


Se siete preoccupati della vostra forma fisica e del vostro rendimento ateltico, la prima cosa da fare è saper distinguere uno stato di fatica normale e temporaneo da uno stato di affaticamento permanente. Quando si è molto stanchi e si ha un calo nella prestazione, si può permanere in tale condizione più o meno a lungo.

 

Gli episodi di insonnia costiutiscono segnali importanti di una condizione di particolare affaticamento: in caso di superallenamento (o di sedute di lavoro particolarmente impegnative), diventano continui e non rappresentano più episodi isolati, come invece accade in stati di affaticamento temporaneo.

Inoltre, si possono riscontrare inappetenza, difficoltà di concentrazione, sbalzi di umore e aumento dell'eccitabilità nervosa.

 

Se sopraggiungono alcuni di questi sintomi è bene che riduciate un poco il carico di allenamento dedicandovi ad attvità più rilassanti che favoriscano il recupero psicofisico. Drastiche riduzioni o riposo forzato potrebbero infatti causare ulteriori problemi dovuti alla "sindrome di privazione di esercizio".

Tale sintomatologia consiste in una reazione neurofisiologica dell'organismo che, a fronte della ridotta quantità di alcune sostanze a "effetto antidepressivo" (catecolamine ed endorfine in particolare) che si producono durante e dopo lo svolgimento di un esercizio fisico, è in grado di modificare l'equilibrio organico attraverso un'alterazione del processo di termoregolazione e del meccanismo di regolazione dell'appetito e dell'umore.

Buon allenamento (usando il cervello) da ABC.

Scritto da: ABC Team
Scarica eBook
Scarica eBook

Potrebbe interessarti anche

Come Diventare un Atleta Migliore
03 Aprile 2017

Come Diventare un Atleta Migliore

Restringi il Focus per Avere Risultati Migliori e più Veloci

Cosa ti può rendere un atleta migliore? Fare cross-training o praticare assiduamente il tuo sport in funzione dell'obiettivo specifico?

L'Allenamento di Valentino Rossi
18 Febbraio 2019

L'Allenamento di Valentino Rossi

I Motociclisti hanno esigenze fisiche per poter guidare al meglio le proprie moto: i movimenti del corpo, i punti di forza e le esigenze in corsa sono molto simili tra loro. La maggior parte dei tifosi della MotoGp, pensa che basti salire su una motocicletta effettuando giri su giri in pista, per vincere le gare. Il discorso non è proprio così in quanto dietro ad ogni pilota c’è una preparazione fisica dettagliata e ben precisa.

Ultimi post pubblicati

Allenamento PHA
18 Giugno 2019

Allenamento PHA

Le schede di allenamento in PHA prevedono diversi esercizi eseguiti consecutivamente stimolando distretti corporei il più possibile distanti tra loro (ad esempio cosce/deltoidi o bicipiti femorali/pettorali), in generale alternando l’attività della parte superiore con quella inferiore del corpo o viceversa. Tale sequenza andrà a reclutare tutti i gruppi muscolari del corpo in un’unica seduta (allenamento total body).

I 20 Migliori Alimenti Per La Salute
16 Giugno 2019

I 20 Migliori Alimenti Per La Salute

Non esiste una definizione specifica di superfood, un termine che, alla resa dei conti, è stato creato unicamente per soddisfare delle esigenze di mercato: in modo molto vago possiamo dire che un superfood è un alimento ricco di nutrienti, in grado di apportare importanti benefici per la salute.