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Usain Bolt Campione Mondiale Pechino 2015 – L’intervista

Vincendo la gara regina deiCampionati mondiali di atletica di Pechino 2015, Usain Bolt ha dato una dimostrazione di forza non solo fisica, ma questa volta anche mentale, sconfiggendo il favoritissimo Justin Gatlin. Usain Bolt ha vinto i 100 metri piani con un tempo (per lui mediocre) di 9,79; medaglia di argento con 9,80 l’americano Justin Gatlin, mentre la medaglia di Bronzo è stata condivisa tra giovani Andre De Grasse e Trayvon Bromell che hanno chiuso con un tempo di 9.92 secondi.

Per dovere di cronaca, il naturalizzato canadese, Ben Johnson ai Giochi olimpici di Seul del 1988 vinse la finale dei 100 metri piani stabilendo il nuovo record mondiale con il tempo di 9″79, ma tre giorni dopo i risultati dei test antidoping lo rivelarono positivo; fu quindi squalificato con il conseguente annullamento della vittoria e del record. Stesso tempo effettuato nell’ultima edizione dei Mondiali 27 anni dopo. Detto questo passiamo al nocciolo dell’articolo postando l’intervista fatta pochi giorni fa al grande campione giamaicano Usain Bolt.

Come fai ad andare così forte, quali sono i segreti di uno sprinter?

UB: “Ci sono molte fattori che condizionano la forma di uno sprinter: condizionamento, forza, velocità, potenza, tecnica. Bisogna adottare un’allenamento a 360° per allenare tutte le qualità ed essere poi più veloce e pronto degli altri.

Com’è una tua sessione di allenamento tipica?

UB: “Non c’è davvero una sessione tipica. Il mio allenamento è sia in pista che in palestra. Dipende dal periodo dell’anno e ciò su cui stiamo lavorando. In pista si può lavorare su tutto, dalla resistenza a qualsiasi aspetto tecnico della mia gara – la partenza, la fase di risalita, la transizione sia per la gara dei 100 che dei 200 metri. In palestra l’allenamento è generale sul condizionamento, forza e potenza.”

Quanto ti alleni in un anno?

UB: “mi alleno per 11 mesi l’anno, sei giorni alla settimana. Normalmente la mattina e poi di nuovo nel pomeriggio.”

E gli infortuni?

UB: “Nello sport d’elite c’è sempre qualcosa che può rallentare i progressi di un atleta. Spingiamo i nostri corpi al massimo e, a volte i nostri muscoli sono come le corde del violino che suonano bene ma che possono rompersi. Ho avuto diversi infortuni nella mia carriera, ma per fortuna ho un buon allenatore che mi aiuta a prevenirli!”

Cosa mangi?

UB: Ho una buona dieta ora, ho un cuoco che mi aiuta a mangiare bene. Un sacco di pollo, riso, verdure. La cucina giamaicana generalmente è una dieta ottima per gli atleti. E ‘anche importante essere ben idratati.

Qual è il tuo grande obiettivo?

UB: Beh, il mio unico grande obiettivo è quello di diventare il più grande. Voglio essere ricordato come un grande sportivo, per avere un posto nella storia.


Ma perché Bolt è così forte?

  1. Spalle perfettamente allineate alle anche. Una caratteristica che rende il corpo di Usain più efficiente dal punto di vista energetico.
  2. Anche le braccia sono speciali: muovendosi in sincrono con le gambe aiutano l’atleta giamaicano a non perdere l’equilibrio quando corre. Questo gli ha permesso di guadagnare i record mondiale di velocità sui 100 metri (9,58 secondi).
  3. Un terzo motivo è nelle falcate: 41 sono quelle con cui Bolt ha percorso i 100 metri in pista a Londra: la media è di 2,44 metri a falcata. Imbattibile: i suoi competitori stanno sulle 45/48 falcate. La leggenda vuole che la sua forza sia il frutto di un’infanzia di stenti, quando per aiutare i suoi genitori era costretto a trasportare acqua per chilometri su chilometri
  4. Muscoli adatti alla corsa che nel caso di Bolt, sono composti per il 90% di fibre a contrazione veloce, che lo rendono forte, scattante ed “esplosivo”. È una peculiarità dei corridori avere questo genere di fibre che si attivano immediatamente, sviluppano subito una forza incredibile, ma non sono adatte a lavorare a lungo: i top runner arrivano al massimo al 80%, mentre noi comuni mortali abbiamo una percentuale più o meno simile di fibre lente e veloci (50%-50%). Bolt arriva al 90% e tenuto conto che la composizione delle fibre muscolari è genetica, si può dire che sia nato per correre (mentre noi per fare jogging).

Come mai i Migliori Sprinter sono Giamaicani?

Nel 2003 alcuni scienziati australiani hanno scoperto che esistono diverse varianti di un gene, chiamato ACTN3, che danno certi vantaggi nello sport. La variante R, che è espressa nelle fibre muscolari a contrazione rapida, dà maggiore potenza e velocità; l’altra variante (X) invece dà maggiore resistenza ed è più facile trovarla nei maratoneti. Ebbene, la variante R è molto più comune tra la popolazione giamaicana e tra i discendenti delle popolazioni dell’Africa occidentale. Ecco perché Usain Bolt, Asafa Powell, Shelly Ann Frazer-Pryce, Veronica Campbell-Brown, ma anche Merlene Ottey, Ben Johson sono e sono stati i migliori sprinter al mondo in epoche differenti.

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