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Vademecum del recupero nello sport

data di redazione: 28 Maggio 2014 - data modifica: 01 Ottobre 2014
Vademecum del recupero nello sport

Un'errata gestione dei tempi di recupero può influenzare sfavorevolmente i risultati dell'allenamento, ecco perché

In linea generale, il "recupero" nell'allenamento sportivo viene inteso come

  • una pausa fra un esercizio e l'altro,
  • un intervallo fra le varie sedute di lavoro
  • e come una fase di riposo durante il periodo competitivo.

 

In particolari esercitazioni (come ad esempio nell'interval training), le fasi di recupero possono essere utilizzate anche in forma attiva, attraverso cioè l'esecuzione di specifici esercizi svolti a una intensità più bassa ("recupero attivo") rispetto agli altri eseguiti nella fase di lavoro propriamente detta.

 

Il recupero è un fattore molto importante poiché è in questa fase che si ricostituiscono le scorte energetiche e si "compensa" lo stress prodotto dal carico di lavoro, favorendo la realizzazione e la stabilizzazione di quegli adattamenti fisico-motori necessari ad ottimizzare gli obiettivi del programma di alenamento.

 

In particolar modo per i principianti, una razionale utilizzazione del recupero può favorire un migliore adattamento al lavoro attraverso una corretta ed equilibrata distribuzione dello sforzo.

 

Un tempo di recupero adetuatamente somministrato è in grado di rendervi disponibili per altre prestazioni, poiché dopo avere recuperato, sarete in condizioni di maggiore freschezza e quindi più preparati ad affrontare carichi di lavoro ancora più intensi (come nel caso di praticanti esperti o di atleti).

In una corretta organizzazione dell'allenamento, il recupero è strettamente correlato al carico (rappresentato dagli esercizi) e determina tanto

  • l'efficacia del lavoro
  • quanto l'intensità,
  • il volume e
  • la tipologia degli esercizi proposti.

 


Infatti, a volte, quando si vuole aumentare l'entità del lavoro e non è più possibile farlo attraverso un ulteriore incremento del sovraccarico, delle serie, delle ripetizioni, ecc., l'unica opportunità è rappresentata dalla diminuzione dei tempi di recupero.

 

Infatti, una razionale gestione del rapporto carico-recupero, non consentendo all'organismo un completo e adeguato ripristino delle scorte energetiche, se correttamente programmata è in grado, paradossalmente, di aumentare le riserve funzionali dell'organismo elevandone la prestazione e influenzando in maniera determinante la capacità di sviluppo progressivo del lavoro.

 

In generale, il rapporto carico-recupero viene studiato e organizzato in funzione:

 

  • del tipo di capacità motoria da allenare (forza, resistenza, velocità, flessibilità);
  • della forma fisica e livello tecnico del praticante (principiante o avanzato);
  • del livello dell'allenamento (agonistico o amatoriale)

Una errata gestione dei tempi di recupero, viceversa, può influenzare sfavorevolmente i risultati dell'allenamento: pause di riposo troppo lunghe o frequenza settimanali inadeguate possono generare una condizione di scarso allenamento.

 

In caso contrario, quando cioè il recupero previsto, in relazione all'entità di carico, non è sufficiente lungo per consentire il ripristino dell'equilibrio organico e ulteriori prestazioni sportie (soprattutto in caso di atleti di alto livello), si può verificare una condizione di superallenamento.
Buon allenamento da ABC

 



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