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Trekking o escursionismo

data di redazione: 19 Dicembre 2014
Trekking o escursionismo

Cose da fare e da non fare per chi si avventura in questa pratica.

Il termine "Trekking" deriva dal boero, la lingua dei discendenti dei coloni olandesi, che nel XVII secolo si stanziarono in Sudafrica, e significa letteralmente "camminare lungo le orme lasciate dai carri dei buoi".

 

Oggi questa parola è diventata sinonimo di camminarepercorrendo sentieri, mulattiere e itinerari più o meno lunghi, che si snodano in mezzo alla natura, facendo tappa in rifugi, bivacchi o centri abitati.

 

Significato profondo

Il Trekking non è comunque un'impresa ai limiti della sopravvivenza o una vera e propria disciplina sportiva che si prefigge un traguardo: trekking è prima di tutto scoperta della natura e del territorio che si attraversa, e conoscenza oltre che della natura stessa anche dell'uomo che vive in quei territori, della sua storia e del suo lavoro.

 

A chi si rivolge e come farlo

È un'attività alla portata di tutti, selezionando itinerari alla portata di tutti, che non presentano difficoltà, adatti anche a persone poco allenate o che hanno problemi ad affrontare forti dislivelli.

Chi pratica Trekking deve procedere con passo lento, soffermandosi ogni tanto quando avverte la fatica, per recuperare  lo stato di equilibrio fisico eseguendo profonde respirazioni e permettere un'ossigenazione più rapida del sangue.

Prima di intraprendere una qualsiasi escursione è necessario abituare gradatamente il corpo agli sforzi che dovrà compiere, in particolare migliorando la propria resistenza e irrobustendo i muscoli degli arti inferiori che sono sottoposti agli sforzi maggiori.

Prima di effettuare un uscita non sarebbe male fare una piccola preparazione facendo lunghe camminate e alternandole con un po’ di jogging.

 

Per chi pratica Trekking dotarsi di equipaggiamento adatto è indispensabile

 

Fondamentali sono le "pedule", che sono le scarpe, e devono essere  il più leggere possibile ma allo stesso tempo robuste e resistenti.

 

Per attutire l'impatto del tacco col terreno,

  • dissipando l'energia
  • e riducendo i rischi di infiammazioni ai tendini,
  • i carichi gravanti sull'anca e sulla schiena
  • e l'affaticamento generale,

nella parte posteriore della suola delle scarpe da trekking sono state inserite "polimeri" e creati cuscinetti d'aria.

 

Grande importanza ce l'ha anche lo zaino. 

Sono da preferire modelli leggeri, semplici, con dorso anatomico ben imbottito e spallacci che non bloccano i movimenti delle braccia.

L'abbigliamento deve garantire al corpo il giusto calore, e non deve in alcun modo ostacolare i movimenti.

Cose fare e cosa evitare

 È dunque sempre meglio evitare di indossare

  • giacche ingombranti
  • pantaloni stretti
  • maglioni attillati.

 

Inoltre, bisogna cercare di lasciare respirare il corpo, di portare sempre nello zaino un maglione o una giacca pesante in caso di sosta al freddo, tenendo presente che il corpo si riscalderà naturalmente, soprattutto se il tracciato è in salita.

 

In generale il jeans è inadatto perché troppo rigido, specialmente se bagnato. 

 

Il pantalone infatti deve lasciare libero il movimento del ginocchio, soprattutto in caso di arrampicata, per cui se è lungo deve essere largo ed elasticizzato.

 

Per ripararsi da piogge improvvise sarà meglio portarsi dietro una leggera giacca a vento e un paio di sovra pantaloni leggeri in nylon oppure una mantellina a "poncho" che copra fino ai piedi, proteggendo anche lo zaino e lasciando le mani libere.

Che dire allora... buon trekking!

 

Buon allenamento da ABC

Scritto da: ABC Team

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