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La coordinazione nello sport: importanza e significato

Letteralmente coordinare significa “ordinare insieme”, ma nella complessità che caratterizza i processi di realizzazione del movimento (percezioni di stimoli interni ed esterni, integrazione ed elaborazione degli stimoli, programmazione del movimento di risposta, esecuzione della risposta, ecc.), cosa o quali aspetti vanno ordinati insieme?

Da un punto di vista tecnico-esecutivo il concetto di coordinazione generale si riferisfce, più che altro, all’organizzazione di movimenti parziali o di fasi del movimento secondo un preciso ordine di tempi, durata e intensità (oltre che di effetti prodotti).

Tale processo è generalmente orientato e finalizzato alla realizzazione di un’esecuzione completa e armonica del gesto motorio (nel nuoto, ad esempio, i movimenti degli arti inferiori e superiori rappresentano gli elementi parziali del gesto motorio più complesso dello stile completo).

La capacità di saper coordinare singoli elementi del movimento e dei movimenti parziali consente la realizzazione di gesti motori più evoluti (fattore in grado di influenzare notevolmente i risultati nella pratica sportiva).

Inoltre, la coordinazione motoria rappresenta il presupposto neurofisiologico fondamentale per lo sviluppo delle capacità coordinative generali e speciali.

Quindi, per un adeguato sviluppo motorio e sportivo, l’allenamento della capacità di coordinazione deve rappresentare un elemento fondamentale sia nell’attivtà fisica con finalità ricreative sia in quella esclusivamente competitiva, praticata a tutte le età e a qualsiasi livello.

La coordinazione va riferita anche al lavoro muscolare o più precisamente alla regolazione e al controllo, attraverso il sistema nervoso, dell’attività dei muscoli nei diversi movimenti e nelle differenti funzioni muscolari.

Si distinguono infatti:

  1. LA COORDINAZIONE INTERMUSCOLARE intesa come una regolazione di tempi, di ordine e di sincronie di intervento dei singoli muscoli finalizzata alla realizzazione e alla combinazione dei movimenti.
  2. LA COORDINAZIONE INTRAMUSCOLARE, intesa come l’attivazione di un giusto numero di unità motorie di un determinato muscolo in una singola contrazione.
  3. LA COORDINAZIONE NEUROMUSCOLARE, cioè l’attività di singoli muscoli o di gruppi muscolari impegnati nel controllo e nella regolazione dei diversi impulsi di forza che agiscono nel movimento durante l’effettuazione di uno specifico gesto motorio. Uno dei più importanti risultati di tale processo di adattamento e organizzazione neuromotoria è rappresentato dalla cosiddetta “fluidità di movimento” (intesa come grado di continuità di un atto motorio), fattore che può evidenziare, insieme al ritmo e alla capacità di combinazione e di strutturazione del movimento, il livello di coordinazione motoria raggiunto.

In definitiva, essere coordinati significa avere la capacità di armonizzare, combinare, accordare i vari processi parziali che intervengono nell’atto motorio,in considerazione dello scopo del movimento stesso (e delle componenti esterne, ad esempio la forza di gravità, l’attrito, la resistenza dell’aria, ecc.) realizzando un’esecuzione che si avvicini il più possibile al modello motorio previsto.
Buon allenamento da ABC

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