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Punti deboli e punti vitali: le 7 zone critiche da colpire e da proteggere

Il corpo ha zone o aree molto sensibili al contatto o pressione. Queste aree possono causare dolore o piacere a seconda del tipo di pressione esercitata (direzione, durata e intensità).

Nelle arti marziali le aree vulnerabili del corpo hanno una grande importanza.

Noi parleremo in questo articolo di quelle aree che racchiudono un gran numero di punti vitali, dove è possibile creare lesioni anche senza colpire con grande precisione. La sensibilità di queste zone varia a secondo dello sviluppo muscolare, della salute e dello stato psicologico della persona colpita (l’aggressore).

  1. LA TESTA È di vitale importanza perché contiene il cervello (protetto dalla scatola cranica) e la maggior parte degli organi percettivi (vista, udito e olfatto). È sostenuta dal collo e può essere attaccata da qualsiasi direzione e senso. La proteggeremo con le braccia, anche se, per la sua importanza e sensibilità, è sempre preferibile schivare i colpi. Non ci vogliono studi accademici per sapere che la testa è il punto preferito da colpire, vedi qualsiasi sport da combattimento, aggressione in strada e qualunque arte marziale: l’obiettivo principale sembra essere proprio la testa. Proprio per questo cercheremo di proteggerla sempre senza rischi inutili, e colpire quella del nostro avversario per neutralizzarlo rapidamente.
  2. IL COLLO “Ponte” fra la testa e il tronco, è ricco di parti sensibili e vitali. È sprovvisto di una protezione ossea (eccetto il midollo spinale ovviamente) ed è molto vulnerabile; si può proteggere da attacchi laterali mediante la contrazione muscolare. La parte frontale del collo è la parte più vulnerabile ai colpi diretti soprattutto verso l’alto (effetto ko); è anche il bersaglio preferito dei colpi di taglio in alcune arti marziali non sportive (wing chun).
  3. LA VERTICALE ANTERIORE DEL TRONCO La parte superiore o toracica è coperta dallo sterno, l’inferiore o addominale dai muscoli addominali che una volta contratti ci serviranno da scudo protettore. Il punto d’unione di queste aree (plesso solare) è molto sensibile. La protezione esterna sarà affidata all’avambraccio, che agirà anche nella parte inferiore, aiutato dal ginocchio.
  4. VERTICALE POSTERIORE È la zona occupata dalla colonna vertebrale, dalle vertebre dorsali fino a quelle lombari. Non è provvista di grande protezione muscolare ed è difficile intercettare gli attacchi con parate. Ci si difende non voltando le spalle all’avversario (una delle raccomandazioni più diffuse in ogni arte marziale o sport da combattimento). Questa area, con il collo e la testa, è la più importante da difendere.
  5. VERTICALE LATERALE Gli estremi sono punti sensibili; l’estremo superiore (ascella) è protetto dal braccio e dalla spalla. L’estremo inferiore è più indifeso per le costole fluttuanti, quelle che più si danneggiano in caso di una forte contusione. La loro protezione è affidata ai gomiti.
  6. AREA BASSA È protetta lateralmente da grandi ossa e masse muscolari, ma è pericolosamente esposta negli attacchi anteriori, posteriori e in quelli ascendenti. Sono gli arti inferiori che devono intercettare eventuali attacchi, sostituiti spesso dall’avambraccio. Per una protezione efficace è molto importante il footwork o lavoro di gambe per gli spostamenti sull’avversario.
  7. ARTICOLAZIONI DEGLI ARTI I legamenti e le capsule sono facilmente soggetti a slogature e iperestenioni. Il gionocchio è una delle articolazioni più vulnerabili: è soggetto agli schiacciamenti con calci frontali e spazzate con low kick.

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