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Punti deboli e punti vitali: le 7 zone critiche da colpire e da proteggere

data di redazione: 14 Ottobre 2014 - data modifica: 02 Ottobre 2014
Punti deboli e punti vitali: le 7 zone critiche da colpire e da proteggere

Nelle discipline di combattimento tutti i praticanti sanno quali sono i bersagli più sensibili da colpire, alcun però non sono così scontati...

Il corpo ha zone o aree molto sensibili al contatto o pressione. Queste aree possono causare dolore o piacere a seconda del tipo di pressione esercitata (direzione, durata e intensità).

 

Nelle arti marziali le aree vulnerabili del corpo hanno una grande importanza.

 

Noi parleremo in questo articolo di quelle aree che racchiudono un gran numero di punti vitali, dove è possibile creare lesioni anche senza colpire con grande precisione. La sensibilità di queste zone varia a secondo dello sviluppo muscolare, della salute e dello stato psicologico della persona colpita (l'aggressore).

 

  1. LA TESTA E' di vitale importanza perché contiene il cervello (protetto dalla scatola cranica) e la maggior parte degli organi percettivi (vista, udito e olfatto). E' sostenuta dal collo e può essere attaccata da qualsiasi direzione e senso. La proteggeremo con le braccia, anche se, per la sua importanza e sensibilità, è sempre preferibile schivare i colpi. Non ci vogliono studi accademici per sapere che la testa è il punto preferito da colpire, vedi qualsiasi sport da combattimento, aggressione in strada e qualunque arte marziale: l'obiettivo principale sembra essere proprio la testa. Proprio per questo cercheremo di proteggerla sempre senza rischi inutili, e colpire quella del nostro avversario per neutralizzarlo rapidamente.
  2. IL COLLO "Ponte" fra la testa e il tronco, è ricco di parti sensibili e vitali. E' sprovvisto di una protezione ossea (eccetto il midollo spinale ovviamente) ed è molto vulnerabile; si può proteggere da attacchi laterali mediante la contrazione muscolare. La parte frontale del collo è la parte più vulnerabile ai colpi diretti soprattutto verso l'alto (effetto ko); è anche il bersaglio preferito dei colpi di taglio in alcune arti marziali non sportive (wing chun).
  3. LA VERTICALE ANTERIORE DEL TRONCO La parte superiore o toracica è coperta dallo sterno, l'inferiore o addominale dai muscoli addominali che una volta contratti ci serviranno da scudo protettore. Il punto d'unione di queste aree (plesso solare) è molto sensibile. La protezione esterna sarà affidata all'avambraccio, che agirà anche nella parte inferiore, aiutato dal ginocchio.
  4. VERTICALE POSTERIORE E' la zona occupata dalla colonna vertebrale, dalle vertebre dorsali fino a quelle lombari. Non è provvista di grande protezione muscolare ed è difficile intercettare gli attacchi con parate. Ci si difende non voltando le spalle all'avversario (una delle raccomandazioni più diffuse in ogni arte marziale o sport da combattimento). Questa area, con il collo e la testa, è la più importante da difendere.
  5. VERTICALE LATERALE Gli estremi sono punti sensibili; l'estremo superiore (ascella) è protetto dal braccio e dalla spalla. L'estremo inferiore è più indifeso per le costole fluttuanti, quelle che più si danneggiano in caso di una forte contusione. La loro protezione è affidata ai gomiti.
  6. AREA BASSA E' protetta lateralmente da grandi ossa e masse muscolari, ma è pericolosamente esposta negli attacchi anteriori, posteriori e in quelli ascendenti. Sono gli arti inferiori che devono intercettare eventuali attacchi, sostituiti spesso dall'avambraccio. Per una protezione efficace è molto importante il footwork o lavoro di gambe per gli spostamenti sull'avversario.
  7. ARTICOLAZIONI DEGLI ARTI I legamenti e le capsule sono facilmente soggetti a slogature e iperestenioni. Il gionocchio è una delle articolazioni più vulnerabili: è soggetto agli schiacciamenti con calci frontali e spazzate con low kick.

Buon allenamento da ABC



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