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Roberto Pruzzo

data di redazione: 14 Dicembre 2014 - data modifica: 10 Luglio 2017
Roberto Pruzzo

Roberto Pruzzo è stato un grande calciatore dei mitici anni 80. Nasce a Crocefieschi (Genova) il 1 aprile 1955. Ex calciatore di ruolo centravanti con la c maiuscola in quanto segnava gol a grappoli. Con la Roma di Nils Liedholm vinse lo scudetto del 1983 e la Coppa Italia del 1980, 1981, 1984, 1986.

Fu capocannoniere del campionato di serie A nel 1981, 1982, 1986, del campionato di B nel 1976 (col Genoa), della Coppa Italia nel 1980. Roberto Pruzzo era un classico Centravanti di sfondamento, poco incline alla manovra, micidiale nel colpo di testa

Nonostante i titoli di capocannoniere vinti nelle stagioni che portarono ai Mondiali del 1982 e 1986, l’allora ct della nazionale Enzo Bearzot non lo prese mai seriamente in considerazione:

«Ho avuto delle occasioni e non le ho sapute sfruttare. Si tratta di momenti da cogliere, come accade spesso nella vita. Il rammarico c’è, le potenzialità le avevo tutte. Ero forte». Tra i suoi gol più famosi quello nella finale di Coppa dei Campioni persa ai rigori all’Olimpico col Liverpool (1984): «Sarebbe stato meglio essere eliminati in semifinale che subire una delusione così davanti ai nostri tifosi». Finale di carriera nella Fiorentina, segnò un unico gol, proprio alla Roma, in uno spareggio per l’accesso alla Coppa Uefa giocato a Perugia (1989): «Furono il mio ultimo gol e la mia ultima partita. Non sapevo come avrebbero reagito i romani, poi scoprii con sollievo che mi avevano perdonato»

INTERVISTA SHOCK DI ROBERTO PRUZZO

Gol, vittorie, sconfitte e male di vivere. Roberto Pruzzo si racconta in un'autobiografia shock e svela a tutti la continua lotta con gli errori del passato e i demoni del presente.

"Le vittorie sono volate via, sono rimaste solo le sconfitte - scrive l'ex bomber di Genoa, Roma e Fiorentina -. Ogni tanto mi viene a trovare l'uomo nero e penso che sia giunto il momento di togliermi dai coglioni. Poi per fortuna arrivano gli amici".

Una confessione cupa, che racconta gli anni vissuti da protagonista sul campo e poi da spettatore.

"Il calcio? Noioso, ma in realtà non mi è mai piaciuto. Mi sono dovuto appassionare per forza", scrive l'ex attaccante. Parole pesanti quelle di Pruzzo, che, a dispetto del successo, delineano i contorni di una carriera e una vita difficili. Una storia appassionata e crudele, fatta di alti, ma anche di molti bassi. Come i gol sbagliati, gli errori e i traguardi mancati. "Cosa mi resta della mia carriera da centravanti? I gol sbagliati e le sconfitte - si legge in un passaggio del libro -. Delle vittorie ho goduto poco, perché sono subito volate via. Le sconfitte no, sono rimaste qui. E ancora ci combatto. La retrocessione in B del Genoa causata anche da un mio rigore sbagliato e la finale di Coppa Campioni persa con il Liverpool (nonostante il mio gol...) ancora mi vengono a trovare ogni tanto".

Di certo un grande Attaccante come Roberto Pruzzo, quando ha smesso di giocare può avere un momento di smarrimento come ha avuto il suo compagno di squadra Agostino Di Bartolomei, forse a certi livelli è normale.

CALCIATORE CHE NON HA AVUTO IL GIUSTO RICONOSCIMENTO ALLA CARRIERA

Secondo noi Roberto Pruzzo non ha avuto i giusti riconoscimenti che un goleador del suo calibro avrebbe dovuto avere al termine della sua carriera, in termini di mass media. E' stato un pò abbandonato.

  1. Vincere uno scudetto alla Roma negli anni 80 non era di certo semplice, considerando che in quegli anni c'era una certa Juventus di Giovanni Agnelli.
  2. Vincere per 3 volte la classifica capocannonieri con le squadre chiuse in difesa a riccio è stata una vera e propria impresa.
  3. Arrivare anche ad una finale di Coppa Campioni con la Roma segnando un gol in finale?

Sono tutti fattori che hanno reso eccezzionale la carriera di Roberto Pruzzo. Quindi il Grande Goleador merita di stare nella Hall Fame di ABC Allenamento unitamente agli altri campioni.




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