Il Comportamento della Folla allo Stadio

Il Comportamento della Folla allo Stadio

E' Risaputo che la moltitudine non si comporta come il singolo

Non vi è mai capitato di trovarvi in mezzo all’enorme folla di un evento sportivo come allo stadio, ad una manifestazione oppure ad un concerto?

 

Avrete sicuramente notato alcune delle strane caratteristiche del comportamento della folla.

 

Una massa collettiva di individui non si comporta come una singola persona; e nemmeno è organizzata come un unico individuo. Ognuno reagisce  in base a quello che gli accade accanto, ma un gruppo di persone può cambiare comportamento all’improvviso, a volte con risultati drammatici.

 

Una lenta, tranquilla processione si può trasformare in un marasma di schegge impazzite che vagano come palle perse in tutte le direzioni!

 

Capire la dinamica della folla

 

Capire la dinamica del comportamento collettivo è importante.

  1. Se scoppiasse un incendio o esplodesse qualcosa vicino o all’interno di un gruppo cospicuo di persone, come si comporterebbe ognuno di loro?
  2. Come progettare le uscite di sicurezza, le vie di fuga in grandi ambienti di aggregazione come gli stadi o i palazzetti?
  3. Come si dovrebbero organizzare i pellegrinaggi religiosi di milioni di fedeli alla Mecca per evitare che si registrassero ogni volta le centinaia di decessi avvenuti in passato, quando il panico provocato dalla mostruosa calca ha indotto la gente a fuggire disordinatamente?

 

Uno dei progressi più interessanti nello studio del comportamento e del controllo della folla si è registrato osservando l’analogia tra il flusso di una massa di persone e il flusso di un liquido. Viene da pensare lì per lì che comprendere una folla composta di distinti individui, tutti di età diversa e con distinte risposte potenziali e distinti gradi di comprensione di una situazione, sia un’impresa impossibile.

 

Curiosamente, non è così.

 

Le persone sono più simili le une alle altre di quanto si tenda a pensare...

 

In condizioni di affollamento, semplici scelte locali si trasformano rapidamente in ordine generale.

 

Quando si arriva in una delle grandi stazioni ferroviarie di Londra e ci si dirige alla metro, si osserva che le persone che scendono scelgono di stare dal lato sinistro (o destro) della scala, mentre quelle che salgono si tengono dalla parte opposta.

 

Lungo i corridoi che portano ai tornelli, la folla si organizza in due distinti flussi che vanno in direzioni opposte.

 

I singoli individui si regolano guardando quello che fanno le persone più vicine; in altre parole, agiscono in risposta al modo di muoversi dei loro vicini e al grado di ressa dell’ambiente intorno.

 

Le reazioni al secondo fattore dipendono molto da chi si è: se si è un manager giapponese abituato a viaggiare all’ora di punta nella metro di Tokyo, si reagisce alla calca in maniera molto diversa da come reagirebbe un turista proveniente dalle Ebridi o un gruppo di scolari proveniente dalla Cina.

 

Se ci si sta prendendo cura di bambini o anziani bisogna muoversi in maniera diversa, tenendoli vicini e non perdendoli di vista. Tutte queste variabili si possono immettere nel computer, il quale poi simulerà la reazione che avviene quando la folla concentra in differenti tipi di spazio e come reagisce all’insorgere di nuove pressioni.

 

La folla ed il comportamento dei fluidi

 

Come un fluido che fluisce, la folla sembra avere un comportamento articolato in due fasi.

 

  1. Quando non è molto grande e tutti i suoi componenti vanno con costanza in un’unica direzione, come la folla che lascia lo stadio per dirigersi alla metropolitana dopo una partita, l’assembramento si comporta come un flusso omogeneo di liquido. Continua a muoversi circa alla stessa velocità per tutto il tempo e non si ferma per poi ripartire.
  2. Quando la folla si fa molto fitta, gli individui cominciano a urtarsi a vicenda e si registra un movimento in varie direzioni. Il moto complessivo assume allora un andamento meno fluido: ora si ferma ora ricomincia ad andare, come in una successione di onde.

 

Il graduale aumento della densità dei corpi riduce la velocità alla quale si procede e chi ritiene che le cose potrebbero procedere più svelte da una parte piuttosto che da un’altra tende a imboccare direzioni laterali.

 

È la stessa psicologia degli automobilisti che cambiano corsia mentre sono intrappolati in un fitto ingorgo in cui le auto procedono a passo d’uomo.

 

In entrambi i casi, a mano a mano che alcuni rallentano e altri si spostano di lato lasciando entrare al loro posto qualcun altro, si formano increspature nell’ingorgo.

 

La folla è percorsa da una serie di piccole onde discontinue che in sé non sono necessariamente pericolose, ma che segnalano la possibilità che succeda all’improvviso qualcosa di molto pericoloso.

 

La progressiva calca induce a un certo punto ciascun individuo a comportarsi in modo molto più caotico, simile a quello di un fluido che, fluendo, diventa sempre più turbolento perché le singole particelle si muovono i questa o quella direzione per trovare spazio. Gli individui spingono i loro vicini nel tentativo sempre più virulento di ricavarsi uno spazio.

 

Questo accresce il rischio che cadano, si trovino così pigiati da far fatica a respirare e, se sono bambini, perdano il contatto con i genitori.

 

Questi fenomeni possono manifestarsi in punti diversi di una grande folla e i loro effetti si diffondono rapidamente. La situazione degenera in fretta, va fuori controllo, e chi cade diventa un ostacolo in cui gli altri inciampano.

 

Chiunque soffra di claustrofobia viene preso dal panico e reagisce in maniera ancora più violenta alle persone da cui è circondato. A meno che un’organizzazione preposta all’ordine non intervenga a separare le varie componenti della folla e a ridurne la densità, è inevitabile che presto accada un disastro.

 

Perché la folla passi dal tranquillo flusso di pedoni alle increspature e infine al caos possono occorrere dai pochi minuti a una mezz’ora, a seconda delle dimensioni dell’assembramento.

 

Non è possibile prevedere se e quando si verificherà una crisi in un particolare concentrato di individui, ma monitorando  il comportamento su larga scala di una folla si riesce a individuare il passaggio dal movimento discontinuo nelle sue varie parti e a prendere misure per ridurre l’affollamento nei principali punti di pressione che guidano la transizione del caos.

 

Buon ABC Allenamento

Scritto da: ABC Staff

Potrebbe interessarti anche

Ultimi post pubblicati